Nel 2024 gli italiani puntano 65,3 miliardi nel gioco fisico: lo Stato incassa 9,2 miliardi, mentre il settore genera 20,8 miliardi di valore e occupa oltre 470mila persone tra diretti e indiretti
- piscitellidaniel
- 19 giu
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Il settore dei giochi in Italia si conferma nel 2024 come una delle principali filiere economiche del Paese, con una raccolta complessiva che ha toccato i 65,3 miliardi di euro sul solo canale fisico. Si tratta di una porzione di un comparto ben più ampio che, tra canali digitali e in presenza, ha raggiunto i 157,4 miliardi di euro di giocate totali. La spesa effettiva dei giocatori, ovvero la differenza tra giocate e vincite, è pari a 21,4 miliardi di euro. Di questa cifra, 16,3 miliardi sono riconducibili alle giocate effettuate nei punti vendita fisici, con un saldo che testimonia quanto il canale tradizionale continui a rappresentare un pilastro del gioco legale italiano.
Il gettito fiscale derivante dal comparto fisico ha assicurato alle casse dello Stato ben 9,2 miliardi di euro. È un ammontare che corrisponde al 13% dell’intero gettito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), un dato che sottolinea la centralità del settore per le entrate pubbliche. Tra il 1999 e il 2009, la media annua del gettito erariale derivante dal comparto si attestava sugli 8,9 miliardi. L’attuale andamento rappresenta dunque una continuità che garantisce al bilancio statale una voce stabile e rilevante.
Secondo una ricerca presentata durante la quarta edizione della “Giornata della Legalità” organizzata da Codere Italia, il valore aggiunto complessivo (diretto, indiretto e indotto) del gioco fisico raggiunge i 20,8 miliardi di euro. Questo significa che ogni euro prodotto dal settore ha un effetto moltiplicatore pari a 3,4 euro sull’economia nazionale. Il contributo complessivo al PIL italiano è pari all’1,1%, un peso specifico simile a quello di interi comparti produttivi come l’agroalimentare o parte della logistica.
Sul piano occupazionale, il comparto dei giochi fisici impiega 147mila addetti diretti, mentre l’indotto occupa 324mila lavoratori, per un totale di circa 471mila unità. A livello territoriale, le attività legate al gioco sono distribuite su oltre 85mila punti vendita autorizzati, tra cui bar, tabaccherie, agenzie di scommesse, sale bingo e sale VLT. Questo tessuto diffuso costituisce un presidio fisico della legalità e una barriera contro l’infiltrazione dell’offerta illegale, ancora presente soprattutto online e nei circuiti non autorizzati.
La distribuzione geografica dei punti gioco evidenzia una prevalenza nelle regioni del Nord e del Centro, con la Lombardia al primo posto seguita da Lazio, Campania, Emilia-Romagna e Veneto. Le regioni con maggiore concentrazione di giocate pro capite rimangono le stesse da diversi anni, con una forte correlazione tra densità abitativa, reddito disponibile e presenza di punti vendita.
L’indagine presentata durante l’evento di Codere ha anche messo in evidenza il ruolo di regolazione e controllo dell’ADM. La presenza capillare dei concessionari e la tracciabilità delle operazioni permettono di garantire il rispetto delle normative sul gioco responsabile, sulla tutela dei minori e sulla prevenzione del gioco problematico. Inoltre, nel corso del 2023 e dei primi mesi del 2024, l’Agenzia ha rafforzato la sua attività ispettiva, segnalando oltre 3.000 irregolarità tra esercizi abusivi, apparecchiature non omologate e scommesse clandestine.
Un punto rilevante della discussione pubblica riguarda il rapporto tra il gioco fisico e quello digitale. Negli ultimi anni, complice la pandemia e il mutato comportamento dei consumatori, il gioco online ha registrato una crescita significativa, soprattutto nei segmenti delle scommesse sportive e dei casinò virtuali. Tuttavia, il comparto fisico mantiene una posizione dominante nel volume di gioco, nella generazione di gettito e nella forza lavoro impiegata. La possibilità di garantire controlli diretti, di adottare strumenti di limitazione della spesa e di supportare i giocatori con servizi in loco rappresenta ancora un vantaggio competitivo per il canale tradizionale.
Nel contesto più ampio della legalità, il gioco pubblico in Italia continua a rappresentare un’alternativa regolata all’illegalità. Le operazioni coordinate da forze dell’ordine e ADM negli ultimi mesi hanno permesso di individuare e bloccare numerosi centri clandestini e piattaforme online non autorizzate, alcune delle quali gestite da reti internazionali con legami con la criminalità organizzata. La lotta all’illegalità, secondo i dati diffusi, consente ogni anno di recuperare alla legalità oltre 1 miliardo di euro di potenziale gettito e impedisce il proliferare di attività pericolose per la sicurezza pubblica.
Infine, la filiera del gioco legale è oggetto di una progressiva evoluzione normativa. La riforma dell’intero comparto è attesa entro la fine del 2025, con l’obiettivo di semplificare il sistema concessorio, riorganizzare la distribuzione dei punti vendita e introdurre nuovi standard di sicurezza e responsabilità. Gli operatori chiedono regole certe, maggiore stabilità e un dialogo aperto con le istituzioni per garantire investimenti, continuità occupazionale e sostenibilità economica. In parallelo, le associazioni del terzo settore continuano a sollecitare maggiore attenzione sul fronte della prevenzione della ludopatia e dell’uso eccessivo del gioco, soprattutto tra le fasce più vulnerabili della popolazione.

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