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L’Europa rilancia la chimica: semplificazioni normative e alleanze strategiche per un settore in crisi

La Commissione Europea ha annunciato un ambizioso piano per rilanciare l’industria chimica del continente, settore cruciale per l’economia europea ma attualmente in difficoltà a causa di alti costi energetici, concorrenza internazionale e una regolamentazione complessa. Il piano prevede la creazione di un’Alleanza Chimica Critica, semplificazioni normative e misure per ridurre la dipendenza dalle importazioni di sostanze chimiche essenziali.


Un settore strategico in difficoltà

L’industria chimica europea impiega direttamente circa 1,2 milioni di persone e fornisce materiali fondamentali per numerosi settori, dall’agroalimentare all’automotive, dalla farmaceutica all’edilizia. Tuttavia, negli ultimi anni, il settore ha subito un calo della produzione, con oltre 20 impianti chiusi negli ultimi due anni, in particolare nel comparto dei petrolchimici e dell’ammoniaca. Le cause principali sono l’aumento dei costi energetici e la concorrenza di paesi come Stati Uniti e Cina, dove l’energia e la produzione sono meno costose.


L’Alleanza Chimica Critica

Per affrontare queste sfide, la Commissione Europea ha deciso di istituire entro la fine dell’anno un’Alleanza Chimica Critica, coinvolgendo gli Stati membri e le parti interessate del settore. L’obiettivo è identificare i siti di produzione critici che necessitano di supporto politico e affrontare le dipendenze dalle importazioni e le distorsioni commerciali. Ad esempio, l’UE importa l’80% del suo metanolo, una sostanza chimica fondamentale per molteplici applicazioni industriali. L’Alleanza seguirà un modello simile a quello adottato per le materie prime critiche, con l’intento di garantire la sovranità industriale europea.


Semplificazioni normative e risparmi per le imprese

Parallelamente, la Commissione presenterà un pacchetto di semplificazioni normative, noto come “omnibus”, per ridurre gli oneri amministrativi per le imprese chimiche. Le misure includeranno l’aggiornamento delle regole per l’etichettatura delle sostanze chimiche pericolose e la revisione delle normative su cosmetici e fertilizzanti. Si stima che queste semplificazioni potrebbero generare risparmi annuali fino a 363 milioni di euro per le imprese europee.


Iniziative per rafforzare la competitività

Oltre alle semplificazioni, il piano della Commissione prevede l’inclusione delle sostanze chimiche nei futuri accordi commerciali, l’introduzione di criteri di contenuto europeo negli appalti pubblici e l’espansione degli aiuti di Stato per mitigare i costi energetici. Inoltre, sarà valutata l’adozione di un “Critical Molecules Act” per identificare e sostenere la produzione di molecole essenziali per l’industria europea.


Collaborazione tra Stati membri

L’iniziativa europea ha ricevuto il sostegno di undici paesi, tra cui Italia, Francia, Germania e Spagna, che hanno formato un’Alleanza per il futuro delle industrie energivore. Durante una recente videoconferenza, i ministri dell’Industria di questi paesi hanno sottolineato l’importanza di rafforzare la competitività della chimica europea, con misure che valorizzino anche la biochimica e promuovano investimenti lungo tutta la catena del valore.


Il ruolo della chimica nella transizione ecologica

La chimica è considerata un settore chiave per la transizione ecologica e digitale dell’Europa. Secondo Federchimica, l’associazione italiana dell’industria chimica, è fondamentale riconoscere il ruolo della chimica nelle politiche economiche e ambientali dell’UE. Il presidente di Federchimica ha sottolineato la necessità di trovare un equilibrio tra innovazione e regolamentazione, per evitare che normative troppo stringenti penalizzino la competitività del settore a livello globale.


Con queste iniziative, l’Unione Europea mira a rilanciare un settore strategico, garantendo al contempo la sostenibilità ambientale e la competitività industriale nel contesto globale.

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