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Kiev sotto attacco: offensiva aerea russa senza precedenti devasta la capitale ucraina

La notte tra il 5 e il 6 giugno 2025 ha segnato uno degli episodi più gravi dall’inizio della guerra in Ucraina. Kiev, insieme ad altre città, è stata colpita da un massiccio attacco aereo russo, il più pesante finora registrato. Secondo lo Stato Maggiore ucraino, la Russia ha lanciato in totale 407 droni e 45 missili, bersagliando obiettivi sia militari che civili in numerose regioni del Paese. L’attacco ha provocato almeno quattro morti e 49 feriti, ed è stato percepito come una dimostrazione di forza da parte di Mosca in risposta alle recenti incursioni ucraine sul territorio russo.


L’offensiva ha colpito in particolare la capitale Kiev, dove le esplosioni si sono susseguite per ore. Le autorità ucraine hanno riferito che tre delle quattro vittime erano operatori dei servizi di emergenza rimasti uccisi mentre tentavano di spegnere un incendio causato dai detriti caduti da un drone abbattuto. Nella zona nord-orientale della città, l’impatto di uno dei razzi ha danneggiato un edificio residenziale di dieci piani e un centro sportivo, ferendo diverse persone, tra cui una bambina di 11 anni. Anche alcune stazioni della metropolitana, usate come rifugi antiaerei, sono rimaste chiuse per ore a causa dei blackout generati dall’attacco.


L’offensiva aerea è avvenuta poche ore dopo un nuovo annuncio di Vladimir Putin, che aveva minacciato ritorsioni “su larga scala” in risposta alle operazioni ucraine oltre confine, in particolare all’“Operazione Ragnatela”, con la quale le forze di Kiev erano riuscite a colpire diverse basi aeree russe danneggiando o distruggendo decine di velivoli. Il Cremlino ha definito questi attacchi come “atti di terrorismo”, legittimando così la nuova campagna di bombardamenti. Tuttavia, osservatori internazionali e organizzazioni per i diritti umani hanno evidenziato come molte delle aree colpite fossero infrastrutture civili e residenziali, sollevando preoccupazioni per l’uso sproporzionato della forza da parte della Russia.


Anche altre città sono state duramente colpite. A Ternopil, nell’Ucraina occidentale, è stato centrato un deposito industriale; a Lviv, le autorità locali hanno riportato danni a una sottostazione elettrica che ha causato l’interruzione della fornitura di corrente a diverse migliaia di famiglie. Le forze ucraine hanno dichiarato di aver abbattuto circa la metà dei droni e missili lanciati, grazie anche al supporto dei sistemi di difesa forniti da Stati Uniti e Unione Europea. Ma l’entità dell’attacco ha superato la capacità di intercettazione delle difese, dimostrando le difficoltà persistenti dell’Ucraina nel fronteggiare un’aggressione di tale portata.


Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l’attacco “un atto deliberato di terrorismo contro i civili” e ha rinnovato l’appello alla comunità internazionale affinché aumenti il sostegno militare e diplomatico a Kiev. Nella sua dichiarazione, Zelensky ha chiesto in particolare l’invio urgente di sistemi di difesa aerea e di ulteriori munizioni per garantire la sicurezza delle principali città e delle infrastrutture strategiche del Paese. Ha inoltre sottolineato la necessità di nuove sanzioni contro Mosca, giudicando insufficienti le misure finora adottate.


Mentre sul terreno si intensifica il conflitto, i negoziati diplomatici sembrano in fase di stallo. Il tavolo di mediazione promosso dalla Turchia non ha prodotto risultati concreti e, secondo fonti vicine alle trattative, Mosca avrebbe condizionato un eventuale cessate il fuoco al riconoscimento dell’annessione dei territori occupati, una condizione che Kiev rifiuta categoricamente. Intanto, nelle strade di Kiev, i cittadini cercano di riprendersi dall’ennesima notte di terrore, mentre le sirene antiaeree tornano a suonare con frequenza crescente.

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