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Mercati in tensione: l’S&P 500 scivola del 20%, occhi puntati su Fed e inflazione


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Nel pomeriggio di lunedì, i principali indici azionari statunitensi hanno ripreso la discesa, segnando il terzo giorno consecutivo di ritirata da parte degli investitori. A innescare la nuova ondata di vendite è stato l’inasprimento dei dazi annunciato dal presidente Donald Trump, accompagnato dalla minaccia di ulteriori aumenti delle tariffe nei confronti della Cina.


I mercati sono stati scossi dai piani dell’amministrazione Trump di introdurre pesanti dazi su tutte le importazioni negli Stati Uniti, insieme a nuove imposte rivolte a partner commerciali chiave. Queste misure hanno alimentato i timori per un possibile rallentamento dell’economia e per un aumento delle pressioni inflazionistiche.


Lunedì, tutti e tre i principali indici di Wall Street hanno toccato i livelli più bassi da oltre un anno. L’indice di volatilità CBOE, considerato il termometro del nervosismo degli investitori, è balzato a 48,49 punti, il livello più alto da agosto 2024.


I titoli tecnologici hanno guidato il sell-off. Apple (NASDAQ: AAPL) ha perso il 5,4%, Microsoft (NASDAQ: MSFT) è arretrata dell’1,7%, mentre Tesla (NASDAQ: TSLA) ha chiuso in calo del 5,2%, contribuendo in modo significativo alla flessione dei principali indici.


Il crollo è arrivato dopo una sessione di contrattazioni particolarmente turbolenta. I mercati, già in forte calo fin dall’apertura, avevano mostrato un improvviso rimbalzo in seguito a un rapporto secondo cui il presidente Trump stava valutando una sospensione di 90 giorni sui dazi.


Tuttavia, la ripresa è stata di breve durata: la Casa Bianca ha rapidamente smentito la notizia, causando un nuovo calo dei mercati.


La CNBC, che aveva inizialmente riportato in diretta il possibile congelamento dei dazi citando il consigliere economico della Casa Bianca Kevin Hassett, ha poi diffuso le smentite ufficiali.


Anche Reuters ha pubblicato la notizia attribuendola alla CNBC, ma in una delle versioni del rapporto non ha menzionato l’emittente come fonte. Successivamente, l’agenzia ha ritirato l’articolo.


Alle 12:58 il Dow Jones Industrial Average è sceso di 971,07 punti, ovvero il 2,52%, a 37.343,79, l'S&P 500 ha perso 102,46 punti, ovvero il 2,02%, a 4.971,62, e il Nasdaq Composite ha perso 284,62 punti, ovvero l'1,83%, a 15.303,17.


L’S&P 500 ha perso il 20% rispetto al suo record di chiusura raggiunto a febbraio. Se l’indice dovesse terminare la seduta con una flessione pari o superiore a questa soglia, si confermerebbe ufficialmente l’ingresso in un mercato ribassista iniziato proprio da quel massimo.


Nei due giorni successivi all’annuncio di nuovi dazi da parte del presidente Trump, avvenuto mercoledì, l’S&P 500 ha registrato un calo del 10,5%, con una perdita di valore di mercato pari a circa 5 trilioni di dollari, il peggior ribasso in due giorni dal marzo 2020.


Anche il Dow Jones ha subito forti perdite, cedendo quasi il 17% rispetto ai massimi storici di dicembre. Il Nasdaq, invece, ha già ufficialmente confermato la sua fase ribassista la scorsa settimana.


I mercati guardano ora con attenzione alla settimana in corso, che sarà ricca di eventi rilevanti: sono attesi diversi interventi da parte di funzionari della Federal Reserve, oltre a dati macroeconomici chiave, tra cui quelli sui prezzi al consumo. Ogni segnale che possa indicare un rischio di recessione viene monitorato con estrema cautela dagli investitori.


Sul fronte degli scambi, i titoli in calo hanno nettamente superato quelli in rialzo: il rapporto è stato di 8,37 a 1 sul NYSE e di 4,42 a 1 sul Nasdaq.


L’S&P 500 non ha registrato nuovi massimi nelle ultime 52 settimane, ma ha toccato 167 nuovi minimi. Il Nasdaq Composite ha mostrato un quadro simile, con solo otto nuovi massimi contro ben 973 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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