La Triennale ridisegna la propria governance
Vincenzo Trione e Michele De Lucchi puntano su ricerca, formazione e identità del design italiano
Il nuovo indirizzo della Triennale Milano affida a Vincenzo Trione la presidenza e introduce Michele De Lucchi nel ruolo di direttore creativo. Il programma per il quadriennio punta a trasformare l’istituzione in una infrastruttura culturale capace di integrare mostre, ricerca, formazione e produzione di conoscenza. La direzione annunciata rafforza il Museo del Design Italiano e prevede il rilancio del Centro Studi, con rapporti più strutturati con università e percorsi di alta formazione.
L’assetto presenta un modello di governance nel quale le funzioni politiche, gestionali, scientifiche e creative devono essere nettamente coordinate. Il presidente definisce la visione istituzionale, la direzione generale garantisce l’amministrazione e la sostenibilità, mentre il direttore creativo presidia la coerenza culturale dei programmi. La presenza di un comitato scientifico multidisciplinare può ridurre il rischio di scelte autoreferenziali, purché competenze e responsabilità siano formalizzate.
La decisione di organizzare ogni anno la programmazione intorno a una domanda centrale attribuisce alla Triennale un ruolo di laboratorio, più che di semplice contenitore espositivo. Questo orientamento richiede procedure trasparenti per incarichi curatoriali, prestiti, acquisizioni, sponsorizzazioni e partnership. Il rapporto con soggetti privati deve preservare l’autonomia scientifica, evitando che la visibilità commerciale prevalga sulla missione pubblica.
Particolare rilievo assume il progetto di scuola. La formazione in design, architettura, moda e curatela può consolidare il patrimonio documentale dell’istituzione e generare nuove competenze. Per essere efficace, dovrà definire titoli, accreditamenti, criteri di accesso, proprietà intellettuale dei progetti e rapporti con gli atenei. L’alta formazione culturale richiede infatti una governance accademica non improvvisata e standard di valutazione riconoscibili.
La nomina di De Lucchi collega infine la direzione creativa alla storia del progetto italiano e alla cultura del fare. Il rafforzamento dell’artigianato e del Museo del Design Italiano potrà incidere sulla documentazione delle imprese, degli archivi e dei processi produttivi, ampliando l’attenzione dall’oggetto finito alla filiera. La nuova Triennale si presenta come un’istituzione chiamata a bilanciare identità nazionale, apertura internazionale e responsabilità pubblica nella costruzione del canone del design contemporaneo.





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