Shafik nuova consigliera economica di Starmer: dalla Columbia University a Downing Street per definire la strategia del Regno Unito
- piscitellidaniel
- 4 set
- Tempo di lettura: 4 min
Il premier britannico Keir Starmer ha scelto Minouche Shafik, attuale presidente della Columbia University di New York ed economista di fama internazionale, come nuova consigliera economica di Downing Street. La decisione segna un passaggio importante per il governo laburista, che punta a consolidare la propria credibilità economica e a dare una direzione chiara alla politica di crescita e stabilità finanziaria del Regno Unito. Con un curriculum che unisce accademia, istituzioni internazionali e una lunga esperienza ai vertici di organismi economici, Shafik si prepara a diventare una figura di primo piano nella definizione delle politiche economiche britanniche.
La carriera di Minouche Shafik è segnata da tappe di rilievo. Nata in Egitto e cresciuta nel Regno Unito, ha studiato economia a Oxford e alla London School of Economics, per poi ottenere un dottorato alla St Antony’s College. Ha lavorato alla Banca Mondiale, al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca d’Inghilterra, arrivando a ricoprire posizioni di altissima responsabilità. Dal 2017 è stata direttrice della London School of Economics e successivamente, nel 2023, è stata chiamata a guidare la Columbia University, una delle più prestigiose istituzioni accademiche statunitensi.
Il suo profilo internazionale rappresenta un valore aggiunto per il governo Starmer, che intende rafforzare i rapporti con i partner globali e rilanciare la centralità di Londra nei mercati finanziari internazionali. Shafik è considerata una tecnocrate capace di combinare rigore analitico e sensibilità politica, qualità che potrebbero rivelarsi decisive in un momento in cui il Regno Unito deve affrontare sfide complesse come l’inflazione, la bassa produttività e le conseguenze economiche della Brexit.
La sua nomina arriva in un momento delicato per l’economia britannica. Dopo anni di turbolenze politiche e incertezze sui mercati, l’esecutivo laburista ha l’obiettivo di ristabilire fiducia tra gli investitori e di delineare un piano di crescita sostenibile. L’ingresso di Shafik a Downing Street punta a rafforzare la percezione di stabilità e a trasmettere un messaggio di competenza tecnica. La sua esperienza nei grandi organismi internazionali le consente infatti di dialogare con le istituzioni finanziarie globali e di avere una visione d’insieme sulle dinamiche economiche mondiali.
Uno dei temi centrali che la nuova consigliera economica dovrà affrontare riguarda la politica fiscale. Il Regno Unito ha registrato negli ultimi anni un forte aumento del debito pubblico, alimentato prima dalla pandemia e poi dalle misure di sostegno all’economia. Shafik è chiamata a trovare un equilibrio tra la necessità di consolidamento fiscale e la spinta alla crescita, evitando che una stretta eccessiva penalizzi i consumi e gli investimenti. La sua impostazione pragmatica lascia intendere che proporrà un mix di misure graduali, con un occhio alla sostenibilità di lungo periodo.
Altro nodo cruciale è quello della produttività, tema che da decenni rappresenta una debolezza strutturale per l’economia britannica. Gli investimenti in ricerca, innovazione e capitale umano sono considerati la leva principale per rilanciare la competitività del Paese. L’esperienza accademica di Shafik, unita alla sua conoscenza dei meccanismi internazionali, potrebbe favorire politiche più mirate a valorizzare le università, il trasferimento tecnologico e la collaborazione pubblico-privato.
La sua nomina viene letta anche come un segnale politico. Starmer vuole marcare la discontinuità rispetto alle gestioni passate, affidandosi a figure di alto profilo internazionale che possano rafforzare la credibilità del governo. Shafik non è una figura politica in senso stretto, ma la sua storia personale e professionale incarna un approccio globale e meritocratico, in linea con l’immagine che i laburisti vogliono trasmettere.
Le reazioni nel mondo economico e politico britannico sono state immediate. Molti osservatori hanno accolto con favore la scelta, sottolineando come la presenza di Shafik possa aumentare la fiducia dei mercati e degli investitori istituzionali. Alcune voci critiche, tuttavia, mettono in guardia dal rischio che la sua impostazione tecnocratica possa scontrarsi con le esigenze di consenso politico e con le pressioni interne al partito laburista, soprattutto sull’uso della spesa pubblica.
A livello internazionale, la nomina rafforza il profilo del Regno Unito come interlocutore affidabile. Shafik porta con sé una rete di contatti costruita in decenni di lavoro nelle più importanti istituzioni finanziarie globali, che potrà essere utile nei negoziati commerciali e nelle discussioni su regolamentazioni comuni. In un momento in cui le economie occidentali cercano di coordinarsi di fronte a sfide come la transizione energetica e la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, la presenza di una figura di questa caratura a Downing Street rappresenta un vantaggio competitivo.
Il suo arrivo a Londra coincide con l’apertura di una nuova fase per il governo Starmer. La priorità sarà quella di tradurre in politiche concrete le promesse di rilancio economico, con un’attenzione particolare al miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie e al sostegno delle imprese. Shafik sarà quindi chiamata a fornire non solo analisi e raccomandazioni, ma anche soluzioni pratiche per affrontare i nodi strutturali dell’economia britannica.
Il percorso non sarà semplice, perché il Regno Unito continua a confrontarsi con le eredità della Brexit, le tensioni sociali interne e un contesto globale in rapido mutamento. Ma la nomina di Minouche Shafik rappresenta senza dubbio un tentativo ambizioso di rafforzare la squadra economica di Downing Street e di rilanciare la fiducia nel futuro del Paese.

Commenti