Mosca stringe la morsa su Sumy: 50.000 soldati al confine e nuove sanzioni UE per frenare l'avanzata russa
- piscitellidaniel
- 30 giu
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Il conflitto in Ucraina entra in una nuova fase di escalation militare e diplomatica. Secondo fonti ufficiali di Kiev, la Russia ha schierato circa 50.000 soldati nella regione di confine a nord-est, attorno alla città di Sumy, con l’obiettivo apparente di accerchiarla e potenzialmente isolarla dal resto del territorio controllato dalle forze ucraine. Si tratta di un’area già colpita da attacchi intermittenti fin dall’inizio dell’invasione russa, ma che ora sembra destinata a divenire un nuovo epicentro dell’offensiva di Mosca.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha effettuato una visita ispettiva a Sumy nelle ultime ore, per dimostrare la presenza dello Stato e ricevere aggiornamenti diretti dai comandi militari locali. La città, con circa 250.000 abitanti, è considerata un nodo strategico per il controllo dei flussi logistici nella parte nord-orientale dell’Ucraina, e la sua eventuale caduta rappresenterebbe una svolta militare di primo piano per la Russia. Le autorità locali hanno riferito che numerose comunità della regione sono state colpite da bombardamenti, causando almeno otto feriti tra i civili.
Parallelamente agli sviluppi sul campo, anche il fronte diplomatico resta estremamente caldo. L’Unione Europea ha deciso di prorogare le sanzioni nei confronti della Federazione Russa per ulteriori sei mesi. La decisione è arrivata nonostante le resistenze iniziali da parte di alcuni Stati membri, che temevano ripercussioni economiche negative. Le sanzioni comprendono il congelamento di oltre 200 miliardi di euro appartenenti alla Banca Centrale russa detenuti in Europa, restrizioni all’esportazione di tecnologie sensibili e divieti di importazione su numerosi prodotti di origine russa.
Secondo quanto comunicato dal Consiglio europeo, le misure restrittive resteranno in vigore almeno fino al gennaio 2026 e verranno riesaminate alla luce dell’evoluzione del conflitto. Bruxelles ha ribadito che ogni forma di aggressione nei confronti dell’Ucraina continuerà a ricevere una risposta compatta e coordinata da parte dell’Unione, con il sostegno finanziario e militare a Kiev destinato a proseguire anche nei prossimi mesi.
Zelensky ha inoltre firmato un protocollo con il Consiglio d’Europa volto alla creazione di un tribunale speciale per giudicare i crimini di guerra russi. Questa iniziativa, che segue mesi di consultazioni legali internazionali, mira a creare uno strumento autonomo in grado di agire parallelamente alla Corte penale internazionale, permettendo di processare i crimini più gravi avvenuti dall’inizio dell’invasione nel febbraio 2022. Il progetto ha ottenuto il sostegno politico di diversi Paesi dell’Europa centrale e settentrionale, che ne hanno sottolineato il valore simbolico e giuridico.
Nel frattempo, sul terreno, le truppe ucraine stanno rafforzando le linee difensive in vista di un possibile attacco su vasta scala da parte russa. Le forze armate di Kiev hanno avviato operazioni di evacuazione preventiva in alcuni distretti rurali della regione di Sumy, temendo che l’intensificazione dei movimenti militari russi preluda a un tentativo di accerchiamento rapido. Mezzi corazzati, artiglieria e sistemi missilistici sono stati avvistati dai satelliti NATO, che confermano l’imponente concentrazione di forze russe nella zona.
Secondo diversi analisti, la Russia potrebbe puntare a creare una “fascia di pressione” lungo il confine nord-orientale ucraino, tentando così di costringere l’esercito di Kiev a redistribuire parte delle truppe impiegate sul fronte sud, in particolare nella regione di Zaporizhzhia, dove sono attesi i prossimi sviluppi offensivi. Tale manovra avrebbe anche lo scopo di logorare il morale e le risorse ucraine in un momento in cui gli aiuti occidentali, pur confermati, subiscono ritardi a causa di trattative interne nei singoli Stati fornitori.
Il governo ucraino ha sollecitato la consegna rapida dei nuovi pacchetti militari promessi da Stati Uniti, Germania e Francia. Zelensky ha ribadito che i ritardi nella fornitura di munizioni e sistemi antiaerei possono determinare un “prezzo umano elevato”, specie nelle zone di prima linea come Sumy. Fonti dell’intelligence militare ucraina indicano che l’offensiva russa potrebbe essere coordinata da Mosca con operazioni di disinformazione e sabotaggio nelle retrovie, colpendo infrastrutture civili e impianti energetici.
Il Cremlino, da parte sua, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui nega l’intenzione di lanciare un’offensiva diretta su Sumy, parlando invece di “esercitazioni militari” in corso lungo il confine. Tuttavia, l’assenza di segnali di de-escalation e l’accumulo di truppe russe alimentano i timori di un’estensione del conflitto in una nuova regione, che fino a pochi mesi fa sembrava relativamente meno esposta rispetto ad altre zone del fronte orientale.
In questo contesto, il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha chiesto un coordinamento ancora più stretto tra i Paesi dell’Alleanza per prevenire ulteriori escalation. Secondo Stoltenberg, la risposta collettiva deve essere “rapida, ferma e visibile”, includendo sia la difesa della sovranità ucraina sia la protezione dei confini esterni dell’Unione.
Mentre le diplomazie lavorano per arginare la crisi, Sumy rischia di trasformarsi in un nuovo punto di rottura nella guerra che, dopo oltre due anni, continua a mutare scenari e strategie, mantenendo alti i livelli di tensione e incertezza in tutta la regione.

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