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Le Borse cinesi chiudono in rialzo: Shanghai e Shenzhen rimbalzano grazie ai segnali di stabilizzazione economica e agli interventi del governo

Le principali Borse cinesi hanno chiuso la seduta con un lieve rialzo, sostenute dai segnali di stabilizzazione dell’economia interna e dalle nuove misure di stimolo introdotte da Pechino. L’indice di Shanghai ha registrato un progresso dello 0,53%, mentre quello di Shenzhen è salito dello 0,40%, confermando il miglioramento del sentiment degli investitori dopo settimane di volatilità. Gli operatori finanziari hanno accolto positivamente le ultime indicazioni provenienti dalle autorità cinesi, che sembrano intenzionate a rafforzare la fiducia nei mercati e a sostenere la ripresa industriale e immobiliare, due settori chiave per la crescita del Paese.


Il rialzo odierno arriva in un contesto complesso, caratterizzato da un rallentamento della domanda interna e da pressioni deflazionistiche che da mesi condizionano le performance delle imprese. Tuttavia, i dati macroeconomici più recenti segnalano un’inversione di tendenza: la produzione industriale ha mostrato un incremento superiore alle attese e le esportazioni hanno registrato un modesto recupero, grazie al miglioramento della domanda estera e all’effetto di politiche monetarie più espansive. La Banca Popolare Cinese ha infatti confermato la propria disponibilità a mantenere un approccio accomodante, proseguendo con iniezioni di liquidità mirate per sostenere il credito e stimolare gli investimenti produttivi.


Gli analisti osservano che il rimbalzo dei listini è legato anche alle aspettative di nuovi interventi di politica economica. Le autorità di Pechino hanno intensificato gli sforzi per contenere la crisi del settore immobiliare, che rimane il principale elemento di fragilità del sistema finanziario cinese. Il governo ha annunciato nuovi strumenti di garanzia per i mutui e incentivi per favorire la domanda di abitazioni nelle grandi città, con l’obiettivo di sostenere la liquidità delle imprese edilizie e ridurre i rischi di insolvenza. Questa strategia, seppur ancora in fase iniziale, ha contribuito a migliorare la fiducia degli investitori e a favorire un recupero dei titoli legati al comparto immobiliare e bancario.


Sul fronte borsistico, le società tecnologiche e industriali hanno guidato i rialzi, sostenute da flussi di capitale in ingresso da parte di investitori istituzionali cinesi e stranieri. In particolare, il comparto dell’intelligenza artificiale e dell’elettronica ha registrato un incremento significativo, in linea con la strategia del governo di promuovere la leadership tecnologica del Paese attraverso investimenti pubblici e partnership strategiche con le imprese private. Anche il settore dei consumi ha mostrato segnali di vitalità, con una ripresa delle vendite al dettaglio e una maggiore propensione alla spesa da parte delle famiglie urbane, sostenuta da politiche fiscali mirate a ridurre la pressione sui redditi medi.


Gli operatori finanziari sottolineano che la crescita dei listini cinesi è favorita anche dalla stabilità del cambio dello yuan, che nelle ultime settimane si è rafforzato rispetto al dollaro, grazie agli interventi della Banca centrale e al progressivo allentamento delle tensioni con gli Stati Uniti. Le relazioni commerciali tra Pechino e Washington restano delicate, ma i recenti colloqui tra i rappresentanti dei due governi hanno contribuito a ridurre le incertezze e a migliorare le prospettive per gli scambi bilaterali. In questo contesto, l’apprezzamento dello yuan è percepito come un segnale di fiducia nella solidità del sistema finanziario cinese e nella capacità del Paese di gestire le sfide esterne.


Nonostante la ripresa dei listini, gli analisti invitano alla cautela. Il mercato cinese resta esposto a rischi strutturali legati al rallentamento della crescita, al debito elevato delle amministrazioni locali e alla debolezza del comparto immobiliare. La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale hanno recentemente rivisto al ribasso le stime di crescita del Pil cinese per il prossimo anno, collocandole intorno al 4,5%, un livello inferiore rispetto agli obiettivi fissati da Pechino. Tuttavia, le autorità sembrano determinate a evitare un deterioramento del clima economico, puntando su una combinazione di misure monetarie, fiscali e industriali per garantire una ripresa graduale ma sostenuta.


Sul mercato obbligazionario, i rendimenti dei titoli di Stato cinesi si mantengono stabili, segno che gli investitori continuano a considerare il debito pubblico del Paese come un porto sicuro. L’afflusso di capitali stranieri nel mercato dei bond domestici è aumentato, sostenuto dalle prospettive di tassi bassi e dalla ricerca di rendimenti reali positivi in un contesto globale ancora incerto. Anche il mercato interbancario ha mostrato un miglioramento della liquidità, con la riduzione dei tassi a breve termine grazie alle operazioni di rifinanziamento della banca centrale.


Sul piano internazionale, l’andamento delle Borse cinesi ha influenzato positivamente le piazze asiatiche, con il Nikkei giapponese e il Kospi sudcoreano che hanno registrato a loro volta lievi rialzi. Gli investitori globali continuano a monitorare con attenzione le mosse di Pechino, considerata una variabile determinante per l’equilibrio economico dell’intera area asiatica. Il recupero dei listini cinesi, se confermato nei prossimi giorni, potrebbe contribuire a migliorare la percezione dei mercati emergenti, sostenendo il flusso di capitali verso le economie in via di sviluppo.


Le performance di Shanghai e Shenzhen riflettono dunque una fase di graduale miglioramento del sentiment finanziario, in un contesto che resta fragile ma in evoluzione. La capacità del governo cinese di bilanciare la crescita economica con la stabilità del sistema finanziario sarà determinante per consolidare il rimbalzo dei mercati e per restituire fiducia agli investitori, dopo un periodo prolungato di incertezza e volatilità.

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