Moby e Tirrenia all’asta per 229,9 milioni di euro: in vendita cinque traghetti e un pezzo della storia della navigazione italiana
- piscitellidaniel
- 11 nov
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L’asta giudiziaria che coinvolge Moby e Tirrenia segna una nuova tappa nel lungo e complesso processo di ristrutturazione del gruppo Onorato Armatori. Cinque traghetti appartenenti alla flotta delle due compagnie sono stati messi in vendita per un valore complessivo di 229,9 milioni di euro, nell’ambito del piano di dismissioni disposto per soddisfare i creditori e dare esecuzione alle procedure concorsuali ancora in corso. Si tratta di un passaggio cruciale per il futuro della compagnia, che negli ultimi anni ha attraversato una fase di forte tensione finanziaria, tra debiti accumulati, contenziosi giudiziari e tentativi di rilancio industriale.
I beni posti all’asta comprendono alcune delle navi più rappresentative della flotta, impiegate prevalentemente nei collegamenti con la Sardegna e la Sicilia. Le unità navali, di moderna concezione e di rilevante capacità, rappresentano asset di valore strategico sia per il mercato del cabotaggio nazionale sia per le rotte internazionali del Mediterraneo. Il bando di gara prevede la cessione dei traghetti a un prezzo complessivo di 229,9 milioni di euro, suddiviso in più lotti, con possibilità di presentare offerte anche per singole unità. La procedura, supervisionata dai commissari straordinari e dal tribunale competente, si inserisce nel quadro più ampio del piano di risanamento del gruppo, volto a ridurre l’esposizione debitoria e a garantire la continuità operativa.
Moby e Tirrenia, due marchi storici della navigazione italiana, rappresentano da decenni un punto di riferimento per il trasporto marittimo di passeggeri e merci tra la penisola e le isole maggiori. Il gruppo Onorato, guidato dall’armatore Vincenzo Onorato, aveva cercato negli anni scorsi di rilanciare la compagnia attraverso investimenti e operazioni di ristrutturazione del debito, ma l’aggravarsi delle difficoltà finanziarie e l’impatto della pandemia sul traffico marittimo hanno compromesso gli equilibri economici. L’indebitamento complessivo, superiore al miliardo di euro, ha reso inevitabile il ricorso alle procedure concorsuali, culminate nella vendita degli asset per soddisfare le pretese dei creditori.
La cessione dei traghetti non rappresenta solo un’operazione finanziaria, ma anche un passaggio simbolico per l’intero comparto marittimo italiano. Le navi di Moby e Tirrenia, molte delle quali portano nomi legati alla tradizione e alla cultura italiana, hanno per anni assicurato collegamenti essenziali per la mobilità di passeggeri, turisti e merci. La loro dismissione solleva interrogativi sul futuro della continuità territoriale, tema particolarmente sensibile per le regioni insulari, dove il trasporto marittimo rappresenta un’infrastruttura vitale per l’economia locale e per la coesione sociale.
Dal punto di vista giuridico, la vendita si inserisce in una procedura complessa che coinvolge diversi attori istituzionali, tra cui il Ministero dello Sviluppo Economico, i commissari della procedura Tirrenia in amministrazione straordinaria e i principali creditori, tra cui istituti bancari e fondi d’investimento internazionali. L’obiettivo è massimizzare il valore degli asset per assicurare il miglior soddisfacimento possibile dei creditori e, al contempo, garantire la prosecuzione dei servizi marittimi strategici. Le regole dell’asta prevedono un meccanismo di offerta pubblica con eventuale rilancio, secondo le disposizioni del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
L’interesse per i traghetti in vendita è elevato, anche da parte di operatori stranieri, attratti dal valore strategico delle rotte e dalla possibilità di acquisire mezzi navali già operativi e di alta capacità. I potenziali acquirenti includono compagnie europee del settore marittimo e logistico, fondi infrastrutturali e società di trasporto integrato che guardano con interesse al mercato del Mediterraneo. La gara rappresenta, inoltre, un banco di prova per valutare la capacità del sistema italiano di gestire in modo efficiente processi di ristrutturazione industriale di grande portata, in un settore caratterizzato da rilevanti implicazioni economiche e sociali.
Il destino di Moby e Tirrenia resta legato alla capacità del gruppo Onorato di portare a compimento il piano di ristrutturazione approvato dal tribunale e dai creditori. Il piano prevede non solo la vendita degli asset, ma anche una riorganizzazione complessiva della struttura societaria, con l’obiettivo di preservare le attività operative e i livelli occupazionali. Le due compagnie impiegano complessivamente migliaia di lavoratori tra marittimi, personale di bordo e addetti ai servizi portuali. La gestione della fase post-vendita dovrà quindi tenere conto non solo delle esigenze economiche, ma anche della tutela occupazionale e della continuità dei collegamenti con le isole.
Sul fronte industriale, il settore della navigazione sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Le nuove normative ambientali e le esigenze di sostenibilità stanno spingendo le compagnie marittime a investire in navi meno inquinanti e a ridurre le emissioni di CO₂. In questo contesto, la vendita dei traghetti di Moby e Tirrenia potrebbe rappresentare anche un’opportunità di rinnovo tecnologico del parco navale nazionale, favorendo l’ingresso di operatori interessati a modernizzare la flotta e ad adottare soluzioni più efficienti dal punto di vista energetico.
Il valore complessivo di 229,9 milioni di euro riflette l’importanza strategica delle unità navali coinvolte e la complessità dell’operazione. Le navi, costruite tra la fine degli anni Duemila e il 2015, sono dotate di moderne tecnologie di bordo e di una capacità di trasporto combinato passeggeri e merci che le rende competitive anche sul mercato internazionale. Gli esperti stimano che la vendita, se condotta in tempi rapidi, potrebbe consentire un significativo alleggerimento della posizione debitoria del gruppo, creando le condizioni per un’eventuale ripartenza industriale sotto nuove forme o con la partecipazione di nuovi investitori.
La procedura di vendita, che si svolgerà nei prossimi mesi, rappresenta dunque un momento chiave non solo per il futuro del gruppo Onorato, ma anche per l’intero sistema dei trasporti marittimi italiani. Il destino dei cinque traghetti messi all’asta sintetizza le difficoltà e le speranze di un settore che deve confrontarsi con le sfide della modernizzazione, della sostenibilità e della concorrenza internazionale. La risposta del mercato e l’esito dell’operazione definiranno non solo il futuro di Moby e Tirrenia, ma anche l’assetto dei collegamenti marittimi che da decenni costituiscono un elemento fondamentale dell’economia e dell’identità nazionale.

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