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Il Mezzogiorno continua a crescere grazie agli investimenti di Zes e Pnrr, tra infrastrutture, industria e riequilibrio territoriale

La crescita del Mezzogiorno sostenuta dagli investimenti legati alle Zone economiche speciali e al Pnrr conferma una traiettoria che negli ultimi anni ha progressivamente modificato il profilo economico del Sud, rafforzandone il peso all’interno del sistema produttivo nazionale. I dati più recenti indicano una dinamica più vivace rispetto al passato, trainata da un flusso di risorse pubbliche che ha attivato cantieri, attratto investimenti privati e stimolato una riorganizzazione delle filiere industriali. Le Zes, con il loro pacchetto di incentivi fiscali, semplificazioni amministrative e priorità infrastrutturali, hanno svolto un ruolo di catalizzatore, favorendo l’insediamento di nuove attività e l’espansione di quelle esistenti. Parallelamente, il Pnrr ha fornito una cornice finanziaria e strategica che ha permesso di affrontare nodi strutturali rimasti irrisolti per decenni, a partire dalle infrastrutture materiali e immateriali, dalla logistica alla digitalizzazione.


L’impatto combinato di Zes e Pnrr si manifesta in modo particolare nei settori manifatturieri, energetici e logistici, dove il Mezzogiorno sta intercettando una quota crescente di investimenti. I porti e le piattaforme logistiche del Sud assumono un ruolo sempre più rilevante nelle catene del valore, anche grazie alla posizione geografica che consente di intercettare i flussi commerciali tra Europa, Mediterraneo e Africa. Le agevolazioni previste nelle Zes riducono il differenziale di costo rispetto ad altre aree del Paese e rendono più competitivo l’insediamento produttivo, mentre i progetti finanziati dal Pnrr contribuiscono a migliorare l’accessibilità e l’efficienza dei territori. Questo processo favorisce una maggiore integrazione del Mezzogiorno nei circuiti industriali nazionali e internazionali, attenuando alcune delle storiche asimmetrie che hanno limitato la crescita del Sud. La presenza di investimenti pubblici di dimensioni rilevanti genera inoltre un effetto moltiplicatore sull’economia locale, con ricadute sull’occupazione, sulla domanda di servizi e sulla nascita di nuove imprese.


La crescita del Mezzogiorno non è però priva di criticità e pone interrogativi sulla sua sostenibilità nel medio periodo. La capacità di trasformare gli investimenti in sviluppo strutturale dipende dalla qualità della spesa, dalla rapidità di attuazione dei progetti e dalla tenuta amministrativa degli enti coinvolti. In molte aree, il rafforzamento delle competenze tecniche e la semplificazione delle procedure restano condizioni essenziali per evitare rallentamenti e dispersioni di risorse. Allo stesso tempo, la continuità degli investimenti privati rappresenta una variabile decisiva, perché solo un radicamento industriale stabile può consolidare i risultati ottenuti grazie alla spinta pubblica. Il Mezzogiorno si trova quindi in una fase nella quale le opportunità offerte da Zes e Pnrr possono contribuire a ridisegnare il modello di sviluppo, favorendo un riequilibrio territoriale più marcato, a condizione che la crescita venga accompagnata da politiche industriali coerenti, da un rafforzamento del capitale umano e da un miglioramento duraturo delle infrastrutture e dei servizi.

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