MREL e fondi propri: l'EBA accelera le procedure e alleggerisce gli oneri per le banche
- Martina Migliorati
- 25 mar
- Tempo di lettura: 2 min

L’Autorità bancaria europea (EBA) ha pubblicato il progetto definitivo di revisione delle norme tecniche di regolamentazione (RTS) in materia di fondi propri e passività ammissibili (MREL), intervenendo sul Regolamento delegato (UE) n. 241/2014 con l’obiettivo di semplificare e rendere più rapide le procedure autorizzative.
La proposta introduce una modifica di rilievo nei tempi di valutazione: il termine concesso alle autorità competenti e alle autorità di risoluzione per esaminare le richieste presentate dagli enti, finalizzate alla riduzione degli strumenti di fondi propri e delle passività ammissibili, verrebbe ridotto da quattro a tre mesi. Si tratta di un intervento mirato a velocizzare i processi decisionali, alla luce dell’esperienza ormai maturata dalle autorità nel settore.
Secondo l’EBA, infatti, il quadro applicativo attuale ha consentito alle autorità di acquisire competenze e prassi operative tali da rendere non più necessario un termine così ampio. La riduzione dei tempi si inserisce quindi in una più ampia strategia di semplificazione regolamentare, volta a eliminare oneri ritenuti non più giustificati e a garantire benefici immediati per gli intermediari.
Un ulteriore elemento di novità riguarda il coordinamento con le recenti modifiche normative introdotte a livello europeo. In particolare, la Direttiva (UE) 2024/1174, nota come “Daisy Chain Act”, ha previsto un’esenzione per gli enti in liquidazione, eliminando l’obbligo di ottenere un’autorizzazione preventiva per la riduzione delle passività ammissibili. In conseguenza di tale intervento legislativo, l’EBA ha ritenuto superflue le disposizioni contenute nelle RTS che disciplinavano una procedura semplificata per questi soggetti, procedendo quindi alla loro soppressione.
Il quadro regolamentare di riferimento resta ancorato agli articoli 78 e 78-bis del Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR), come modificato dal Regolamento (UE) 2019/876, che attribuiscono all’EBA il compito di definire, mediante norme tecniche, i profili procedurali e informativi relativi all’autorizzazione delle operazioni di riduzione dei fondi propri e delle passività ammissibili. Le modifiche proposte si collocano dunque nell’ambito di questo mandato, aggiornandone l’attuazione alla luce dell’evoluzione del contesto normativo e operativo.
Nel complesso, l’intervento dell’EBA si muove nella direzione di un sistema più snello ed efficiente, in cui la tutela della stabilità finanziaria si coniuga con l’esigenza di ridurre la complessità amministrativa per gli operatori bancari.




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