Pioggia di fuoco su Kiev: 14 morti e decine di feriti, tra le vittime anche un cittadino americano
- piscitellidaniel
- 17 giu
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È stata una delle giornate più tragiche dall’inizio del 2024 per la capitale ucraina. Kiev è stata colpita all’alba da un massiccio bombardamento missilistico russo che ha provocato 14 morti e oltre 40 feriti, secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno ucraino. L’attacco, condotto con missili da crociera e balistici ad alta precisione, ha colpito diverse aree urbane densamente popolate e strutture civili, tra cui una clinica medica privata, un edificio residenziale e due stazioni della metropolitana.
Tra le vittime è stato identificato anche un cittadino statunitense, la cui presenza in Ucraina è attualmente oggetto di approfondimenti da parte delle autorità consolari. Le informazioni preliminari, fornite dall’ambasciata USA a Kiev, indicano che l’uomo si trovava nella capitale per motivi di volontariato umanitario, ma al momento non sono state rese note ulteriori informazioni sulla sua identità.
Il raid è stato descritto dalle autorità locali come uno dei più devastanti compiuti su Kiev negli ultimi mesi. Il sindaco Vitali Klitschko ha dichiarato che la città “è stata svegliata da esplosioni violente e ripetute”, sottolineando come molte delle sirene d’allarme non abbiano fatto in tempo a entrare in funzione prima dell’impatto, a causa della velocità di alcuni missili balistici. In particolare, i quartieri di Shevchenkivskyi, Solomianskyi e Dniprovskiy sono stati gravemente danneggiati. Alcuni missili sono riusciti a superare le difese antimissile ucraine, colpendo direttamente obiettivi civili. Decine di appartamenti sono stati distrutti o gravemente compromessi, mentre squadre di emergenza e volontari hanno lavorato per ore tra le macerie per salvare i superstiti.
Secondo quanto riportato dal comando militare ucraino, la Russia avrebbe lanciato almeno 24 missili, di cui 12 sarebbero stati abbattuti dalla difesa aerea. Tra gli ordigni impiegati vi sarebbero anche missili ipersonici Kh-47 Kinzhal, noti per la loro difficoltà di intercettazione. Mosca non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali immediate, ma fonti del Ministero della Difesa russo, citate da agenzie statali, hanno confermato “operazioni militari mirate su infrastrutture strategiche” nella regione di Kiev.
Le autorità ucraine denunciano invece l’attacco come un crimine di guerra, sottolineando come siano stati colpiti obiettivi non militari in violazione del diritto internazionale. Il presidente Volodymyr Zelensky ha definito l’azione “un atto di terrore deliberato contro la popolazione civile”, promettendo una risposta forte e invocando un ulteriore inasprimento delle sanzioni contro la Russia. Zelensky ha ribadito l’appello agli alleati occidentali affinché accelerino le forniture di sistemi di difesa aerea avanzati, come i Patriot americani e gli IRIS-T tedeschi, già dispiegati in alcune zone del Paese ma ancora insufficienti a proteggere completamente i cieli ucraini.
La comunità internazionale ha reagito con preoccupazione. Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha condannato duramente l’attacco, parlando di “aggressione barbara e inaccettabile” e ribadendo il sostegno dell’Alleanza all’Ucraina. Anche il Dipartimento di Stato americano ha espresso sdegno per l’uccisione del cittadino statunitense e ha convocato una riunione d’urgenza con i partner del G7 per valutare possibili azioni coordinate.
Sul piano umanitario, la situazione a Kiev si fa sempre più critica. Ospedali e ambulatori sono stati presi d’assalto da cittadini in cerca di cure, mentre la rete elettrica e idrica è stata danneggiata in diversi quartieri. Molti residenti sono rimasti senza corrente e riscaldamento, proprio mentre le temperature tornano a scendere sotto i 10 gradi nelle ore notturne. Le scuole sono state chiuse per precauzione e i trasporti pubblici funzionano a regime ridotto. Le autorità municipali hanno attivato i rifugi sotterranei e invitato la popolazione a limitare gli spostamenti.
L’attacco arriva in un momento particolarmente delicato del conflitto. Negli ultimi giorni, le forze russe hanno intensificato le operazioni nella regione orientale del Donbass e nella parte meridionale del Paese, mentre l’Ucraina ha denunciato un rallentamento nei rifornimenti militari provenienti dagli Stati Uniti e dai Paesi europei. Il governo di Kiev teme che la Russia stia approfittando delle esitazioni occidentali per colpire in profondità con nuovi raid strategici, destabilizzando il fronte interno e aumentando la pressione psicologica sulla popolazione.
Gli analisti militari interpretano l’attacco come un messaggio diretto alla leadership ucraina e ai suoi alleati: Mosca intende mostrare di avere ancora il potere di colpire il cuore del Paese, malgrado le difficoltà incontrate sul terreno in alcune zone del fronte. Inoltre, la tempistica del bombardamento – avvenuto nel giorno in cui Zelensky aveva in programma un incontro con delegazioni europee per discutere della futura adesione dell’Ucraina all’UE – è considerata da molti osservatori come un segnale politico oltre che militare.
L’opinione pubblica ucraina, intanto, mostra ancora una volta resilienza. Nelle ore successive al bombardamento, numerosi cittadini sono tornati a ripulire le strade e ad aiutare i soccorritori, dimostrando la determinazione a non cedere alla paura. Sui social, le immagini della devastazione si alternano ai messaggi di solidarietà e agli appelli alla resistenza. In tutto il Paese, sono state organizzate raccolte fondi per sostenere le vittime e gli sfollati, mentre continuano le campagne per il reclutamento volontario nelle forze territoriali. Kiev è ferita, ma non piegata. E lo dimostra ancora una volta nel suo giorno più buio.

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