La legge annuale sulla concorrenza tra riforme strutturali e disciplina dei mercati
- Luca Baj

- 5 gen
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La legge annuale per il mercato e la concorrenza, approvata come legge 18 dicembre 2025, n. 190, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 294 del 19 dicembre 2025 ed entrata in vigore il 3 gennaio 2026, si inserisce nel percorso di progressivo adeguamento dell’ordinamento interno ai principi di apertura dei mercati, concorrenza effettiva e tutela del consumatore, assumendo una funzione sistemica nel coordinamento tra politiche economiche, disciplina regolatoria e assetti amministrativi. Il provvedimento consolida il ruolo dello strumento annuale come veicolo normativo destinato a incidere trasversalmente su una pluralità di settori, superando interventi frammentari e rafforzando l’impostazione di medio periodo delle riforme pro-concorrenziali.
L’impianto della legge si caratterizza per una combinazione di disposizioni immediatamente precettive e norme di delega o di indirizzo, volte a rimuovere barriere all’accesso, ridurre asimmetrie informative e favorire condizioni di parità competitiva. In tale prospettiva, la concorrenza non è considerata esclusivamente come valore economico, ma come principio ordinatore dell’azione pubblica, capace di incidere sull’organizzazione dei servizi, sui modelli di affidamento e sulla regolazione dei rapporti tra operatori e amministrazioni.
Un profilo centrale riguarda il rafforzamento degli strumenti di monitoraggio e valutazione degli effetti delle regolazioni settoriali. La legge interviene sul coordinamento tra autorità indipendenti, amministrazioni centrali e livelli territoriali, prevedendo meccanismi di maggiore trasparenza nei procedimenti decisionali e nella raccolta dei dati rilevanti ai fini concorrenziali. L’obiettivo è ridurre il rischio di regolazioni difformi o incoerenti che possano determinare distorsioni del mercato o vantaggi competitivi ingiustificati.
Particolare attenzione è riservata ai servizi di interesse economico generale e ai servizi pubblici locali, ambiti nei quali la legge mira a rafforzare l’utilizzo di procedure competitive e a limitare il ricorso a modelli gestionali non contendibili. Le disposizioni si muovono lungo la direttrice dell’equilibrio tra esigenze di universalità del servizio, sostenibilità economica e apertura alla concorrenza, valorizzando il ruolo delle evidenze comparative nella scelta delle modalità di affidamento.
Sul piano economico, la legge annuale rafforza il nesso tra concorrenza e crescita, individuando nella riduzione delle rendite di posizione e nell’incremento della produttività due leve fondamentali per il miglioramento dell’efficienza complessiva del sistema. In tale contesto, la disciplina pro-concorrenziale assume rilievo anche come strumento di attrazione degli investimenti, attraverso la previsione di regole più chiare, stabili e orientate alla neutralità competitiva.
Dal punto di vista giuridico, il provvedimento conferma l’evoluzione verso una concezione dinamica della concorrenza, non limitata alla repressione delle pratiche anticoncorrenziali, ma estesa alla revisione delle regole di mercato che ostacolano l’ingresso di nuovi operatori o l’innovazione. La legge annuale si configura così come un tassello essenziale nella costruzione di un quadro normativo coerente, nel quale la concorrenza diviene parametro di legittimità e criterio di valutazione dell’intervento pubblico.




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