top of page

Pioggia di fuoco su Kiev: 14 morti e decine di feriti in un attacco russo, tra le vittime anche un cittadino americano

Kiev si è risvegliata sotto una pioggia di fuoco. All’alba del 31 maggio, la capitale ucraina è stata colpita da uno dei bombardamenti più gravi degli ultimi mesi, con un bilancio tragico: almeno 14 morti e oltre 40 feriti, molti dei quali in gravi condizioni. Tra le vittime figura anche un cittadino statunitense. L’attacco, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore e confermato dalle autorità ucraine, è stato condotto con missili da crociera e vettori balistici lanciati dalla Russia, in un’operazione militare che ha colpito infrastrutture civili e aree densamente popolate della capitale.


I raid sono iniziati poco prima delle 5 del mattino. Sirene d’allarme hanno squarciato il silenzio della notte, ma non tutti i missili sono stati intercettati dalle difese antiaeree. Diversi ordigni hanno raggiunto gli obiettivi, colpendo in pieno un ambulatorio privato, un edificio residenziale e alcuni spazi commerciali nei distretti di Dniprovskiy, Shevchenkivskyi e Solomianskyi. Alcune delle esplosioni più violente si sono verificate vicino a stazioni della metropolitana, dove molti cittadini avevano trovato rifugio. I detriti e l’onda d’urto hanno devastato facciate di palazzi, frantumato finestre e incendiato veicoli parcheggiati.


Il Ministero dell’Interno ucraino ha dichiarato che tra i deceduti vi sono anche operatori sanitari e impiegati di servizio, colpiti mentre si trovavano sul posto di lavoro. La presidenza ucraina ha denunciato apertamente l’attacco come un crimine di guerra, evidenziando che i missili non hanno preso di mira obiettivi militari, ma civili inermi. Il presidente Volodymyr Zelensky, con un messaggio affidato ai social, ha definito l’attacco “barbarico, vile e premeditato”, sottolineando la necessità di rafforzare ulteriormente la difesa aerea della capitale e chiedendo un aumento immediato delle forniture militari da parte degli alleati occidentali.


Uno dei punti più colpiti è stato un centro medico privato nel quartiere Dniprovskiy, dove secondo quanto riferito da testimoni e operatori sanitari erano presenti almeno 30 persone tra pazienti e personale. Le immagini diffuse dai media locali mostrano l’edificio semidistrutto, con i soccorritori al lavoro per estrarre i corpi e prestare i primi soccorsi. Anche un edificio residenziale di 10 piani è stato centrato in pieno: diversi appartamenti sono andati completamente distrutti e si temono ancora dispersi sotto le macerie.


Il cittadino americano rimasto ucciso si trovava a Kiev da alcune settimane, impegnato – secondo fonti dell’ambasciata statunitense – in attività di volontariato. Non sono stati forniti dettagli sull’identità della vittima, ma il Dipartimento di Stato ha confermato il decesso e ha espresso “profondo cordoglio”, condannando con fermezza l’attacco e ribadendo il sostegno incondizionato degli Stati Uniti all’Ucraina.


La Russia, dal canto suo, ha parlato genericamente di un attacco contro “infrastrutture militari e obiettivi strategici”, senza fornire prove a supporto. Il Ministero della Difesa russo ha affermato che i lanci sono stati eseguiti con missili ad alta precisione, negando di aver preso di mira civili. Una versione smentita dai fatti e dalle immagini diffuse in rete, che mostrano palazzi residenziali ridotti a cumuli di macerie e ambulanze che evacuano donne e bambini. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha denunciato con forza l’attacco e ha parlato di “terrorismo deliberato contro la popolazione urbana”, aggiungendo che la città continuerà a rafforzare le difese ma ha bisogno urgente di ulteriore supporto.


Secondo il comando militare ucraino, su 40 vettori lanciati, almeno 25 sono stati intercettati dal sistema Patriot e da altre piattaforme antiaeree. Tuttavia, l’efficacia del sistema di difesa non è sufficiente a contenere del tutto gli attacchi, specialmente quando i missili vengono lanciati a intervalli ravvicinati o a bassa quota per sfuggire ai radar. Il portavoce dell’aeronautica ucraina ha confermato che tra gli ordigni utilizzati vi erano anche missili Kinzhal e Kalibr, alcuni dei quali lanciati dal Mar Nero.


La comunità internazionale ha reagito con parole dure. Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha dichiarato che “attacchi come quello di Kiev mostrano chiaramente la brutalità della guerra russa e la necessità di sostenere l’Ucraina fino a quando sarà necessario”. Anche il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente francese Emmanuel Macron hanno condannato l’attacco, ribadendo l’urgenza di dotare l’Ucraina di nuovi sistemi difensivi. Il premier italiano Giorgia Meloni, in un comunicato ufficiale, ha espresso la solidarietà del governo italiano e ha definito “intollerabile” l’uccisione di civili in un contesto urbano.


Le Nazioni Unite hanno convocato una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza per discutere l’ennesima escalation. Il segretario generale António Guterres ha chiesto “una cessazione immediata delle ostilità e il rispetto del diritto internazionale umanitario”, sottolineando che “la protezione dei civili non può essere opzionale”.


Nelle stesse ore, le forze ucraine hanno riferito di aver colpito depositi di munizioni russi nella regione di Zaporizhzhia, mentre nelle zone del Donbass i combattimenti continuano con intensità, in particolare attorno a Bakhmut e Avdiivka. L’attacco a Kiev sembra dunque inserirsi in una strategia di pressione psicologica volta a colpire il cuore del Paese e a minare il morale della popolazione, proprio mentre si discute a livello internazionale del possibile avvio di un nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina. Le vittime civili, ancora una volta, pagano il prezzo più alto di un conflitto che, a più di due anni dal suo inizio, non mostra segnali concreti di de-escalation.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page