La Commissione Europea accelera sullo stop al gas russo: obiettivo 2027 per l'indipendenza energetica
- piscitellidaniel
- 6 mag
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La Commissione Europea ha annunciato un piano ambizioso per porre fine a tutte le importazioni di gas naturale e gas naturale liquefatto (GNL) dalla Russia entro la fine del 2027. Questa strategia mira a ridurre la dipendenza energetica dell'Unione Europea da Mosca e a impedire il finanziamento indiretto delle attività militari russe in Ucraina. Attualmente, nonostante una significativa riduzione delle importazioni, la Russia rimane un fornitore chiave di gas per alcuni Stati membri, con il 13% delle forniture totali dell'UE provenienti da Mosca nel 2024, rispetto al 45% del 2021.
Le misure previste dal piano
Il piano della Commissione prevede l'introduzione di misure legislative entro giugno 2025 per vietare la firma di nuovi contratti di importazione di gas russo, sia tramite gasdotti che GNL, a partire dal 2025. Inoltre, si propone di terminare le importazioni esistenti entro il 2027, consentendo alle aziende di invocare clausole di "forza maggiore" per recedere dai contratti a lungo termine senza incorrere in penali. Questa strategia mira a evitare la necessità di un consenso unanime tra gli Stati membri, utilizzando meccanismi legali che richiedono solo una maggioranza qualificata per l'approvazione.
Diversificazione delle fonti energetiche
Per compensare la riduzione delle importazioni di gas russo, l'UE intende diversificare le sue fonti energetiche. Ciò include l'aumento delle importazioni di GNL da paesi come Stati Uniti, Norvegia, Qatar e Nord Africa, nonché l'espansione delle infrastrutture energetiche, come terminali di GNL e interconnessioni transfrontaliere. Parallelamente, la Commissione promuove l'adozione di energie rinnovabili e l'efficienza energetica attraverso il piano REPowerEU, che mira a ridurre rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili russi e a accelerare la transizione verde.
Resistenze e sfide
Nonostante il sostegno generale al piano, alcuni Stati membri, in particolare Ungheria e Slovacchia, hanno espresso preoccupazioni riguardo alla sicurezza energetica e alla sovranità nazionale. Questi paesi dipendono fortemente dalle forniture di gas russo e potrebbero affrontare sfide significative nell'adattarsi al nuovo scenario energetico. La Commissione prevede di lavorare con questi Stati per sviluppare piani nazionali di disconnessione e fornire assistenza per mitigare gli impatti economici e legali della transizione.
Implicazioni per il settore nucleare
Oltre al gas, la Commissione sta valutando misure per ridurre la dipendenza dall'uranio arricchito russo, utilizzato in alcuni reattori nucleari europei. Si discute l'introduzione di restrizioni economiche e la creazione di un ecosistema europeo per la produzione di radioisotopi, al fine di garantire l'autonomia energetica anche nel settore nucleare.
Prossimi passi
La Commissione prevede di presentare formalmente le proposte legislative entro giugno 2025. Nel frattempo, gli Stati membri saranno chiamati a elaborare strategie nazionali per ridurre la dipendenza dal gas russo e a collaborare con la Commissione per garantire una transizione energetica equa e sostenibile. Il successo di questo piano dipenderà dalla capacità dell'UE di mantenere l'unità politica e di implementare efficacemente le misure previste.

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