Recordati S.p.A.: analisti Jefferies segnalano possibile riduzione dei margini nel 2026 e il mercato riflette il cambiamento nel profilo di crescita
- piscitellidaniel
- 19 nov
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L’analisi condotta da Jefferies sulla farmaceutica italiana Recordati offre una lettura più cauta rispetto al passato, evidenziando che il 2026 potrebbe rappresentare un anno di transizione con margini in contrazione rispetto alle attese. In particolare, la valutazione del broker considera che gli investimenti necessari per sostenere la pipeline e l’espansione nel segmento delle malattie rare possano pesare sulla redditività nel breve termine, incidendo su indicatori chiave come EBITDA margin ed EPS. Il titolo Recordati ha reagito al report segnalando una fase di riflessione da parte del mercato, che sembra cominciare a prezzare un orizzonte di crescita meno lineare e più soggetto a variabili operative e finanziarie.
In base alla nota analitica, Jefferies prevede che alcuni asset-chiave come il farmaco Isturisa®, destinato alle sindromi di Cushing, richiedano investimenti incrementali significativi in R&D e commercializzazione che si concentrano proprio nel periodo 2026. Questi costi extra sono stimati in decine di milioni di euro, e insieme alla pressione dei tassi di cambio e all’incertezza dei mercati emergenti derivanti dal business fuori Italia, generano una riduzione stimata del margine operativo lordo nell’anno in questione. La società, attiva nei mercati S&PC (specialities and primary care) e Rare Diseases, vede dunque la necessità di bilanciare tra crescita e margin compression, in un momento in cui la concorrenza e le dinamiche regolatorie impattano anche le aziende con forte pipeline e solidi fondamentali.
La visione di Jefferies segnala che, per il 2026, Recordati potrà comunque mantenere una crescita dei ricavi, ma con una composizione che favorisce segmenti a basso margine o con maggiore assorbimento di costi rispetto al passato. L’affiancamento di attività maturanti nelle malattie rare con segmenti più stabili ma meno remunerativi del S&PC comporta un effetto di diluizione del margine medio. Questo fenomeno viene messo in evidenza come elemento da monitorare dagli investitori, che devono valutare non solo il top line ma anche la capacità della società di preservare la redditività in un contesto competitivo. Il mercato, in risposta, ha ridotto parte del premio assegnato al titolo, considerandola una fase di consolidamento piuttosto che una crescita senza scosse.
Un altro elemento sostanziale evidenziato dalla ricerca riguarda l’impatto del cambio valuta: Recordati espone una quota significativa del proprio giro d’affari ai mercati internazionali e i movimenti del dollaro e delle valute emergenti possono avere un effetto negativo sulla traduzione dei ricavi e dei margini. Jefferies stima che per il 2026 l’effetto cambio possa ridurre l’EBITDA di diversi milioni di euro, incidendo sull’efficienza del business internazionale. La presenza di accordi di licenza, la dipendenza da mercati con dinamiche regolatorie complesse e la necessità di acquisizioni o partnership per alimentare la pipeline accentuano il rischio di volatilità della redditività futura.
La strategia di medio termine della società focalizzata sulle malattie rare viene tuttavia riconosciuta come un asset di valore: Jefferies stessa conferma che il business Rare Diseases rappresenta il motore principale di crescita, e che nel lungo termine la redditività attesa potrà migliorare. Tuttavia, la fase intermedia – con l’anno 2026 al centro – viene vista come meno lineare. In questo scenario, gli investitori sono invitati a considerare che il rapporto rischio/rendimento del titolo si modifica: se nei periodi passati la crescita poteva essere percepita come più prevedibile, oggi è richiesto un maggior grado di selezione, monitoraggio del mix di attività e attenzione all’evoluzione del conto economico.
Dal punto di vista operativo, Recordati dovrà presidiare alcune leve significative: l’efficienza nella realizzazione dei programmi di ricerca e lancio, la gestione dei costi di marketing e lancio nei nuovi mercati, la scadenza dei brevetti, la capacità di integrare eventuali acquisizioni in modo efficiente e la disciplina finanziaria nell’investimento in infrastrutture produttive. Il broker mette in evidenza che scostamenti nell’esecuzione di uno solo di questi elementi possono generare effetti rilevanti sulla redditività, in un momento in cui la visibilità è inferiore rispetto al passato. Per gli analisti, la società si trova dunque in un fase di “cross-over”: passare da modello di accelerazione pura a un modello più maturo e complesso nel quale la qualità dei ricavi e dei margini assume rilievo maggiore rispetto al solo volume.
La reazione del mercato ha già mostrato un certo ridimensionamento della valutazione implicita: alcune stime indicano che il prezzo del titolo incorporava attese di crescita elevate che ora sono state attenuate. Il target price di alcuni broker è stato rivisto tenendo conto del minor margine atteso nel 2026 e della necessità di considerare un periodo di assorbimento degli investimenti. La comunicazione della società in merito alla pipeline, alle tempistiche di lancio e al contributo dei prodotti rarità diventerà un elemento chiave per ripristinare pienamente la fiducia degli investitori. In questo contesto, la credibilità del management e la capacità di rispettare la guidance rivestono un’importanza strategica.
Per gli investitori italiani e internazionali che seguono Recordati, la lettura corretta del nuovo report di Jefferies implica tenere sotto osservazione alcuni indicatori: il margine EBITDA annuale, la generazione di free cash flow, l’esposizione valutaria, l’evoluzione del business internazionale e le acquisizioni che possano rafforzare la pipeline. Dalla combinazione di questi fattori dipenderà la capacità dell’azienda di riconquistare una traiettoria di margin expansion e di rinnovata crescita di lungo termine.
La fase che si apre per Recordati richiede quindi una valutazione più articolata rispetto al passato: non basta concentrarsi sul tasso di crescita, ma occorre anche considerare la sostenibilità dei margini, l’effetto degli investimenti, la gestione dei costi e la qualità della pipeline. Gli analisti e gli investitori considerano che il 2026 sarà un anno di verifica per la società, in cui le promesse di medio termine verranno testate alla luce delle dinamiche operative reali.

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