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San Siro verso la vendita: Inter e Milan firmano per il rogito, passo decisivo verso la nuova governance dell’impianto

Il futuro di San Siro entra in una fase cruciale con la firma del rogito che ufficializza la vendita dell’impianto da parte del Comune di Milano alle società di Inter e Milan. Dopo anni di trattative, rinvii e dibattiti pubblici, l’operazione segna un punto di svolta nella gestione dello stadio più iconico del calcio italiano. Le due società milanesi, che da tempo valutavano la costruzione di un nuovo impianto, hanno scelto di procedere con l’acquisto dell’attuale struttura, puntando su un progetto di riqualificazione complessiva che mira a conciliare la valorizzazione economica con il recupero architettonico e funzionale dell’impianto di San Siro.


Il valore dell’operazione si aggira intorno ai 100 milioni di euro, cifra che rappresenta il corrispettivo stabilito dal Comune per la cessione della proprietà, dopo una lunga valutazione tecnico-finanziaria. Il rogito, firmato alla presenza dei rappresentanti delle due società e del Comune, attribuisce la piena titolarità dello stadio alle società sportive, che costituiranno una joint venture per la gestione e la futura trasformazione del complesso. L’accordo prevede la creazione di una società di scopo che avrà il compito di definire i piani di investimento, la manutenzione straordinaria e le strategie commerciali legate alla gestione dell’impianto.


La decisione rappresenta un cambio di paradigma nel modello di governance delle infrastrutture sportive italiane, dove storicamente la proprietà degli stadi è rimasta in capo agli enti pubblici. Con l’acquisto di San Siro, Inter e Milan si allineano alle principali realtà europee, assumendo il controllo diretto del proprio impianto e aprendo la strada a un modello di gestione più moderno e sostenibile. Le due società hanno già annunciato un piano di ammodernamento da oltre 300 milioni di euro, che prevede interventi sulla struttura, sull’efficienza energetica e sull’accessibilità, oltre a una completa revisione degli spazi commerciali e dell’area hospitality.


Il progetto punta a trasformare San Siro in un polo multifunzionale, capace di generare valore non solo attraverso gli eventi sportivi, ma anche mediante attività collaterali legate all’intrattenimento, alla cultura e al turismo. La nuova gestione consentirà di ampliare il calendario di utilizzo dell’impianto, con concerti, eventi aziendali, mostre e manifestazioni internazionali. L’obiettivo dichiarato è quello di mantenere l’identità storica dello stadio, simbolo della città di Milano, ma allo stesso tempo renderlo competitivo rispetto ai nuovi impianti europei, come l’Allianz Arena di Monaco o il Tottenham Hotspur Stadium di Londra.


Dal punto di vista architettonico, il piano di riqualificazione prevede interventi mirati alla sostenibilità ambientale e all’efficienza energetica. Il progetto include l’installazione di pannelli fotovoltaici, sistemi di raccolta delle acque piovane e un nuovo impianto di illuminazione a basso consumo. Saranno inoltre realizzati nuovi spazi dedicati ai tifosi, con aree museali, punti di ristorazione e zone di intrattenimento interattivo. La capienza complessiva verrà ridotta leggermente per migliorare la visibilità e la sicurezza, portandosi intorno ai 70.000 posti, in linea con gli standard internazionali per le competizioni UEFA e FIFA.


Il Comune di Milano, attraverso la cessione, ha voluto garantire che il progetto mantenga un forte radicamento pubblico, imponendo vincoli di tutela storico-architettonica e la salvaguardia della funzione sportiva. L’amministrazione comunale ha sottolineato che la vendita non rappresenta una dismissione del patrimonio pubblico, ma un investimento sul futuro della città, che continuerà a beneficiare delle ricadute economiche e turistiche derivanti dal rilancio dello stadio. Le clausole dell’accordo prevedono che l’area rimanga destinata a funzioni sportive e culturali per almeno 99 anni, con l’obbligo per le società di garantire la manutenzione e la sicurezza dell’impianto.


La firma del rogito mette fine a una lunga fase di incertezza iniziata oltre cinque anni fa, quando Inter e Milan avevano manifestato l’intenzione di costruire un nuovo stadio nell’area di San Siro. Il progetto, allora stimato in oltre 1,2 miliardi di euro, aveva suscitato ampie polemiche per l’ipotesi di demolizione del vecchio impianto, ritenuto da molti un bene di interesse storico. Le difficoltà burocratiche e le opposizioni politiche avevano spinto le società a esplorare alternative, ma la soluzione della compravendita si è infine imposta come la via più equilibrata, in grado di coniugare esigenze economiche, tutela del patrimonio e fattibilità amministrativa.


Il nuovo assetto proprietario consente ai due club di disporre di maggiore autonomia gestionale, elemento considerato fondamentale per migliorare la sostenibilità economica a lungo termine. Possedere lo stadio significa poter incrementare i ricavi da biglietteria, hospitality, naming rights e sponsorizzazioni, riducendo la dipendenza da fonti esterne. La joint venture prevede una gestione condivisa ma flessibile, con la possibilità per ciascuna società di sfruttare in modo indipendente gli spazi commerciali e le aree di branding. Si tratta di un modello già adottato in altri Paesi europei, dove la gestione privata degli impianti ha permesso una crescita significativa dei ricavi e una maggiore stabilità finanziaria dei club.


L’operazione, tuttavia, non è priva di sfide. Le società dovranno affrontare un complesso percorso di adeguamento normativo e tecnico, oltre a garantire la continuità delle attività sportive durante i lavori di ristrutturazione. I cantieri, che dovrebbero partire nella seconda metà del 2025, saranno organizzati in modo da non interferire con il calendario delle competizioni, mantenendo lo stadio operativo almeno per una parte della stagione. Le autorità cittadine e le società sportive hanno assicurato che saranno adottate misure per minimizzare l’impatto sui residenti e sul traffico urbano, prevedendo anche un piano di mobilità sostenibile per l’accesso all’impianto.


Dal punto di vista simbolico, la firma del rogito rappresenta anche un momento di convergenza tra due società storicamente rivali ma unite da un destino comune. Inter e Milan condividono da oltre 70 anni lo stesso stadio, teatro di alcune delle pagine più importanti del calcio italiano ed europeo. Con questa operazione, le due squadre si assumono la responsabilità di preservare e rilanciare un patrimonio collettivo, proiettando San Siro verso una nuova fase della sua storia. Il rilancio dell’impianto, sostenuto da investimenti privati ma guidato da una visione condivisa, segna l’avvio di un modello gestionale innovativo, destinato a ridefinire il rapporto tra sport, città e sviluppo economico.

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