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Jack Daniel’s sotto pressione: dazi, calo dei consumi e ristrutturazioni scuotono Brown-Forman

Il celebre marchio di whiskey Jack Daniel’s, simbolo dell’industria americana degli alcolici, si trova al centro di una tempesta economica e commerciale che sta mettendo a dura prova la sua casa madre, Brown-Forman. Nel corso dell’anno fiscale 2025, conclusosi ad aprile, l’azienda ha registrato un calo del fatturato netto del 5%, attestandosi a 3,975 miliardi di dollari, e una diminuzione dell’utile netto del 15%, scendendo a 869 milioni di dollari.


Le difficoltà non si sono limitate ai risultati finanziari. Il 5 giugno 2025, le azioni di Brown-Forman hanno subito un crollo del 17,69%, segnando la peggiore giornata in borsa della sua storia, superando il precedente record negativo del 13,6% registrato nel marzo 2020.


Le cause di questa crisi sono molteplici. Da un lato, l’azienda ha dovuto affrontare un calo della domanda, influenzato dalla crescente popolarità di farmaci per la perdita di peso come Ozempic, che riducono l’appetito e, di conseguenza, il consumo di alcolici. Dall’altro, si è registrata una diminuzione del consumo di alcol tra i giovani, un trend che sta impattando negativamente su tutto il settore delle bevande spiritose.


A complicare ulteriormente la situazione, si sono aggiunti i dazi imposti dall’Unione Europea e dal Canada in risposta alle politiche commerciali degli Stati Uniti. In particolare, l’UE ha annunciato l’applicazione di tariffe del 25% su prodotti americani, tra cui il whiskey, a partire dal 1° aprile 2025 . Nel frattempo, il Canada ha deciso di rimuovere i liquori americani dagli scaffali dei negozi, una misura che il CEO di Brown-Forman, Lawson Whiting, ha definito “peggiore di una tariffa”.


Queste tensioni commerciali hanno avuto un impatto significativo sulle esportazioni di Jack Daniel’s. Le vendite sono diminuite in quasi tutti i mercati, ad eccezione di Brasile e Turchia. In particolare, la famiglia Jack Daniel’s ha registrato un calo del 4% nelle vendite rispetto all’anno precedente.


Di fronte a queste sfide, Brown-Forman ha avviato una serie di misure di ristrutturazione. L’azienda ha annunciato la riduzione del 12% della sua forza lavoro globale e la chiusura della sua cooperage a Louisville, Kentucky, dove venivano prodotti i barili per l’invecchiamento del whiskey. Queste misure dovrebbero generare risparmi annuali compresi tra i 70 e gli 80 milioni di dollari.


Nonostante le difficoltà, Brown-Forman ha mantenuto le sue previsioni di crescita per l’anno fiscale 2025, prevedendo un aumento delle vendite nette tra il 2% e il 4% . Tuttavia, gli analisti rimangono cauti, sottolineando che le prospettive future dell’azienda dipenderanno dalla sua capacità di adattarsi a un mercato in rapida evoluzione e di affrontare le sfide poste dalle tensioni commerciali internazionali.

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