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Post promozionali sui socia, facciamo chiarezza

Negli ultimi anni, anche le aziende sono approdate sui vari social per pubblicizzarsi e sponsorizzare i propri prodotti.

In diversi settori, infatti, i social network sono una fonte inesauribile di clientela, si pensi solamente al mondo beauty o abbigliamento, dove la pubblicità online permette di raggiungere clienti anche dall'altra parte del mondo.

Sorge, pertanto, spontanea la domanda riguardo al fatto se un datore di lavoro possa obbligare i propri dipendenti a postare contenuti brendizzati e a taggare l'azienda, aumentando così la visibilità della pagina della società.

Sicuramente si tratta di una pratica che presenta diversi punti critici. In primo luogo preme evidenziare che sebbene il nostro ordinamento preveda che il lavoratore debba rispettare il proprio datore di lavoro e non danneggiarne l'immagine, nulla obbliga lo stesso a promuovere attivamente l'azienda in cui lavora.

Non di seconda rilevanza è il rispetto del diritto d'immagine del lavoratore stesso. Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione l'utilizzo del nome e dell'immagine di una persona fisica per fini commerciali richiederebbe sempe il consenso dell'interessato (così Cass. n. 9298/2024). Infatti, la divulgazione di immgini, senza espresso consenso dell'interessato, è consentita solo per esigenze di pubblica utilità, e non pe fini meramente pubblicitari e di marketing (così Cass n. 2304/2023).


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