top of page

Nei primi cinque mesi del 2025 sequestrati oltre 15 miliardi di prodotti contraffatti: la Guardia di Finanza rafforza la stretta su siti illegali e tutela del made in Italy

La lotta alla contraffazione e alla diffusione di prodotti non conformi si è intensificata in Italia nei primi cinque mesi del 2025, portando a risultati eccezionali in termini di sequestro e repressione. Secondo i dati diffusi dalla Guardia di Finanza in occasione delle celebrazioni per il 250° anniversario del Corpo, sono stati sequestrati oltre 15 miliardi di articoli contraffatti, privi dei requisiti di sicurezza o con marchi mendaci. Un dato che rappresenta un salto quantitativo di portata storica rispetto agli anni precedenti e che conferma la priorità attribuita alla tutela del mercato legale e della salute dei consumatori.


Uno degli aspetti più significativi dell’attività della Guardia di Finanza è rappresentato dalla stretta nei confronti del falso made in Italy. Nei primi cinque mesi dell’anno, sono stati sequestrati più di 165 milioni di articoli che riportavano indicazioni ingannevoli sull’origine o sull’autenticità del prodotto, con un incremento del 151% rispetto allo stesso periodo del 2022. Si tratta in gran parte di prodotti di abbigliamento, accessori, calzature, articoli di pelletteria e giocattoli, ma non mancano anche prodotti alimentari, cosmetici e componenti elettrici ed elettronici, spesso pericolosi per la salute pubblica.


Particolare attenzione è stata dedicata alla vendita online, canale sempre più utilizzato per lo smercio di merce contraffatta o non conforme. Nei primi mesi del 2025, la Guardia di Finanza ha oscurato 4.419 siti web irregolari e rimosso migliaia di inserzioni da piattaforme digitali e social network, anche in collaborazione con le principali aziende di e-commerce internazionali. L'attività di controllo ha riguardato anche l’utilizzo improprio di loghi e marchi ufficiali, la simulazione di siti autorizzati e la violazione della normativa europea sui diritti di proprietà industriale.


L’attività ispettiva ha coinvolto anche numerosi centri di distribuzione fisici. Attraverso operazioni mirate su tutto il territorio nazionale, sono stati individuati e sequestrati numerosi depositi, anche clandestini, riconducibili a filiere logistiche che operano in parallelo al mercato regolare. Molti dei prodotti contraffatti provenivano da aree extra UE, in particolare dall’Asia orientale, e venivano poi introdotti nel territorio italiano tramite triangolazioni doganali che coinvolgevano paesi terzi o hub logistici comunitari.


Le operazioni non si sono limitate al fronte repressivo, ma hanno compreso anche attività preventive e di intelligence economico-finanziaria. Grazie all’incrocio delle banche dati e all’uso di algoritmi di analisi predittiva, la Guardia di Finanza ha potuto individuare in anticipo le anomalie nei flussi commerciali, i movimenti sospetti di merci e i soggetti coinvolti in pratiche illecite. Il monitoraggio ha riguardato anche i movimenti doganali, le esportazioni e le dichiarazioni di origine, in particolare per quanto riguarda i prodotti agroalimentari e tessili.


Il falso made in Italy continua a rappresentare un danno economico significativo per le imprese italiane, in particolare per quelle piccole e medie che basano la loro competitività sull’autenticità, sulla qualità e sul valore del marchio. La contraffazione incide negativamente anche sull’occupazione, sulla competitività internazionale e sulla fiducia dei consumatori. Secondo le stime della Commissione europea, l’economia del falso in Italia genera una perdita annuale stimata in oltre 12 miliardi di euro tra mancati introiti fiscali, evasione contributiva e concorrenza sleale.


Tra le categorie merceologiche più colpite figurano l’abbigliamento e le calzature, dove la replica fraudolenta di marchi noti è una pratica consolidata, spesso alimentata da un’ampia offerta a basso prezzo rivolta a fasce vulnerabili della popolazione. La stessa logica si estende ai settori dell’elettronica e dei giocattoli, in cui l’assenza di requisiti minimi di sicurezza comporta rischi diretti per la salute, soprattutto dei minori. Sono stati infatti numerosi i casi di articoli sequestrati privi della marcatura CE, contenenti materiali tossici o costruiti in violazione delle normative antincendio e anti-shock.


In parallelo, il comparto agroalimentare è stato oggetto di controlli rafforzati, con particolare riferimento alle indicazioni geografiche protette (IGP e DOP) e all’etichettatura fraudolenta di prodotti come olio, vino e formaggi. Alcune operazioni hanno smascherato tentativi di rivendere prodotti esteri come italiani, falsificando le etichette o adottando simboli che richiamano l’italianità senza avere alcun legame effettivo con il territorio di produzione. In questo ambito, il danno alla reputazione del made in Italy risulta particolarmente insidioso, poiché colpisce direttamente il valore del brand nazionale.


La Guardia di Finanza, oltre a ribadire l’importanza della repressione, ha sottolineato la necessità di un'alleanza stabile tra pubbliche amministrazioni, imprese e consumatori. Le attività di contrasto alla contraffazione richiedono una cooperazione multilivello che coinvolga le autorità doganali, le piattaforme online, le camere di commercio, le associazioni di categoria e le aziende titolari di marchi registrati. È su questa base che si fondano i protocolli di collaborazione già attivati in molte province e che hanno contribuito all’identificazione e al sequestro tempestivo di ingenti quantità di merce.


Il 2025 si conferma dunque un anno chiave nella strategia di difesa dell’economia legale e del made in Italy. Le nuove tecnologie, l’analisi dei dati e la sorveglianza digitale hanno rafforzato gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine, che ora possono agire con maggiore tempestività anche nel contrasto ai reati economici online. Ma resta fondamentale il ruolo dei cittadini, chiamati a riconoscere e rifiutare le offerte sospette, contribuendo con segnalazioni e comportamenti responsabili alla salvaguardia della legalità.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page