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Russia, An‑24 precipita nella regione dell’Amur: drammatica scomparsa dei contatti con 43 persone a bordo, resta incerto se ci siano superstiti o meno

Un dramma aereo ha scosso l’estremo oriente russo nella giornata odierna, quando un velivolo An‑24, operato dalla compagnia Angara Airlines, in volo da Blagoveshchensk a Tynda, ha perso i collegamenti con i controlli radar a pochi chilometri dalla destinazione finale. A bordo si trovavano 43 passeggeri, tra cui cinque bambini, e sei membri dell’equipaggio, uno dei quali copilota. Il silenzio dei radar ha scatenato immediata allerta e mobilitazione delle autorità aeroportuali della regione dell’Amur.


Secondo quanto riferito dalle strutture regionali addette al controllo del traffico aereo, la rotta del velivolo si stava avvicinando regolarmente all’aeroporto di Tynda quando, improvvisamente, le comunicazioni sono state interrotte. Sul posto è stata attivata l’unità di ricerca e soccorso, coordinata dal servizio emergenze russo, che ha inviato mezzi aerei, tra cui elicotteri Mi‑8, e squadre di terra. Durante le operazioni, uno di questi elicotteri ha individuato in volo i resti della fusoliera dell’An‑24, in fiamme, su un versante montano a circa 16 chilometri da Tynda. Le autorità hanno confermato che la fusoliera si trovava in un'area impervia e quindi di difficile accesso, complicando sensibilmente la fase di soccorso.


Le prime comunicazioni delle autorità hanno confermato che a bordo c'erano 43 passeggeri, tra cui cinque bambini, e sei membri dell’equipaggio. Alcune fonti avvalorano una segnalazione che conta una presenza fino a 49 persone, ma l’ufficialità dei dati riguarda la cifra di 43 individui tra passeggeri ed equipaggio. Al momento non sono emersi segnali di sopravvissuti, ma le ricerche devono ancora stabilire il numero definitivo e la sorte dei presenti.


Sul luogo dell’impatto sono giunte squadre di soccorso, mezzi blindati e personale specializzato in incendi, pronti a intervenire non appena le condizioni lo permettano. Tuttavia, lo scenario è reso particolarmente ostico dalle fiamme persistenti, dal terreno montagnoso e dall'assenza di accessi stradali diretti. Non è chiaro se l’aereo si sia spezzato a seguito dell’impatto oppure se siano intervenute esplosioni successive all’atterraggio di emergenza.

In base ai dati preliminari disponibili:

  • Il volo decollava da Blagoveshchensk, città situata al confine con la Cina.

  • La destinazione era Tynda, un centro operativo e ferroviario situato nell’entroterra dell’Amur.

  • Il velivolo, un Antonov An‑24 costruito nel 1976, era in servizio regolare sulla tratta.

  • L’ultimo contatto è stato segnalato mentre il velivolo stava entrando nella fase di avvicinamento finale, a pochi minuti dall’atterraggio.


Le modalità dell’incidente restano oscure: le autorità hanno avviato verifiche sullo stato meteo, sulla condizione tecnica dell’aereo e sui dati comunicati dal pilota. Fattori come la visibilità ridotta, correnti locali e possibili malfunzionamenti tecnici saranno oggetto di approfondimenti da parte della commissione federale per la sicurezza dell’aviazione.


La popolazione locale, spaventata dalla notizia, si è mobilitata attraverso segnalazioni via social media, descrivendo una zona montuosa caratterizzata da fitte foreste e terreno irregolare. In molti temono che l’aereo possa aver urtato cime o pendii prima di precipitare. Sul posto sono attese anche squadre cinofile e unità mediche speciali, pronte a intervenire in caso di feriti recuperabili.


I protocolli di emergenza prevedono anche uno stato di allerta per le compagnie ferroviarie locali: Tynda è un importante snodo per i collegamenti, e le autorità temono che l’accesso alla zona dell’incidente possa interrompere o rallentare i flussi. Viene valutato l’impiego di trasporti terrestri alternativi per supportare la logistica delle operazioni.


La gravità dell’evento è evidenziata anche dalle dichiarazioni del governatore regionale Vasiliy Orlov, secondo il quale il relitto si trova a oltre 15 chilometri dall’aeroporto di Tynda, a un'altitudine non ancora precisata, e che le operazioni saranno delicate e prolungate. Ha inoltre espresso ottimismo riguardo alla possibilità di recuperare informazioni utili a ricostruire la dinamica dell’incidente.


Il ministero russo per le Emergenze ha confermato che non sono ancora disponibili elementi certi su vittime o sopravvissuti. Nel frattempo, le famiglie dei passeggeri stanno ricevendo assistenza dalle ambasciate e dalle autorità consolari della Federazione Russa. Il quadro è ancora parziale e soggetto a variazioni sensibili nelle prossime ore.


La notizia ha rapidamente assunto rilevanza nazionale, con media russi che hanno rilanciato la ricomparsa di un aereo scomparso dai radar e la crisi umanitaria che si presenta qualora tale scomparsa si fosse verificata in condizioni estreme. Si teme che l’incidente possa rappresentare una delle più gravi tragedie aerea nella regione nell’ultimo decennio, con molte analogie rispetto ad altri scenari in Siberia e nell’Estremo Oriente della Federazione.


L’attenzione adesso si concentra sull’esame delle scatole nere, qualora il relitto le contenga e siano recuperabili. Questi dispositivi sono ritenuti fondamentali per stabilire le cause effettive dell’incidente: dalle condizioni meteo agli errori umani, fino a possibili malfunzionamenti tecnici. Le autorità federali hanno espresso l’intenzione di trasmettere tutti i dati emersi all’autorità competente per l’aviazione civile ed estendere le indagini a livello internazionale, se necessario.


Nel frattempo, ogni ora è preziosa: il tempo atmosferico, il rischio di ulteriori incendi e la fragilità del luogo rendono l'intervento un’operazione estrema. Le squadre restano in attesa dell’avvicinamento geografico all’epicentro dell'incidente e della possibilità di stabilire un centro operativo mobile, con la speranza che l’analisi dei resti possa restituire chiarezza e dare risposte ai familiari e alla comunità.

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