Industria europea: nuovo impulso tra aiuti di Stato, energia pulita e sovranità spaziale
- piscitellidaniel
- 10 lug
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L'Unione Europea ha recentemente adottato un nuovo quadro normativo per gli aiuti di Stato, denominato Clean Industrial Deal (CISAF), con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo di energia pulita, la decarbonizzazione industriale e le tecnologie pulite. Questo quadro, in vigore fino al 31 dicembre 2030, sostituisce il precedente Quadro Temporaneo di Crisi e Transizione (TCTF) e mira a semplificare le norme sugli aiuti di Stato in cinque aree principali: la diffusione delle energie rinnovabili e dei combustibili a basse emissioni di carbonio; l'agevolazione temporanea del prezzo dell'elettricità per gli utenti ad alta intensità energetica; la decarbonizzazione degli impianti di produzione esistenti; lo sviluppo della capacità produttiva di tecnologie pulite nell'UE; e la riduzione del rischio degli investimenti in energia pulita e progetti infrastrutturali energetici.
Il nuovo quadro prevede anche iter semplificati per le rinnovabili e sostegni alle industrie ad alta intensità che devono far fronte a prezzi elevati dell'elettricità. Inoltre, introduce flessibilità agli investimenti in tutte le tecnologie "neutrali" dal punto di vista climatico, inclusi il nucleare e l'idrogeno a basse emissioni, che sostengono la decarbonizzazione industriale o l'aumento dell'efficienza energetica.
In parallelo, l'Italia ha compiuto passi significativi nel settore della Space Economy. L'approvazione del DDL Spazio alla Camera rappresenta un passo importante verso la creazione di un ecosistema normativo e finanziario capace di sostenere la crescita dell'industria spaziale italiana. Il provvedimento introduce misure concrete per stimolare la crescita della Space Economy, con particolare attenzione alle PMI e alle start-up, attraverso semplificazioni burocratiche, agevolazioni fiscali e iter accelerati per le autorizzazioni.
Tuttavia, la portata delle risorse stanziate, come la dotazione di 35 milioni di euro per il 2025 per sostenere progetti di ricerca e sviluppo, potrebbe non essere adeguata a un mercato sempre più competitivo. Si pone dunque la questione di un possibile incremento delle risorse nel medio-lungo termine per mantenere alta la competitività del settore.
Nel contesto della transizione energetica, l'energia rinnovabile 24/7 emerge come chiave per la competitività dell'industria. In Italia, nonostante la quota di rinnovabili nella produzione elettrica nazionale abbia superato il 41% nel 2024, il prezzo medio dell'elettricità è rimasto stabilmente sopra i 100 euro/MWh. Per l'industria italiana, che ha bisogno di energia continua, stabile e competitiva, è fondamentale integrare efficacemente le rinnovabili in un sistema che ne valorizzi il potenziale, attraverso soluzioni tecnologiche e operative come la diversificazione delle fonti e l'investimento in sistemi di accumulo.
Infine, la Commissione europea ha approvato un regime di aiuti di Stato italiano dalla dotazione stimata di 9,7 miliardi di euro a sostegno della produzione di energia elettrica rinnovabile, per promuovere la transizione energetica. Questi aiuti sosterranno la costruzione di nuovi impianti di eolico onshore, solare fotovoltaico, idroelettrico e gas residuati dei processi di depurazione, con l'obiettivo di immettere un totale di 17,65 GW di capacità di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

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