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Mattarella compie 84 anni: un decennio al Quirinale tra crisi istituzionali, pandemia e riconferma senza precedenti

Sergio Mattarella compie oggi 84 anni, dieci dei quali trascorsi al vertice dello Stato. Dal 3 febbraio 2015, giorno in cui ha giurato come presidente della Repubblica, la sua figura è diventata un riferimento stabile nel panorama politico italiano, caratterizzato da forti turbolenze, continui cambi di governo e crisi parlamentari. La sua elezione, avvenuta con 665 voti al quarto scrutinio, fu già all’epoca segno di una larga convergenza, ma è stato il secondo mandato, iniziato nel 2022, a certificare un ruolo quasi insostituibile, sancito da 759 voti, una delle maggioranze più ampie della storia repubblicana.


In questi dieci anni, Mattarella ha attraversato ogni tipo di scenario politico. Ha firmato la fine del governo Renzi dopo il referendum del 2016, ha affidato l’incarico a Gentiloni, e poi ha gestito la delicata fase post-elettorale del 2018, che portò alla nascita dell’esecutivo Lega-M5S. Rifiutò la nomina di Paolo Savona al Tesoro, innescando un braccio di ferro costituzionale con le forze populiste. Dopo pochi mesi, fu chiamato a sciogliere quel governo e autorizzò il Conte II, sostenuto da un’inedita alleanza tra PD e M5S. In tutto questo, mantenne sempre un tono istituzionale saldo, improntato a equilibrio e rispetto della Costituzione.


Nel 2020 la pandemia da Covid-19 sconvolse il Paese. In quella fase Mattarella adottò un ruolo pubblico più visibile, con appelli all’unità e alla responsabilità. Fu lui a incaricare Mario Draghi nel febbraio 2021, dopo la crisi del secondo governo Conte, e a sostenere la nascita di un esecutivo di unità nazionale che garantisse la gestione dei fondi del PNRR e della campagna vaccinale. L’apertura al tecnico per eccellenza fu vista da molti come il segno più alto della sua capacità di interpretare le esigenze del Paese.


Quando il mandato terminò nel gennaio 2022, Mattarella aveva già fatto sapere di non voler proseguire. Ma l’impasse del Parlamento, incapace di eleggere un successore dopo otto scrutini, portò alla sua riconferma. Accettò “per senso di responsabilità”, dopo che tutte le principali forze politiche gli chiesero di restare. Il secondo mandato, senza precedenti per longevità democratica se si esclude quello parziale di Napolitano, ha segnato un nuovo capitolo, in cui Mattarella ha continuato a interpretare la figura del garante, intervenendo quando necessario, ma senza mai varcare il confine tra controllo e protagonismo.


Nel 2022 fu lui a sciogliere le Camere dopo la crisi del governo Draghi, aprendo la strada al voto anticipato. Il successivo incarico a Giorgia Meloni rappresentò un’altra fase storica: per la prima volta una donna riceveva l’incarico di formare un governo. Mattarella la convocò con lo stesso rigore istituzionale di sempre, accettando il mutato panorama politico ma senza arretrare sul rispetto della Costituzione. Da allora ha mantenuto rapporti istituzionali corretti con l’esecutivo, intervenendo pubblicamente in modo misurato ma fermo, come nei casi della legge sull’autonomia differenziata o nelle occasioni in cui ha ricordato il valore dell’unità nazionale.


Durante il suo mandato, Mattarella ha nominato diversi giudici costituzionali e conferito l’onorificenza di senatore a vita a Liliana Segre. Ha visitato zone colpite da calamità naturali, partecipato alle commemorazioni delle stragi di mafia, rilanciato il ruolo internazionale dell’Italia in ambito europeo. Il suo stile è sempre rimasto sobrio, con una comunicazione essenziale, priva di enfasi, ma capace di rassicurare. Nei momenti più critici, le sue parole hanno rappresentato un punto di equilibrio per l’opinione pubblica e per le stesse istituzioni.


La sua figura gode tuttora di una popolarità elevatissima. Secondo gli ultimi sondaggi, oltre il 70% degli italiani giudica positivamente la sua azione. Un dato ancor più significativo se si considera che è al secondo mandato e che nessun altro presidente della Repubblica ha mai mantenuto consensi tanto alti per un periodo tanto lungo. La sua autorevolezza è riconosciuta anche a livello internazionale. È stato ricevuto in numerose occasioni da leader stranieri, ha sostenuto l’integrazione europea e ha sempre ribadito l’adesione dell’Italia all’Alleanza Atlantica come cardine della politica estera.


A livello personale, Mattarella è rimasto fedele al suo stile riservato. Dopo la morte della moglie Marisa Chiazzese, ha cresciuto i suoi figli da solo, tenendoli lontani dalla scena pubblica. La figlia Laura lo accompagna in molte occasioni ufficiali, senza mai trasformare il ruolo in una vetrina mediatica. I suoi compleanni sono sempre stati celebrati in forma privata, come avviene anche quest’anno: nessuna cerimonia pubblica, solo una serata in famiglia con i figli e i nipoti. Nel frattempo, Mattarella prosegue regolarmente l’attività istituzionale, con incontri, colloqui e ricevimento di capi di Stato esteri.


In questi giorni si prepara anche al tradizionale discorso del Ventaglio con i giornalisti parlamentari, previsto per il 30 luglio. Un’occasione in cui con ogni probabilità lancerà un appello alla responsabilità, alla moderazione e al rispetto delle istituzioni, temi che hanno segnato tutta la sua presidenza. Subito dopo, come da consuetudine, si trasferirà per qualche giorno nella tenuta presidenziale di Castelporziano e successivamente a Bolzano, per un periodo di riposo.


Con 84 anni compiuti, Mattarella è oggi il presidente in carica più anziano d’Europa. Nessuno dei suoi predecessori ha raggiunto una tale combinazione di durata, consenso e centralità. La sua figura resta il punto di riferimento più stabile nella politica italiana dell’ultimo decennio, in un periodo segnato da incertezza, instabilità e forti trasformazioni. La sua autorevolezza, la fermezza con cui ha fatto rispettare la Carta e la capacità di non farsi trascinare nel gioco politico quotidiano ne hanno fatto, per molti, il simbolo più compiuto dell’equilibrio istituzionale.

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