La BCE taglia i tassi di 25 punti base: tasso sui depositi al 3,50%
- piscitellidaniel
- 5 giu
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La Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso di ridurre il tasso sui depositi di 25 punti base, portandolo dal 3,75% al 3,50%. Questa mossa, ampiamente anticipata dai mercati, rappresenta un ulteriore passo nella politica di allentamento monetario avviata dall'istituto di Francoforte per sostenere l'economia dell'Eurozona in un contesto di crescita moderata e inflazione in calo.
Decisione e motivazioni
Il Consiglio direttivo della BCE ha giustificato la decisione con una valutazione aggiornata delle prospettive di inflazione, della dinamica dell'inflazione di fondo e dell'intensità della trasmissione della politica monetaria. Secondo la presidente Christine Lagarde, "è ora opportuno compiere un altro passo nella moderazione del grado di restrizione della politica monetaria".
La BCE ha inoltre introdotto modifiche all'assetto operativo per l'attuazione della politica monetaria, fissando il differenziale tra il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali e il tasso sui depositi presso la banca centrale a 15 punti base. Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali scende così al 3,65%, mentre quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale cala al 3,90%.
Prospettive economiche e inflazione
Le proiezioni della BCE indicano un'inflazione complessiva nell'area euro al 2,5% nel 2024, al 2,2% nel 2025 e all'1,9% nel 2026. L'inflazione di fondo, che esclude le componenti più volatili come energia e alimentari, è attesa al 2,9% nel 2024, al 2,3% nel 2025 e al 2% nel 2026. La BCE prevede che l'inflazione torni ad aumentare nell'ultima parte dell'anno, anche perché i precedenti bruschi ribassi dei prezzi dell'energia non incideranno più sui tassi calcolati sui dodici mesi, per poi diminuire fino a raggiungere l'obiettivo nella seconda metà del prossimo anno.
Per quanto riguarda la crescita economica, le stime del PIL dell'Eurozona sono state leggermente riviste al ribasso: 0,8% nel 2024, 1,3% nel 2025 e 1,5% nel 2026. La BCE attribuisce questa revisione principalmente al minore contributo della domanda interna nei prossimi trimestri, in un contesto di condizioni di finanziamento restrittive e attività economica contenuta.
Reazioni dei mercati e delle istituzioni
La decisione della BCE è stata accolta positivamente dai mercati finanziari, con una riduzione dello spread tra BTP e Bund e un apprezzamento delle principali borse europee. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha commentato su X: "Bene la decisione della BCE di tagliare i tassi di interesse. Andiamo avanti con coraggio. E bene lo spread che scende a 120 punti. I mercati approvano la nostra manovra di bilancio".
Implicazioni per famiglie e imprese
Il taglio dei tassi di interesse da parte della BCE ha effetti diretti su famiglie e imprese. Per i mutuatari, in particolare quelli con mutui a tasso variabile, si prevede una riduzione delle rate mensili. Secondo le stime, la riduzione del costo del denaro può tradursi in un risparmio significativo nel lungo periodo. Ad esempio, per un mutuo di 25 anni da 200.000 euro, il risparmio complessivo potrebbe superare i 70.000 euro.
Per le imprese, il calo dei tassi rende più conveniente l'accesso al credito, incentivando investimenti e spese in conto capitale. Tuttavia, la BCE sottolinea che le condizioni di finanziamento rimangono restrittive e l'attività economica resta contenuta, di riflesso alla debolezza dei consumi privati e degli investimenti.
Approccio della BCE e prospettive future
La BCE ha ribadito il suo impegno a mantenere i tassi di riferimento su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario per assicurare il ritorno tempestivo dell'inflazione al suo obiettivo del 2% a medio termine. Il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati, valutando le prospettive di inflazione, la dinamica dell'inflazione di fondo e l'intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi.
Inoltre, la BCE ha confermato la riduzione del portafoglio del Programma di acquisto per l'emergenza pandemica (PEPP) di 7,5 miliardi di euro al mese, in media, e l'intenzione di terminare i reinvestimenti nel quadro di tale programma alla fine del 2024.
La prossima riunione del Consiglio direttivo della BCE sarà un'occasione per valutare l'efficacia delle misure adottate e considerare eventuali ulteriori interventi, in base all'evoluzione dei dati economici e finanziari.

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