India, aereo caduto e cancellazioni internazionali: il Boeing 787-8 Dreamliner sotto i riflettori dopo l’incidente
- piscitellidaniel
- 17 giu
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Un nuovo episodio drammatico scuote l’aviazione civile mondiale: un Boeing 787-8 Dreamliner operato dalla compagnia Air India Express è precipitato in fase di atterraggio causando la morte di 18 persone, tra cui i due piloti. L’incidente, avvenuto all’aeroporto di Kozhikode, nello stato del Kerala, ha riacceso i riflettori sulla sicurezza di uno dei modelli più moderni e diffusi prodotti dalla statunitense Boeing. A seguito dell’evento, diverse compagnie aeree asiatiche e internazionali hanno deciso di sospendere in via precauzionale alcuni collegamenti operati proprio con i Dreamliner della stessa serie, mentre le autorità aeronautiche indiane hanno avviato una revisione completa dei protocolli di volo e delle condizioni delle piste negli aeroporti a rischio.
L’incidente è avvenuto in condizioni meteorologiche difficili, con pioggia battente e visibilità ridotta. L’aereo, proveniente da Dubai con 190 persone a bordo, era in fase di atterraggio sulla pista dell’aeroporto Karipur, considerata tra le più impegnative del Paese per la sua configurazione cosiddetta “tabletop”, ovvero costruita su un altopiano con spazi di manovra limitati. Al secondo tentativo di atterraggio, il velivolo è uscito di pista e si è spezzato in due tronconi, causando una scena di devastazione. I soccorritori hanno parlato di uno scenario drammatico, con passeggeri incastrati tra le lamiere, corpi sbalzati e un’operazione di evacuazione complicata dalla pioggia e dall’elevato numero di feriti.
Nonostante il Boeing 787-8 Dreamliner sia uno degli aerei più tecnologicamente avanzati del mercato, con una struttura realizzata in materiali compositi e un sistema elettronico sofisticato, l’episodio ha sollevato interrogativi sull’affidabilità del mezzo in determinate condizioni operative e sulla formazione dei piloti in situazioni di emergenza. Air India Express, filiale low-cost del gruppo Air India, aveva già in passato subito critiche per la gestione delle rotte più complesse e per la pressione esercitata sul personale in termini di orari e turnazioni.
L’aereo coinvolto nell’incidente era stato costruito nel 2008 ed era stato sottoposto a regolare manutenzione secondo i protocolli della compagnia. Tuttavia, l’attenzione si è subito spostata sull’intera flotta di 787-8 Dreamliner in esercizio, in particolare nei Paesi asiatici. La Direzione Generale dell’Aviazione Civile indiana ha disposto un audit straordinario su tutti gli aeroporti considerati ad alto rischio, con particolare attenzione a quelli che, come Kozhikode, presentano piste corte o circondate da terreni scoscesi.
A livello internazionale, la reazione è stata rapida. Alcune compagnie – tra cui Singapore Airlines, Thai Airways e la stessa Air India – hanno deciso di cancellare temporaneamente alcuni collegamenti operati con il 787-8, in attesa di ricevere ulteriori rassicurazioni tecniche e operative. Le cancellazioni hanno interessato voli verso Europa, Stati Uniti e Medio Oriente, con ripercussioni a catena su prenotazioni e piani di viaggio. Anche le autorità statunitensi della Federal Aviation Administration (FAA) e quelle europee dell’EASA hanno chiesto informazioni dettagliate a Boeing, pur non emettendo – almeno per il momento – direttive restrittive sull’intera flotta Dreamliner.
Boeing, dal canto suo, ha espresso il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime e ha annunciato l’invio di una squadra di esperti per supportare le indagini in corso. In una nota, l’azienda ha sottolineato che “la sicurezza dei passeggeri e degli equipaggi resta la massima priorità” e che “sarà fornita piena collaborazione alle autorità indiane per comprendere le cause dell’incidente”. Il costruttore americano, già duramente colpito nei precedenti anni dalle vicende legate ai modelli 737 Max, è consapevole dell’impatto reputazionale di ogni incidente che coinvolge i propri aeromobili, soprattutto in un momento di rilancio commerciale dopo la crisi pandemica.
Il Dreamliner rappresenta uno dei pilastri strategici della flotta Boeing per il lungo raggio. È attualmente utilizzato da decine di compagnie in tutto il mondo per collegamenti intercontinentali, grazie alla sua autonomia, all’efficienza nei consumi e al comfort di bordo. Proprio per questo, un incidente come quello avvenuto in India rischia di compromettere la fiducia in un prodotto simbolo della ripresa dell’aviazione post-Covid. Secondo alcuni esperti, più che il velivolo in sé, sarebbe il contesto operativo – pista difficile, condizioni meteo proibitive, e potenzialmente una gestione subottimale dell’atterraggio – ad aver determinato il tragico esito del volo.
Il governo indiano ha annunciato l’apertura di una commissione tecnica indipendente, con la partecipazione di rappresentanti della DGCA, di Air India, di esperti internazionali e del costruttore Boeing, per chiarire ogni dettaglio. L’inchiesta dovrà accertare se vi siano state anomalie tecniche, errori umani, o una combinazione di entrambi. Nel frattempo, crescono le polemiche sul ruolo delle autorità aeroportuali nel garantire standard di sicurezza adeguati: secondo alcuni sindacati dei piloti, l’aeroporto di Kozhikode aveva già ricevuto avvertimenti nel 2011 e nel 2017 riguardo alla pericolosità della pista in caso di pioggia intensa.
Sui social media e nei mezzi di comunicazione indiani il dibattito è acceso. Alcuni chiedono la messa al bando delle piste tabletop, altri puntano il dito contro la mancanza di investimenti nelle infrastrutture aeroportuali del Paese. La pressione sul governo Modi è alta: da un lato si rivendica la crescita del traffico aereo interno e internazionale, dall’altro si sollecitano interventi urgenti per migliorare la sicurezza e la preparazione delle compagnie a gestire scenari complessi. I familiari delle vittime, intanto, chiedono giustizia e verità, mentre l’India piange l’ennesima tragedia aerea della sua storia recente.

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