Piano Casa, il decreto-legge n. 66/2026 accelera l'edilizia accessibile
- piscitellidaniel
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Il provvedimento punta su recupero, canoni calmierati e edilizia integrata, senza cancellare i presìdi pubblici di tutela.
Il decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 7 maggio 2026, introduce misure urgenti per il Piano Casa ed è entrato in vigore l'8 maggio 2026. La finalità dichiarata è incrementare l'offerta sostenibile di alloggi a prezzi accessibili, attraverso edilizia residenziale pubblica, edilizia sociale, edilizia integrata, recupero del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato e interventi di rigenerazione urbana.
Il provvedimento prevede un programma straordinario nazionale di recupero e manutenzione del patrimonio di edilizia pubblica e sociale. Le risorse stanziate ammontano a 970 milioni di euro per gli anni 2026-2030, destinate al ripristino di alloggi non assegnabili per carenze manutentive e al recupero di immobili da destinare all'edilizia sociale. La gestione coinvolge soggetti attuatori territoriali e Invitalia, con possibilità di ricorrere anche a operazioni di partenariato pubblico-privato.
Sul fronte dell'edilizia integrata, il decreto richiede che almeno il 70 per cento dell'investimento sia destinato a edilizia convenzionata. Canoni e prezzi calmierati devono assicurare una riduzione di almeno il 33 per cento rispetto ai valori di mercato, anche sulla base dell'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate. La semplificazione procedurale non equivale però a deregolazione: restano centrali tutela ambientale, paesaggistica, storico-culturale e controllo pubblico sulla destinazione sociale degli interventi.





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