Intelligenza artificiale e diplomazia fanno salire ancora le borse. Bolla speculativa o l'inizio di una new economy?

Si può pensare ad un ritorno ad un'economia di libero scambio, guidata dallo sviluppo congiunto di motori AI in grado di moltiplicare la produttività umana verso livelli mai visti prima? I mercati pensano di sì.
Le Borse internazionali registrano un andamento positivo, sostenute dalla forte spinta dei titoli legati all'intelligenza artificiale e dall'ottimismo per possibili aperture diplomatiche. A Wall Street, il Nasdaq Composite ha toccato un nuovo massimo storico intraday, beneficiando del rinnovato interesse per il settore tech e per le novità riguardanti gli agenti IA.
Anche i listini asiatici hanno chiuso in cauto rialzo, sebbene frenati in parte dalla chiusura di Tokyo per festività. In Europa l'avvio è stato positivo, con Piazza Affari che si è mossa in territorio misto, frenata soprattutto dalla debolezza del comparto bancario e da alcune vendite su titoli specifici, pur in un contesto generale di moderato slancio per i mercati continentali.
Sul fronte delle materie prime, i prezzi del greggio registrano un calo, con il Brent che scende sotto la soglia dei cento dollari al barile. La discesa è legata alle speranze di una soluzione negoziale per porre fine al conflitto in Medio Oriente e ripristinare i flussi energetici attraverso lo stretto di Hormuz, oltre che alle notizie sulla gestione dei flussi petroliferi da parte dell'Arabia Saudita.
L'attenzione dei trader resta ora concentrata sugli sviluppi politici internazionali. Oltre ai discorsi all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, che offrono spunti per possibili contatti diplomatici sul dossier iraniano, i mercati guardano con grande attesa all'incontro bilaterale tra il presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, in programma a Washington.





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