top of page

Orsini annuncia un piano per la crescita industriale: servono interventi urgenti su energia, fisco e lavoro. Confindustria chiede all’UE di agire sui prezzi energetici

Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha delineato, in occasione dell’assemblea di Bologna, le linee guida di un “piano straordinario per la crescita industriale” da presentare ufficialmente a Palazzo Chigi, sottolineando l’urgenza di politiche strutturali per contrastare la deindustrializzazione dell’Italia e dell’Europa. Il suo intervento ha posto al centro tre grandi pilastri: competitività energetica, sostegno fiscale alle imprese e valorizzazione del lavoro. Di fronte alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, Orsini ha lanciato un appello chiaro: serve un intervento deciso delle istituzioni nazionali ed europee per affrontare l’aumento dei costi produttivi, rimuovere ostacoli alla crescita e garantire la tenuta del sistema industriale.


L’allarme lanciato da Orsini parte da una fotografia impietosa: l’Italia sta registrando un progressivo calo della produzione industriale, con una flessione che prosegue da 23 mesi consecutivi. In questo contesto, la manifattura italiana perde competitività, appesantita da un costo dell’energia che resta strutturalmente più alto rispetto agli altri Paesi europei. Il differenziale di prezzo per l’elettricità industriale tra Italia e media UE può arrivare fino all’80%, secondo quanto rilevato da Confindustria. Per molte imprese, questo squilibrio rappresenta un freno agli investimenti, un rischio per l’occupazione e una minaccia alla sopravvivenza stessa di interi comparti produttivi.


Uno dei punti principali del piano annunciato da Orsini è proprio la richiesta all’Unione Europea di intervenire in maniera diretta sul mercato energetico. Confindustria chiede il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell’energia elettrica, affinché il costo dell’energia rinnovabile non continui a dipendere artificialmente da quello del gas fossile. Un disaccoppiamento che, secondo Orsini, è essenziale per liberare le potenzialità della transizione energetica senza penalizzare la competitività industriale. In parallelo, viene sollecitata l’adozione di un tetto massimo ai prezzi all’ingrosso e l’attuazione di misure comuni a livello UE per garantire la stabilità del sistema energetico continentale.


Altro nodo cruciale riguarda il fisco. Orsini ha criticato la pressione fiscale sulle imprese italiane, chiedendo una revisione dell’IRAP e una riduzione del cuneo fiscale in modo strutturale e non temporaneo. La proposta prevede anche una maggiore semplificazione burocratica, l’introduzione di incentivi stabili per gli investimenti in innovazione e tecnologia, e un nuovo patto fiscale tra Stato e impresa basato sulla fiducia e sul rispetto reciproco. L’obiettivo dichiarato è quello di stimolare gli investimenti privati, rafforzare il tessuto produttivo e agganciare una crescita sostenuta di lungo periodo.


Un’altra direttrice di intervento proposta da Confindustria è quella del lavoro. Orsini ha richiamato l’attenzione sul paradosso di un mercato che, pur in presenza di una disoccupazione giovanile ancora elevata, fatica a trovare figure professionali adeguate. Per questo, il piano industriale prevede un forte rilancio della formazione tecnica e professionale, l’incentivazione dei contratti di apprendistato e una revisione delle politiche attive del lavoro. La sfida, secondo il presidente di Confindustria, è quella di colmare il mismatch tra domanda e offerta di competenze, rendendo il lavoro più attrattivo e retribuito, e valorizzando il merito all’interno delle imprese.


Sul fronte europeo, Orsini ha chiesto un ruolo più incisivo della Commissione per difendere l’industria europea dalla concorrenza estera, in particolare quella cinese. Il presidente ha sollecitato un rafforzamento degli strumenti di difesa commerciale, un uso più strategico delle regole sugli aiuti di Stato e un piano di politica industriale continentale ispirato al modello IRA statunitense. L’Europa, ha detto Orsini, deve riscoprire il ruolo della manifattura come motore della sovranità economica, e non può affidarsi esclusivamente alla regolamentazione e agli obiettivi ambientali, dimenticando le necessità concrete delle imprese.


Il piano che verrà presentato a Palazzo Chigi include anche proposte per sostenere le filiere strategiche, in particolare quella dell’energia, della farmaceutica, della componentistica avanzata e del digitale. Confindustria punta a una politica industriale integrata che metta al centro gli investimenti, la capacità produttiva nazionale e l’autonomia tecnologica. Si chiede un uso più selettivo e mirato delle risorse europee, con priorità alle infrastrutture energetiche e logistiche, ai progetti ad alto valore aggiunto e ai partenariati pubblico-privato. Una parte importante della strategia è rivolta anche al Mezzogiorno, considerato un’area chiave per lo sviluppo dell’economia del Paese, ma spesso escluso dai grandi investimenti industriali.


L’intervento di Orsini ha riscosso attenzione e apprezzamenti trasversali, ma anche la necessità di una risposta concreta da parte del governo. Giorgia Meloni, presente all’assemblea, ha dichiarato che il governo è disponibile al confronto e condivide gran parte delle preoccupazioni espresse dal mondo industriale. Tuttavia, non ha fornito indicazioni precise su tempi e modalità di recepimento del piano. Resta quindi da vedere se le proposte di Confindustria troveranno un riscontro nelle prossime manovre economiche o se si limiteranno a un contributo tecnico al dibattito politico.


Il piano industriale annunciato da Orsini rappresenta comunque una chiamata alle armi per tutto il sistema produttivo e istituzionale italiano. La competitività dell’Italia, la sua capacità di attrarre investimenti e di creare lavoro dipenderanno nei prossimi anni dalla capacità di mettere in campo strategie efficaci, coraggiose e condivise. Le sfide globali non attendono e, senza una svolta politica e industriale, il rischio è quello di perdere terreno in modo irreversibile.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page