Intelligenza artificiale, le aziende toscane accelerano ma restano distanti dalla media nazionale

L'intelligenza artificiale sta entrando con decisione nelle aziende toscane, ma la regione fatica a colmare il divario con il resto d'Italia. Secondo i dati elaborati dalla Regione su base Istat ed Eurostat, nel 2025 il 14,7% delle imprese con almeno dieci addetti utilizza almeno una tecnologia IA, rispetto al 16,4% nazionale. Un anno prima la quota si fermava al 6,7%. Una crescita rapida, confermata anche dalle stime sulle piccole e medie imprese di Banca Ifis, che però non basta a recuperare terreno.
Le tecnologie vengono impiegate soprattutto per attività accessibili: il 59,3% le usa per estrarre informazioni dai testi, mentre marketing e vendite rappresentano il settore principale di applicazione (40,5%). Questo ritardo appare insolito se si osserva il quadro digitale generale. La Toscana supera infatti la media italiana nell'uso del cloud (76,5% contro 75,6%) e nell'analisi dei dati, dimostrando di possedere una base tecnologica solida ma non ancora pienamente convertita verso i sistemi più avanzati.
A frenare le aziende sono soprattutto la mancanza di personale qualificato, indicata dal 73,3% delle imprese che hanno valutato l'adozione, e i dubbi legali legati alla privacy. Secondo Confartigianato, a fronte di un fabbisogno di oltre 33 mila lavoratori con competenze digitali avanzate, quasi il 58% risulta difficile da reperire. La sfida futura per la Toscana dipenderà proprio dalla capacità di formare figure in grado di integrare l'intelligenza artificiale nei processi produttivi.





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