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Stato dell’Unione 2025, von der Leyen richiama l’Europa a unità e indipendenza strategica

Il discorso sullo Stato dell’Unione 2025 della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha rappresentato uno dei momenti politici più rilevanti dell’anno per Bruxelles. L’intervento, pronunciato davanti al Parlamento europeo, ha toccato i principali temi che stanno ridisegnando il futuro dell’Unione: sicurezza, indipendenza energetica, innovazione tecnologica, coesione sociale e ruolo dell’Europa nello scenario internazionale.


Von der Leyen ha voluto sottolineare fin dall’inizio che l’Europa si trova davanti a una fase decisiva, in cui le scelte dei prossimi anni determineranno non solo la sua capacità di affrontare le crisi, ma anche il suo posto nel nuovo ordine mondiale. Ha richiamato l’esperienza della pandemia e della guerra in Ucraina come momenti che hanno messo a nudo le fragilità dell’Unione, ma che hanno anche mostrato la capacità di reagire quando i Paesi membri hanno agito congiuntamente.


Uno dei passaggi centrali del discorso è stato dedicato alla difesa comune. La presidente ha insistito sul fatto che l’Europa deve diventare più autonoma sul piano militare, senza per questo mettere in discussione la centralità della NATO. Ha annunciato che la Commissione proporrà la creazione di un fondo europeo permanente per la difesa, volto a finanziare progetti comuni di ricerca, sviluppo e produzione di armamenti avanzati. L’obiettivo è ridurre la frammentazione attuale, che vede i diversi Stati membri spesso procedere in ordine sparso, e rafforzare la capacità dell’Europa di rispondere rapidamente alle crisi.


Altro tema cruciale è stato quello dell’energia. Von der Leyen ha ribadito che la crisi del gas del 2022 ha dimostrato i rischi della dipendenza da fornitori esterni, in particolare dalla Russia, e che l’Unione deve completare la transizione verso un sistema energetico sicuro, sostenibile e indipendente. Ha citato i progressi compiuti con l’aumento della produzione di rinnovabili e con la costruzione di nuove infrastrutture per l’importazione di GNL, ma ha sottolineato che occorre accelerare sugli investimenti e sul coordinamento tra Stati membri per arrivare alla neutralità climatica nei tempi previsti.


L’innovazione tecnologica è stata un altro punto chiave. La presidente ha parlato di intelligenza artificiale, semiconduttori e reti digitali come pilastri del futuro europeo. Ha ricordato il varo dell’European Chips Act e i progressi fatti per attrarre investimenti nel settore dei microprocessori, ma ha messo in guardia dal rischio che l’Europa resti indietro rispetto a Stati Uniti e Cina. Per questo ha annunciato la creazione di un programma specifico per sostenere le start-up europee che sviluppano tecnologie strategiche, in modo da trattenere talenti e capitali all’interno del continente.


Il discorso ha toccato anche il tema della coesione sociale. Von der Leyen ha ribadito che le trasformazioni economiche non possono lasciare indietro i cittadini e che la transizione verde e digitale deve essere accompagnata da politiche attive per il lavoro, la formazione e il sostegno alle fasce più vulnerabili della popolazione. Ha insistito sull’importanza del pilastro europeo dei diritti sociali e ha annunciato nuove iniziative per ridurre le disuguaglianze e garantire salari dignitosi in tutti gli Stati membri.


Sul piano internazionale, la presidente ha invitato l’Europa a parlare con una sola voce e a rafforzare la propria autonomia strategica. Ha citato la necessità di consolidare i rapporti con l’Africa e con l’America Latina, di mantenere un dialogo costruttivo con gli Stati Uniti ma anche di difendere con fermezza i propri interessi commerciali nei confronti della Cina. Ha sottolineato che l’Europa deve essere capace di costruire alleanze globali basate sui valori democratici, ma senza rinunciare alla difesa delle proprie filiere produttive e della propria competitività.


Von der Leyen ha inoltre rivolto un passaggio specifico al tema dell’allargamento dell’Unione. Ha ricordato che diversi Paesi dei Balcani occidentali, oltre a Ucraina e Moldavia, guardano con attesa e speranza all’ingresso nell’UE, e ha ribadito che l’Europa non può permettersi di rallentare questo processo. Ha però sottolineato che l’allargamento dovrà essere accompagnato da una riforma istituzionale, in modo da rendere l’Unione capace di funzionare anche con un numero maggiore di membri.


Il discorso sullo Stato dell’Unione 2025 ha voluto trasmettere un messaggio di fiducia ma anche di responsabilità. Von der Leyen ha ricordato che le sfide del presente – dalla guerra ai cambiamenti climatici, dalle crisi energetiche alle rivoluzioni tecnologiche – possono diventare opportunità solo se affrontate con unità e lungimiranza. Ha invitato i governi nazionali e i cittadini a credere nella forza dell’Europa e a lavorare insieme per un futuro che garantisca sicurezza, prosperità e democrazia.

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