Putin e Xi insieme alla parata sulla Piazza Rossa: l’asse Mosca-Pechino si rafforza nella sfida all’Occidente
- piscitellidaniel
- 9 mag
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Il 9 maggio 2025, in occasione del tradizionale Giorno della Vittoria, la Piazza Rossa di Mosca è tornata a essere teatro di una parata militare dal forte valore simbolico, non solo per la celebrazione della sconfitta della Germania nazista, ma anche per la rinnovata alleanza tra la Russia e la Cina. Vladimir Putin e Xi Jinping, fianco a fianco sulle tribune, hanno manifestato una sintonia politica e strategica che va ben oltre la cerimonia commemorativa, rafforzando l'immagine di un fronte comune contro l’egemonia occidentale e sottolineando una visione alternativa dell’ordine globale.
Per la prima volta in assoluto, reparti dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese hanno marciato al fianco dei soldati russi, in quella che è apparsa una dimostrazione di forza e coesione. Un gesto carico di significato, in un momento in cui la Federazione Russa è isolata sul piano diplomatico a causa della guerra in Ucraina e delle conseguenti sanzioni internazionali. La presenza del leader cinese, in visita ufficiale a Mosca, è stata letta come un messaggio chiaro rivolto all’Occidente: la Russia non è sola e può contare sul sostegno della seconda potenza economica mondiale.
Nel suo discorso, Vladimir Putin ha ribadito i temi della retorica nazionale, sostenendo che “la verità e la giustizia sono dalla nostra parte”. Ha affermato che l'intera società russa sostiene coloro che partecipano all’“Operazione militare speciale” in Ucraina e ha accusato le potenze occidentali di “voler riscrivere la storia”, dimenticando il ruolo decisivo dell’Armata Rossa nella sconfitta del nazismo. Putin ha inoltre accusato l’Occidente di fomentare conflitti in tutto il mondo e di alimentare una russofobia sistematica, rivendicando la volontà della Russia di difendere i propri interessi sovrani contro ogni forma di pressione o ingerenza.
Le parole del presidente russo sono risuonate come una replica ai discorsi pronunciati nei giorni precedenti dai leader europei, in particolare dal presidente francese Emmanuel Macron e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, che avevano accusato Mosca di voler militarizzare la memoria storica e di utilizzare la parata per giustificare l’aggressione all’Ucraina. Anche Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, ha reagito duramente, definendo l’evento una “messa in scena cinica” e ricordando che proprio mentre sfilavano carri armati a Mosca, l’esercito russo intensificava i bombardamenti su Kharkiv e Zaporizhzhia.
L’edizione 2025 della parata è stata la più imponente degli ultimi anni, con oltre 11.000 militari, 125 mezzi corazzati, decine di aerei da combattimento e missili intercontinentali esposti in pieno centro della capitale. Tra le armi mostrate, anche alcuni sistemi utilizzati nel conflitto in corso, come i lanciarazzi multipli Tornado-S e i droni da ricognizione Orion. Il tutto si è svolto in un clima di sicurezza rafforzata, con la Piazza Rossa blindata e accessibile solo con autorizzazione specifica.
Oltre a Xi Jinping, erano presenti alla cerimonia numerosi leader di Paesi considerati alleati o neutrali nei confronti della Russia: tra questi il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, il premier ungherese Viktor Orbán, il leader del Myanmar Min Aung Hlaing, il presidente del Burkina Faso Ibrahim Traoré e il primo ministro serbo Miloš Vučević. L’unico rappresentante di un Paese UE presente è stato il primo ministro slovacco Robert Fico, scelta che ha sollevato molte polemiche a Bruxelles.
La visita di Xi Jinping a Mosca ha incluso anche una serie di colloqui bilaterali che hanno portato alla firma di nuovi accordi di cooperazione energetica, commerciale e tecnologica. I due leader hanno annunciato l’intenzione di rafforzare l’utilizzo delle rispettive valute nazionali negli scambi bilaterali e di accelerare i progetti comuni legati alla Belt and Road Initiative, estendendoli anche alla regione artica.
La Cina, pur mantenendo ufficialmente una posizione di neutralità rispetto al conflitto in Ucraina, ha consolidato negli ultimi due anni i rapporti con Mosca, soprattutto attraverso la cooperazione economica. Le esportazioni cinesi in Russia sono aumentate del 32% nel 2024, in particolare nel settore tecnologico, dei veicoli e dell’elettronica. Pechino ha inoltre espresso contrarietà al regime sanzionatorio imposto dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea, sostenendo che tali misure danneggiano anche i Paesi terzi.
In parallelo, la diplomazia russa continua a cercare alleanze e appoggi anche in America Latina, Asia centrale e Africa, dove il Cremlino punta a proporsi come alternativa strategica al blocco occidentale. Il linguaggio adottato da Putin durante la parata e la presenza di Xi Jinping sembrano rientrare in una strategia più ampia, volta a costruire un nuovo asse geopolitico fondato su valori di “sovranità, multipolarismo e tradizione”.
La parata del 9 maggio ha dunque assunto un significato che va ben oltre la commemorazione storica. In un contesto internazionale sempre più polarizzato, l’abbraccio tra Russia e Cina sotto i riflettori della Piazza Rossa sembra voler tracciare una linea netta tra due visioni del mondo in contrasto, proiettando sullo scenario globale un messaggio di forza, coesione e sfida diretta all’ordine liberale occidentale.

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