Minnesota, arrestato il sospetto della sparatoria contro due esponenti democratici: l’uomo sarebbe legato a gruppi dell’estrema destra sovranista
- piscitellidaniel
- 16 giu
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È stato arrestato nel Minnesota l’uomo sospettato di aver aperto il fuoco contro due funzionari eletti del Partito Democratico, un episodio che ha scioccato l’opinione pubblica americana e che rilancia le preoccupazioni su un clima politico sempre più avvelenato. Il fermato si chiama Jason Brown, ha 44 anni ed è accusato di tentato omicidio per l’agguato avvenuto lo scorso 15 giugno a Minneapolis, nel quartiere di Powderhorn, quando il veicolo a bordo del quale si trovavano la senatrice statale Zaynab Mohamed e la deputata del Congresso statale Athena Hollins è stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco.
Il movente ancora incerto, ma emergono legami con ambienti radicali
Al momento le autorità non hanno confermato un movente politico esplicito, ma dalle prime ricostruzioni dell’FBI e della polizia statale del Minnesota emergerebbero collegamenti tra l’indagato e ambienti della destra radicale americana, in particolare gruppi “sovereign citizen” noti per rifiutare l’autorità dello Stato federale e sostenere teorie complottiste. Jason Brown sarebbe da tempo monitorato per le sue attività sui social e la sua partecipazione a raduni antigovernativi.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore e confermato da fonti locali come il Star Tribune, Brown non avrebbe precedenti penali gravi, ma era già noto alle forze dell’ordine per atteggiamenti ostili verso le istituzioni e per la diffusione online di contenuti violenti. Durante la perquisizione della sua abitazione, gli investigatori avrebbero trovato armi da fuoco detenute illegalmente, documenti falsi e materiale propagandistico con simboli dell’estremismo antigovernativo.
L’attacco: la ricostruzione della sparatoria
L’aggressione si è verificata nelle prime ore del pomeriggio del 15 giugno. Le due rappresentanti democratiche si trovavano a bordo di un’auto ufficiale dopo un incontro pubblico con alcuni leader comunitari locali, quando improvvisamente un SUV scuro avrebbe affiancato il loro veicolo aprendo il fuoco. I proiettili non hanno colpito le due donne, ma il parabrezza e la carrozzeria sono stati danneggiati in più punti. Il conducente è riuscito a fuggire e a mettere in salvo le parlamentari.
Grazie alla videosorveglianza di alcune abitazioni private e a testimonianze oculari, la polizia ha potuto individuare il veicolo sospetto e risalire a Jason Brown, arrestato due giorni dopo nella periferia sud di Minneapolis. Al momento della cattura, l’uomo non avrebbe opposto resistenza ma era armato di una pistola automatica carica.
L’arma è attualmente sotto esame balistico per confermare il collegamento con i bossoli ritrovati sul luogo della sparatoria. I risultati preliminari forniti dagli inquirenti indicherebbero una corrispondenza compatibile, rafforzando così la posizione accusatoria.
Le vittime: due donne simbolo del rinnovamento progressista
Zaynab Mohamed e Athena Hollins non sono semplici deputate: rappresentano due figure emblematiche del nuovo corso progressista del Partito Democratico. La prima, di origine somala, è la più giovane senatrice nella storia del Minnesota ed è da sempre in prima linea sui temi dell’integrazione, dei diritti civili e della giustizia penale. La seconda, attivista LGBTQ+, è tra le principali promotrici di politiche antidiscriminatorie e di riforme a favore della sanità pubblica.
Entrambe le parlamentari sono state oggetto di minacce online nei mesi scorsi, specialmente in seguito a proposte di legge considerate troppo “radicali” dai loro oppositori. In particolare, Zaynab Mohamed è stata attaccata da gruppi suprematisti per la sua posizione a favore dell’abolizione dei centri di detenzione per immigrati irregolari, mentre Athena Hollins ha ricevuto critiche violente per un disegno di legge che mirava a limitare l’accesso alle armi da fuoco.
I rispettivi staff hanno fatto sapere che le due deputate stanno bene ma sono profondamente scosse dall’accaduto e che stanno valutando, d’intesa con il partito e le autorità locali, il rafforzamento delle misure di sicurezza nei loro confronti.
Un clima politico sempre più carico di tensione
L’attacco ha riacceso il dibattito sulla crescente polarizzazione negli Stati Uniti e sull’impennata di episodi di violenza connotati da matrice ideologica. Negli ultimi anni si sono moltiplicati i casi in cui esponenti politici, giornalisti o attivisti sono stati minacciati, aggrediti o persino uccisi da soggetti radicalizzati.
Secondo l’FBI, il numero di cosiddetti “lone wolves” – individui isolati che agiscono spinti da ideologie estremiste – è in aumento costante dal 2017. Le forze dell’ordine sono particolarmente preoccupate per l’espansione dei gruppi antigovernativi che reclutano sostenitori soprattutto attraverso piattaforme online difficilmente monitorabili. Questi gruppi – tra cui Oath Keepers, Boogaloo Boys e Sovereign Citizens – promuovono un’ideologia anarchico-sovranista che nega la legittimità del governo federale e invita all’autodifesa armata.
Il Minnesota, storicamente uno Stato progressista, è diventato negli ultimi anni anche teatro di profondi conflitti sociali, in particolare dopo l’uccisione di George Floyd a Minneapolis nel 2020. In questo contesto già instabile, l’attentato del 15 giugno appare come un segnale ulteriore di un pericoloso slittamento verso forme di lotta politica sempre più violente.
La risposta delle istituzioni: "non tollereremo il terrorismo politico"
Il governatore del Minnesota, Tim Walz, ha condannato con fermezza l’attacco, definendolo “un atto vile e intollerabile” che colpisce “non solo due rappresentanti democraticamente elette, ma l’intera comunità democratica”. Anche il presidente Biden è stato informato dell’accaduto e la Casa Bianca ha espresso solidarietà alle vittime, sottolineando l’urgenza di affrontare il problema dell’estremismo interno.
La portavoce della Camera dei Rappresentanti del Minnesota, Melissa Hortman, ha annunciato che verrà convocata una sessione straordinaria per discutere nuove misure di sicurezza a favore degli eletti statali. Tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe anche quella di istituire un fondo speciale per la protezione personale dei legislatori minacciati, così come una task force congiunta tra FBI e forze di polizia statali per monitorare i potenziali rischi derivanti dai movimenti radicali.
Parallelamente, il Partito Democratico locale sta valutando un codice di protezione digitale per i suoi candidati e parlamentari, volto a contrastare campagne d’odio sui social network e facilitare l’identificazione preventiva di minacce esplicite.

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