Sospette interferenze russe sul GPS dell’aereo di von der Leyen: cresce la tensione elettronica nei cieli europei
- piscitellidaniel
- 1 set
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Le autorità europee stanno indagando su un grave incidente avvenuto nei cieli della Polonia, dove l’aereo che trasportava la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sarebbe stato vittima di sospette interferenze al sistema di geolocalizzazione GPS. L’episodio, avvenuto durante un volo ufficiale, ha immediatamente suscitato preoccupazioni sulla sicurezza dei voli istituzionali e sul rischio crescente di attacchi cibernetici e interferenze elettroniche orchestrate da attori statuali ostili, con il sospetto ricorrente rivolto alla Russia.
Secondo fonti interne alla Commissione e a vari apparati di sicurezza, durante la tratta tra Lituania e Polonia l’aereo governativo avrebbe riscontrato l’improvvisa perdita del segnale GPS per alcuni minuti. Il malfunzionamento non ha comportato conseguenze operative gravi grazie alla prontezza dell’equipaggio e alla dotazione di sistemi di navigazione alternativi, ma ha comunque reso evidente l’esistenza di un rischio concreto che non può essere derubricato a semplice disturbo tecnico.
Tecnici della sicurezza aerea, esperti di guerra elettronica e ufficiali delle forze NATO attive nella regione hanno confermato che l’area baltica è da mesi teatro di un’intensa attività di disturbo delle comunicazioni satellitari. Episodi simili, con perdita parziale o totale del segnale GPS, sono stati segnalati da diversi voli commerciali e militari nell’area compresa tra il Mar Baltico, la Bielorussia, l’enclave russa di Kaliningrad e i cieli della Polonia orientale. Le interferenze vengono considerate sempre più come il frutto di operazioni militari deliberatamente dirette a testare la vulnerabilità dei sistemi occidentali, in particolare nel quadro del conflitto in Ucraina e della crescente ostilità tra Mosca e Bruxelles.
La stessa NATO ha emesso di recente rapporti riservati che indicano un aumento degli episodi di “spoofing” e “jamming” GPS in prossimità dei confini orientali dell’Alleanza Atlantica. Lo “spoofing” consiste nel simulare falsi segnali satellitari, mentre il “jamming” punta a saturare le frequenze per rendere inservibili i segnali originali. Entrambe le tecniche sono considerate armi non convenzionali di guerra elettronica, capaci di interferire non solo con operazioni militari ma anche con traffico civile, infrastrutture logistiche e comunicazioni governative.
La scelta del bersaglio, in questo caso l’aereo di von der Leyen, rappresenta un salto di qualità. L’attacco, se confermato, non può essere considerato casuale. La presidente della Commissione europea è una delle figure più esposte nell’attuale contesto geopolitico, per la sua posizione fortemente schierata a favore dell’Ucraina, il sostegno alla linea dura contro Mosca e il ruolo centrale nella gestione dei fondi europei per la difesa e la sicurezza. Colpire simbolicamente il suo volo, seppur senza danni diretti, significherebbe lanciare un messaggio preciso all’intera leadership europea.
La sicurezza elettronica dei voli governativi è un tema sempre più al centro dell’attenzione. Già in passato si erano verificati casi di disturbo al GPS nei voli delle delegazioni diplomatiche in Medio Oriente e nel Caucaso, ma mai così vicino al cuore dell’Europa. A questo si aggiunge l’allarme delle compagnie aeree commerciali, che hanno iniziato a modificare le rotte sopra l’area baltica e orientale, per evitare zone dove sono state registrate anomalie ripetute.
Secondo esperti militari europei, la Russia starebbe rafforzando le sue capacità di guerra elettronica lungo il suo fianco occidentale, con nuove stazioni mobili di disturbo satellitare installate a Kaliningrad, ma anche in Bielorussia e in Crimea. Queste installazioni, in grado di coprire un raggio di centinaia di chilometri, vengono considerate uno strumento chiave della strategia russa per disarticolare le capacità operative delle forze NATO in caso di escalation.
Le istituzioni europee, pur mantenendo un certo riserbo, hanno iniziato a lavorare a una risposta diplomatica e tecnica. È allo studio un sistema rafforzato di protezione delle rotte governative e una revisione dei protocolli di sicurezza dei voli che trasportano alte cariche dell’UE. Sul tavolo c’è anche la possibilità di convocare un vertice straordinario con i paesi baltici e la Polonia, per discutere della sicurezza aerea e del rafforzamento della sorveglianza elettronica congiunta.
La presidente von der Leyen non ha commentato pubblicamente l’accaduto, ma fonti a lei vicine hanno fatto sapere che è “assolutamente determinata a non lasciarsi intimidire da alcuna forma di pressione, nemmeno indiretta”. Il messaggio politico, anche in assenza di dichiarazioni ufficiali, è evidente: l’Europa considera questo episodio un segnale d’allarme, non solo per la sicurezza del traffico aereo ma per la crescente aggressività delle strategie ibride messe in atto dalla Russia.

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