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Israele colpisce obiettivo strategico a Damasco: escalation militare in Siria

Nella notte tra il 1° e il 2 maggio 2025, l'aviazione israeliana ha condotto un attacco aereo nei pressi del palazzo presidenziale di Damasco, capitale della Siria. L'operazione, rivendicata ufficialmente dal governo israeliano, è stata presentata come un'azione di sostegno alla minoranza drusa siriana, coinvolta in violenti scontri con le forze governative.


Contesto dell'attacco

L'attacco si inserisce in un contesto di crescente tensione in Siria, dove la minoranza drusa ha subito pesanti repressioni durante il processo di transizione politica seguito alla caduta del regime di Bashar al-Assad nel dicembre 2024. Secondo fonti israeliane, l'operazione mirava a inviare un "chiaro messaggio" alle nuove autorità siriane, avvertendole di non minacciare la comunità drusa.


Reazioni internazionali

Il raid ha suscitato reazioni contrastanti a livello internazionale. Le Nazioni Unite e gli Stati Uniti hanno esortato tutte le parti coinvolte a esercitare la massima moderazione, mentre l'Iran ha condannato l'attacco, definendolo una violazione della sovranità siriana. Il leader spirituale druso, Hikmat al-Hajrin, ha denunciato una "campagna genocida" contro la sua comunità, chiedendo un intervento immediato delle forze internazionali.


Situazione sul terreno

Gli scontri tra la minoranza drusa e le forze governative siriane hanno causato oltre 100 morti, tra cui 61 combattenti drusi e 30 membri delle forze di sicurezza o di gruppi alleati. Le violenze sono scoppiate a seguito della diffusione di un video falso che incitava tensioni religiose, portando a scontri in diverse località, tra cui Yaramana, Sahnaya e la provincia di Suweida.


Implicazioni geopolitiche

L'intervento israeliano evidenzia la complessità della situazione in Siria e le implicazioni geopolitiche della crisi. Israele ha storicamente sostenuto la minoranza drusa, presente anche nei territori occupati del Golan, e ha intensificato la sua presenza militare nella zona desmilitarizzata vicino al confine siriano. Il nuovo presidente siriano, Ahmed al-Shara, si trova ora a dover gestire una delicata transizione politica, cercando di unire il paese e ottenere il sollevamento delle sanzioni internazionali.


Prospettive future

L'attacco israeliano potrebbe avere ripercussioni significative sulla stabilità della regione e sul processo di transizione in Siria. La comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi, preoccupata per l'escalation delle violenze e per le possibili conseguenze su un'area già martoriata da anni di conflitto.

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