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L'Unione Europea adotta nuove misure per facilitare gli aiuti di Stato alle tecnologie pulite

La Commissione Europea ha recentemente annunciato un nuovo pacchetto di misure volto a semplificare le norme sugli aiuti di Stato per le tecnologie pulite, con l'obiettivo di accelerare la transizione energetica e rafforzare la competitività dell'industria europea nel settore delle energie rinnovabili. Queste misure, che rientrano nel più ampio quadro del Clean Industrial Deal, mirano a mobilitare oltre 100 miliardi di euro per sostenere la produzione industriale pulita nell'Unione Europea.


Il nuovo regime di aiuti di Stato prevede una maggiore flessibilità per i Paesi membri nel concedere sussidi a favore delle tecnologie verdi, come l'idrogeno pulito, le batterie, le pompe di calore e le energie rinnovabili. Secondo quanto riportato, il quadro sarà valido fino al 31 dicembre 2030 e consentirà agli Stati membri di basarsi sul loro mix energetico nazionale per determinare le modalità di sostegno. Inoltre, la Commissione garantirà una valutazione tempestiva degli aiuti per il nucleare, in linea con il trattato e nel rispetto della neutralità tecnologica.


Una delle principali novità introdotte riguarda la possibilità per i governi di investire in tecnologie verdi attraverso partecipazioni azionarie, piuttosto che tramite sussidi diretti. La Commissaria europea alla Concorrenza, Teresa Ribera, ha sottolineato che tali investimenti forniscono ritorni finanziari e sono meno legalmente ed economicamente dirompenti rispetto ai sussidi. Ribera ha inoltre evidenziato la necessità di preservare l'equità del mercato, opponendosi a proposte che prevedono l'allentamento delle regole sugli aiuti di Stato per i produttori di pannelli solari, turbine eoliche e batterie.


Il Clean Industrial Deal prevede anche l'istituzione di una Banca per la Decarbonizzazione Industriale, con un finanziamento di 100 miliardi di euro basato sull'attuale Fondo per l'Innovazione e sui ricavi derivanti dal sistema di scambio delle quote di emissione (ETS). Inoltre, il piano propone la revisione delle regole sugli appalti pubblici per favorire i fornitori dell'UE e la creazione di un centro di acquisto congiunto per metalli e minerali critici, fondamentali per le tecnologie pulite e per gli obiettivi di decarbonizzazione del blocco.


Per quanto riguarda il sostegno alle imprese, la Commissione lancerà un piano pilota da 500 milioni di euro con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) per garantire contratti di acquisto di energia rinnovabile a lungo termine, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese. La BEI avvierà anche un pacchetto di almeno 1,5 miliardi di euro a sostegno dei produttori di componenti per le reti elettriche. Il piano raccomanda inoltre agli Stati membri di ridurre le tasse sull'elettricità per alleviare i costi energetici.


Il nuovo quadro normativo mira a bilanciare gli obiettivi climatici dell'UE con la necessità di migliorare la competitività del blocco. Bruxelles agirà per rafforzare i finanziamenti a livello UE, fare leva sugli investimenti privati e migliorare gli aiuti di Stato e altri regimi di sostegno nazionali. La Commissione ha espresso la volontà di continuare a utilizzare in modo rapido ed efficiente strumenti di difesa commerciale, come i dazi anti-dumping o anti-sussidi, quando necessario.


Tuttavia, l'approccio più permissivo verso gli aiuti di Stato ha generato tensioni tra le principali economie dell'UE, come Francia e Germania, e gli Stati membri più piccoli, preoccupati per una possibile guerra dei sussidi e per l'erosione del mercato unico del blocco. La Commissione spera di adottare le nuove regole entro giugno, ma il progetto dovrebbe suscitare un acceso dibattito tra gli Stati membri, soprattutto su come definire i settori "puliti" per evitare che le capitali utilizzino le nuove regole per sostenere le industrie nazionali preferite.


In questo contesto, la Commissaria Ribera ha sottolineato l'importanza di politiche industriali che vadano oltre gli aiuti di Stato, come il rafforzamento del mercato unico e la revisione delle regole sugli appalti pubblici per includere clausole "Buy European". Secondo Ribera, la politica della concorrenza dovrebbe essere utilizzata per modernizzare l'industria, accelerare la transizione energetica e garantire buone condizioni per attrarre la produzione di tecnologie pulite, il tutto in modo responsabile per garantire condizioni di parità nel mercato unico.


Il nuovo pacchetto di misure rappresenta un passo significativo verso la realizzazione degli obiettivi del Green Deal europeo, che mira a rendere l'UE il primo blocco climaticamente neutro entro il 2050. Attraverso investimenti strategici, semplificazione normativa e promozione dell'innovazione, l'Unione Europea intende consolidare la propria leadership nella transizione verso un'economia sostenibile e resiliente.

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