top of page

Regionali Veneto, la lista Zaia può arrivare al 45%: il centrodestra si prepara a una sfida interna ad alta tensione

La candidatura del successore di Luca Zaia alle prossime regionali in Veneto riapre una partita politica centrale all’interno del centrodestra, ma anche un terreno di confronto sulla portata effettiva di una possibile “lista Zaia”. Il governatore uscente, al termine del suo terzo mandato e impossibilitato per legge a ricandidarsi, resta il punto di riferimento politico più solido della regione. L’idea che attorno al suo nome possa nascere una lista civica autonoma rispetto ai partiti tradizionali ha messo in allerta tutti gli alleati, a partire da Fratelli d’Italia, che ambisce a esprimere il futuro presidente della Regione.


Secondo una simulazione elettorale riservata circolata tra i dirigenti nazionali e regionali della coalizione, una lista con il nome di Zaia avrebbe il potenziale per raccogliere fra il 40% e il 45% dei consensi. Non si tratterebbe solo di un’operazione di bandiera, ma di un vero contenitore di voto identitario in grado di surclassare singolarmente i partiti della coalizione. I timori maggiori arrivano da Fratelli d’Italia, che da mesi lavora per candidare l’attuale viceministro all’economia Maurizio Leo, forte di un appoggio esplicito di Giorgia Meloni, ma che rischierebbe di veder crollare la propria incidenza elettorale in un territorio dove storicamente la Lega domina.


La Lega di Salvini ha lasciato intendere che senza un accordo chiaro, il progetto della lista Zaia potrebbe trasformarsi in un soggetto autonomo capace di raccogliere il consenso dell’elettorato più moderato, staccando il simbolo del Carroccio e costruendo un’area civica trasversale che include amministratori, ex leghisti e professionisti legati alla stagione politica dell’attuale presidente. Questo scenario fa emergere il rischio che il centrodestra si presenti alle elezioni in assetto frammentato, con liste concorrenti per la guida della regione, e conseguente indebolimento della coalizione.


Il pressing su Zaia è forte. In molti, nel centrodestra, gli chiedono di rientrare nella logica della coalizione, evitando iniziative autonome. Ma il governatore ha finora mantenuto una posizione ambigua. Da un lato non ha smentito l’ipotesi di una lista civica, dall’altro ha più volte ripetuto di voler chiudere la sua esperienza amministrativa con coerenza istituzionale, lasciando spazio al confronto tra i partiti. Il suo nome, tuttavia, resta centrale nel dibattito: qualunque candidato della coalizione dovrà inevitabilmente fare i conti con l’eredità politica e con il consenso personale che Zaia continua a esercitare, anche fuori dal perimetro leghista.


Un ruolo decisivo sarà giocato dalla legge elettorale regionale. In Veneto non è previsto il ballottaggio: vince chi ottiene un voto in più. Questo significa che, anche con più liste civiche o di partito, se collegate a un solo candidato presidente, non vi sarebbe dispersione del voto utile. Ma se la lista Zaia decidesse di presentare anche un proprio candidato presidente alternativo a quello della coalizione, si aprirebbe una spaccatura strutturale che potrebbe mettere a rischio la vittoria stessa. In questo scenario, il centrosinistra potrebbe provare ad approfittarne, anche se ad oggi non ha ancora espresso un nome forte capace di competere in termini numerici.


Il Partito Democratico sta valutando diverse opzioni, tra cui una candidatura civica sostenuta da un’ampia alleanza progressista. Tuttavia, l’incertezza sulla strategia del centrodestra ha finora frenato anche i piani dell’opposizione. Un candidato troppo esposto rischierebbe di diventare bersaglio di un fronte ancora compatto. Un candidato troppo debole rischierebbe di rafforzare il messaggio di continuità incarnato dalla lista Zaia.


Le analisi politiche concordano sul fatto che l’operazione Zaia abbia una valenza nazionale. Non si tratta solo di un esperimento veneto, ma di un test per una nuova forma di civismo competitivo rispetto ai partiti tradizionali. In una fase in cui la fiducia nelle formazioni storiche è in calo e cresce la domanda di leadership forti ma autonome, il caso Zaia rappresenta un precedente da osservare con attenzione. Per la Lega, potrebbe diventare un modo per riposizionarsi senza dover affrontare lo scontro diretto con Fratelli d’Italia. Per il resto del centrodestra, invece, rischia di essere un precedente destabilizzante.


Il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, esponente leghista molto vicino a Zaia, ha dichiarato che l’obiettivo comune resta quello di mantenere il governo della Regione nel perimetro del centrodestra. Ma ha anche ammesso che ogni forza politica dovrà fare i conti con la popolarità e l’autorevolezza di Zaia, elementi che non possono essere gestiti con una semplice spartizione di nomi e incarichi. La base elettorale veneta è fortemente fidelizzata alla figura del governatore uscente, che in molte province continua a essere il politico più apprezzato, con indici di gradimento superiori al 60%.


Il confronto interno alla Lega si è già acceso. Una parte del partito spinge per candidare un profilo amministrativo legato alla giunta uscente, come l’assessore alla sanità Manuela Lanzarin o quello all’agricoltura Federico Caner. Ma senza l’avallo di Zaia, nessuno sembra in grado di raccogliere un consenso sufficiente. Dall’altra parte, l’eventualità di una lista personale guidata da Zaia, anche solo come riferimento simbolico, continua a essere discussa in ambienti vicini a imprenditori e categorie economiche, soprattutto nelle province di Treviso, Padova e Vicenza.


Il tempo stringe. Le elezioni regionali venete dovrebbero tenersi tra settembre e ottobre 2025, ma le candidature devono essere definite entro l’estate. La finestra per trovare un’intesa tra i partiti si riduce ogni giorno che passa. E più il nome di Zaia resta al centro senza essere sciolto, più aumenta il peso politico di un’opzione che potrebbe cambiare non solo il risultato, ma gli equilibri della politica regionale e forse anche nazionale.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page