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Gibilterra senza frontiere: accordo tra UE, Regno Unito e Spagna elimina i controlli e integra il territorio britannico nello spazio Schengen

L’Unione Europea, il Regno Unito e la Spagna hanno raggiunto un accordo storico che ridefinisce lo status di Gibilterra nel contesto post-Brexit, ponendo fine ai controlli di frontiera e aprendo la strada all’integrazione del territorio britannico nello spazio Schengen. Dopo quasi quattro anni di intensi negoziati, l’intesa è stata siglata a Bruxelles l’11 giugno 2025 alla presenza dei rappresentanti della Commissione Europea, del governo britannico e del Ministero degli Esteri spagnolo. L’accordo è considerato un punto di svolta tanto sul piano politico quanto su quello simbolico, perché supera una delle fratture più persistenti tra Londra e Madrid e regola una zona che per decenni è stata motivo di tensione diplomatica e disagio per i cittadini.


L’accordo prevede l’abolizione dei controlli fisici al confine tra la Spagna e Gibilterra. La celebre “verja”, la barriera che separava La Línea de la Concepción dal Peñón, verrà smantellata. In sua sostituzione, i controlli sui viaggiatori verranno trasferiti all’interno dell’aeroporto e del porto di Gibilterra. Le autorità spagnole effettueranno controlli Schengen negli ingressi al territorio, mentre le forze di frontiera gibraltaregne manterranno le competenze sul resto del territorio. Il compromesso raggiunto permette a Gibilterra di aderire pienamente allo spazio di libera circolazione europeo, pur restando formalmente sotto sovranità britannica.


Uno dei principali effetti dell’accordo sarà la facilitazione della mobilità per oltre 15.000 lavoratori transfrontalieri, molti dei quali cittadini spagnoli che ogni giorno si recano nel territorio britannico per lavorare. La soppressione dei controlli consentirà un accesso più rapido, migliorando la qualità della vita dei pendolari e riducendo le tensioni sociali che da anni si registrano a causa delle lunghe attese alla frontiera. Inoltre, si prevede un incremento del turismo e del commercio, con ricadute economiche positive per entrambe le sponde del confine.


Il governo spagnolo ha annunciato che Gibilterra sarà gradualmente integrata in una futura unione doganale con l’Unione Europea. L’accordo prevede l’armonizzazione normativa in materia fiscale e commerciale, compreso un progressivo avvicinamento della tassazione sul tabacco alle aliquote spagnole, una misura pensata per ridurre l’evasione fiscale e la concorrenza sleale che per anni ha danneggiato gli operatori commerciali di confine. Sul piano ambientale, le parti hanno convenuto di sviluppare una strategia comune per la tutela dell’ecosistema del Campo di Gibilterra, che ospita habitat sensibili e risorse marine condivise.


Per quanto riguarda la sicurezza, l’accordo prevede una cooperazione rafforzata tra le autorità di polizia e giudiziarie dei tre soggetti firmatari. Saranno creati canali di comunicazione diretti tra gli organismi di controllo delle frontiere, le autorità doganali e i magistrati. Particolare attenzione sarà dedicata al contrasto dei traffici illeciti, alla lotta al riciclaggio e al crimine organizzato. Gibilterra si impegna ad applicare standard equivalenti a quelli europei in materia di antiriciclaggio e trasparenza fiscale, rafforzando così la propria credibilità come giurisdizione cooperativa.


Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha definito l’intesa “un momento storico” e ha affermato che “con questo accordo cade l’ultimo muro dell’Europa continentale”. Il suo omologo britannico, David Lammy, ha sottolineato che si tratta di “una soluzione pragmatica e vantaggiosa per tutte le parti, che garantisce prosperità, sicurezza e stabilità per i cittadini di Gibilterra e delle regioni limitrofe”. Il primo ministro di Gibilterra, Fabian Picardo, ha accolto con entusiasmo l’accordo, dichiarando che “per la prima volta nella nostra storia entriamo pienamente nello spazio europeo senza rinunciare alla nostra identità britannica”.


L’accordo, che dovrà ora essere ratificato dai parlamenti del Regno Unito e della Spagna e ricevere l’approvazione finale del Parlamento Europeo, entrerà in vigore nei primi mesi del 2026. Nell’attesa, sono già stati avviati lavori tecnici per smantellare le infrastrutture di frontiera e predisporre i nuovi punti di controllo nei porti e negli aeroporti. Un comitato trilaterale permanente verrà istituito per monitorare l’applicazione dell’accordo e affrontare eventuali controversie.


Dal punto di vista simbolico, la rimozione della verja e l’apertura totale della frontiera segnano la fine di un’epoca. La barriera era stata eretta negli anni Cinquanta dal regime franchista come misura di isolamento contro quello che Madrid considerava un avamposto coloniale britannico. Dopo decenni di chiusura e tensioni, la sua rimozione rappresenta il superamento di un conflitto storico e il riconoscimento, da parte di tutti gli attori coinvolti, della necessità di una cooperazione fondata sulla fiducia reciproca.


L’intesa si inserisce anche nel più ampio contesto delle relazioni post-Brexit tra Regno Unito e Unione Europea. Mentre su molti altri dossier, dalla pesca alla circolazione dei servizi, permangono tensioni irrisolte, l’accordo su Gibilterra rappresenta un raro esempio di compromesso funzionale e vantaggioso per tutte le parti. Secondo diversi analisti, potrebbe diventare un modello per gestire le relazioni con altri territori a status speciale, come l’Irlanda del Nord, le isole del Canale o i territori d’oltremare francesi.


L’accordo offre anche un’utile cornice di riferimento per affrontare le questioni legate alla doppia identità dei cittadini di Gibilterra, che da un lato si identificano pienamente con il Regno Unito, dall’altro beneficiano dei rapporti di prossimità e delle relazioni quotidiane con la Spagna. Il nuovo status consente loro di vivere in un contesto normativo stabile, con diritti pienamente riconosciuti nell’ambito della libera circolazione, senza essere costretti a rinunciare alla loro appartenenza nazionale.


Le prossime settimane saranno decisive per la trasformazione concreta dell’accordo in provvedimenti operativi. Gli osservatori internazionali seguiranno con attenzione l’evolversi dei lavori, consapevoli del fatto che un’intesa così delicata e articolata richiederà un impegno costante da parte di tutti i firmatari per evitare frizioni e garantire l’effettività dei principi fissati nel testo negoziale. La sfida sarà quella di trasformare questo compromesso storico in una realtà quotidiana capace di migliorare la vita delle comunità coinvolte.

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