SpaceX, nuova esplosione per il razzo Starship durante test a terra in Texas: stop forzato prima del decimo lancio orbitale
- piscitellidaniel
- 19 giu
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Un'esplosione avvenuta nella base di Starbase, in Texas, ha distrutto uno dei prototipi del razzo Starship di SpaceX, durante un test statico a terra programmato in vista del decimo volo orbitale. Il razzo “Ship 36”, montato sulla rampa di lancio e pronto per un'accensione a motori spenti – il cosiddetto “static fire” – ha preso fuoco improvvisamente poco prima dell'inizio effettivo della prova, generando una potente esplosione che ha illuminato il cielo notturno e provocato un'onda d'urto avvertita anche a chilometri di distanza. Nessuna persona è rimasta ferita, ma l’episodio rappresenta un ulteriore ostacolo per il programma Starship, già segnato da una serie di eventi simili.
La dinamica dell’incidente è stata documentata da numerosi appassionati e media locali che, come di consueto, seguono in diretta tutte le fasi dei test presso il sito di Boca Chica, dove Elon Musk ha costruito il principale impianto operativo per i razzi a lungo raggio. Poco dopo la mezzanotte locale, la capsula Starship, completamente assemblata ma non ancora alimentata, ha rilasciato una colonna di fumo seguita da una vampata esplosiva alla base. Secondo le prime ricostruzioni, l'esplosione si sarebbe verificata a causa di una fuga incontrollata di gas criogenici – probabilmente metano liquido – a contatto con una superficie calda, generando un effetto detonante. Alcuni esperti hanno ipotizzato un guasto nei sistemi di sfiato o in un componente della linea di alimentazione.
L’incidente è avvenuto a pochi giorni dal completamento del test statico, ultimo passaggio prima dell'autorizzazione al decimo lancio del sistema Starship, concepito per essere il vettore di nuova generazione destinato a missioni lunari, marziane e commerciali a lungo raggio. SpaceX aveva già programmato il prossimo volo orbitale entro le prime due settimane di luglio, ma l’esplosione rischia ora di posticipare la data e di rallentare ulteriormente la tabella di marcia. Dopo l’accaduto, i tecnici hanno sospeso ogni attività sulla piattaforma e avviato le indagini per determinare l’esatta origine del guasto, mentre i resti dell’hardware sono stati messi in sicurezza per l’ispezione dei materiali.
Quello del 19 giugno è il quarto grave incidente che colpisce un prototipo Starship nel 2025. In particolare, il sistema “Ship 28” aveva subito un’esplosione controllata dopo un malfunzionamento in fase di rientro in atmosfera, mentre un booster Super Heavy (il primo stadio che sostiene Starship in decollo) aveva subito un’esplosione durante un precedente static fire a marzo. Sebbene SpaceX consideri questi eventi parte del processo sperimentale, gli analisti del settore spaziale iniziano a sollevare dubbi sulla ripetitività di certi problemi, in particolare relativi ai motori Raptor e alla gestione criogenica dei propellenti.
Il programma Starship è uno dei più ambiziosi mai intrapresi da una compagnia privata. Composto da due stadi completamente riutilizzabili – il razzo Super Heavy e la navetta Starship vera e propria – il sistema è pensato per trasportare fino a 150 tonnellate in orbita bassa terrestre, ma è anche destinato ad alimentare le future missioni Artemis della NASA sulla Luna. Dopo il successo parziale del quarto volo orbitale, che aveva visto il rientro della Starship con un atterraggio quasi controllato, Elon Musk aveva promesso una frequenza mensile di lanci e una progressiva maturazione del sistema entro fine anno. Il test fallito di Ship 36, però, rischia di interrompere questo slancio e di richiedere un ulteriore ripensamento nella sequenza dei test.
Il sito di Boca Chica, al confine tra Texas e Messico, è ormai da anni il fulcro operativo del programma, nonostante le tensioni con le autorità ambientali statunitensi e con le comunità locali. L’area, considerata fragile dal punto di vista ecosistemico, è stata sottoposta a più ispezioni da parte della Federal Aviation Administration (FAA), che nel 2023 e nel 2024 ha chiesto diverse revisioni ai piani di mitigazione ambientale di SpaceX. Proprio in relazione a incidenti simili, la FAA ha più volte imposto brevi sospensioni alle attività di lancio, per assicurare che ogni fase di test rispetti gli standard federali di sicurezza aerospaziale.
La reazione di Elon Musk, al momento, non è ancora arrivata tramite i canali ufficiali. Tuttavia, il CEO di SpaceX ha in passato definito i test “distruttivi” come “un’opportunità per imparare più velocemente”, sostenendo che la filosofia dell’azienda è “fallire in fretta per costruire meglio”. Nonostante queste affermazioni, la sequenza ravvicinata di guasti può generare pressioni anche sul fronte contrattuale: la NASA, che ha affidato a SpaceX una parte cruciale della missione Artemis III (atterraggio umano sulla Luna), ha dichiarato che ogni ritardo nella maturazione del veicolo può ripercuotersi sull’intero calendario delle operazioni lunari, con possibili slittamenti oltre il 2026.
Mentre i tecnici di SpaceX lavorano al recupero dei dati e alla ricostruzione della sequenza dell’evento, cresce l’attenzione del pubblico e dei media internazionali. Le immagini dell’esplosione, diventate virali sui social e nei notiziari globali, mostrano una potenza devastante e alimentano il dibattito sulla gestione della sicurezza nei programmi spaziali commerciali. Nonostante il fallimento di Ship 36, nel sito restano già pronti altri prototipi – come Ship 37 e Ship 38 – che potrebbero essere adattati rapidamente per proseguire i test, qualora la FAA e le autorità ambientali non impongano nuovi stop temporanei.
Il prossimo obiettivo dichiarato di SpaceX resta comunque il raggiungimento di un volo completamente controllato con recupero sia del primo che del secondo stadio, condizione necessaria per rendere Starship un sistema davvero riutilizzabile e sostenibile economicamente. Finora, i costi stimati per lo sviluppo superano già i 10 miliardi di dollari, sostenuti sia da capitali privati sia da importanti commesse governative. L'incidente di giugno, pur rappresentando un momento critico, si inserisce quindi in un percorso complesso e sperimentale, dove il confine tra fallimento e progresso tecnologico rimane sottile e controverso.

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