top of page

Inflazione a gennaio, prezzi sostenuti da alimentari e servizi

  • Immagine del redattore: Luca Baj
    Luca Baj
  • 15 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

L’inflazione apre l’anno con un aumento misurato ma diffuso. Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) registra una variazione dello 0,4% su base mensile e dell’1,0% su base annua, in lieve rallentamento rispetto al mese precedente ma sufficiente a confermare una pressione ancora presente sui prezzi. L’andamento riflette soprattutto la dinamica delle voci più legate alla spesa quotidiana delle famiglie.

A sostenere l’indice sono in primo luogo i beni alimentari. I prezzi degli alimentari non lavorati crescono del 2,5% su base tendenziale, mentre quelli lavorati segnano un +2,2%, indicando una tensione che interessa l’intera filiera del cibo. Accanto agli alimentari si collocano i servizi relativi all’abitazione, che mostrano un incremento del 4,4%, una delle variazioni più elevate tra le componenti dell’indice.

Contribuiscono alla crescita anche i tabacchi, in aumento del 3,3%, e i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, che registrano un +3,0%. Nel complesso, il quadro evidenzia come la spinta inflazionistica non sia concentrata in un solo comparto ma distribuita su più voci di spesa.

L’inflazione di fondo, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si attesta all’1,8%, mentre quella al netto dei soli beni energetici sale all’1,9%. Si tratta di valori che indicano una crescita più contenuta una volta escluse le componenti più volatili, ma comunque superiore a quella registrata nei mesi precedenti.

Resta marcato il divario tra beni e servizi. I prezzi dei beni mostrano una variazione negativa dello 0,2% su base annua, mentre quelli dei servizi crescono del 2,5%. Il differenziale tra i due comparti raggiunge così 2,7 punti percentuali, confermando che la dinamica inflazionistica continua a concentrarsi soprattutto sui servizi.

Particolare attenzione merita il carrello della spesa, che comprende i beni alimentari e quelli per la cura della casa e della persona. A gennaio il suo valore aumenta del 2,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, segnalando un impatto diretto sul costo della vita. La variazione congiunturale dell’indice generale risente soprattutto dell’aumento degli energetici regolamentati (+8,7%), dei servizi per l’abitazione (+1,9%) e degli alimentari, sia non lavorati (+1,2%) sia lavorati (+0,9%).

L’unica riduzione su base mensile riguarda i servizi di trasporto, in calo del 3,7%, mentre aumentano anche gli energetici non regolamentati (+0,8%) e i servizi ricreativi (+0,7%). Nel complesso, questi movimenti spiegano l’aumento mensile dello 0,4% dell’indice generale.

Sul piano prospettico, l’inflazione acquisita per l’anno in corso risulta pari allo 0,4% per l’indice generale e allo 0,5% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) mostra una variazione del -1,0% su base mensile e dell’1,0% su base annua, in linea con la misura nazionale e utile per il confronto europeo.

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page