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Groenlandia, il tesoro nascosto che fa gola alle potenze mondiali


Negli ultimi anni, la Groenlandia è passata da terra lontana e poco considerata a centro strategico di forti interessi geopolitici ed economici. Oggi, è vista da molti come un nuovo Eldorado per le materie prime fondamentali del futuro: litio, terre rare, rame, cobalto e altre risorse cruciali per la transizione verde e le tecnologie digitali. A richiamare l’attenzione è soprattutto il ruolo strategico dell’isola nel contesto artico e il fatto che queste risorse siano sempre più accessibili, grazie al progressivo scioglimento dei ghiacci.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha riacceso i riflettori sulla possibilità di portare la Groenlandia sotto controllo americano. Ufficialmente per motivi di sicurezza nazionale, ma è evidente che la vera posta in gioco siano le sue ricchezze minerarie. Non è la prima volta che Washington manifesta questo interesse, ma oggi il contesto è cambiato: la corsa globale alle risorse critiche è aperta, e la Groenlandia rappresenta una pedina fondamentale.

Un recente documentario ha riportato alla luce una storia poco conosciuta: per oltre un secolo, aziende danesi hanno estratto ingenti quantità di criolite nella zona di Ivittuut (ex Ivigtût), ricavando – si stima – decine di miliardi di euro, senza che gran parte di questi benefici ricadesse sulla popolazione locale. Ora, quella zona è al centro di nuove esplorazioni da parte di un’azienda australiana, alla ricerca di terre rare.

Secondo il Servizio Geologico degli Stati Uniti, le riserve stimate di terre rare in Groenlandia superano 1,5 milioni di tonnellate. Anche il GEUS, l’ente geologico danese, conferma l’enorme potenziale dell’isola, indicando che molte delle 34 materie prime considerate “critiche” dall’Unione Europea sono presenti in territorio groenlandese.

Tuttavia, la popolazione locale non sta a guardare. Jens-Frederik Nielsen, ex ministro dell’industria e delle risorse minerarie, è stato appena nominato nuovo primo ministro della Groenlandia. E ha subito chiarito la sua posizione: la Groenlandia non è in vendita. Il messaggio è chiaro, soprattutto dopo la recente visita del vicepresidente USA JD Vance, accolto freddamente dalla comunità locale, che ha rifiutato ogni partecipazione a eventi culturali ufficiali.

Nel frattempo, la premier danese Mette Frederiksen si prepara a visitare l’isola per rafforzare i legami con il governo locale, in un momento in cui i rapporti con gli Stati Uniti si fanno sempre più delicati.

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