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Gaza, la Gaza Humanitarian Foundation sospende le distribuzioni di aiuti dopo le stragi di Rafah: 102 morti in otto giorni

La Gaza Humanitarian Foundation (GHF), organizzazione sostenuta da Stati Uniti e Israele, ha annunciato la sospensione delle attività nei suoi centri di distribuzione a Gaza, a seguito di una serie di episodi violenti che hanno provocato la morte di almeno 102 civili palestinesi in otto giorni. L'ultimo tragico evento si è verificato il 3 giugno 2025, quando 27 persone sono state uccise nei pressi del centro di distribuzione di Rafah, secondo quanto riportato dal Ministero della Salute di Gaza. Le forze israeliane hanno dichiarato di aver sparato colpi di avvertimento verso individui che si erano allontanati dalle rotte designate, ma testimoni oculari e organizzazioni umanitarie hanno denunciato l'uso eccessivo della forza contro civili disarmati. 


Il modello GHF: sicurezza privata e distribuzione centralizzata

La GHF è stata fondata nel febbraio 2025 nel Delaware, con l'obiettivo dichiarato di fornire aiuti umanitari alla popolazione di Gaza durante la crisi in corso. A differenza delle tradizionali agenzie umanitarie, la GHF ha adottato un modello di distribuzione centralizzato, con pochi centri di distribuzione protetti da contractor privati statunitensi e supervisionati a distanza dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Questo approccio è stato fortemente criticato dalle Nazioni Unite e da altre organizzazioni umanitarie, che lo hanno definito una "militarizzazione degli aiuti" e una violazione dei principi di neutralità e imparzialità. 


Dimissioni e controversie

Il 25 maggio 2025, Jake Wood, ex direttore esecutivo della GHF, ha rassegnato le dimissioni, affermando che non era possibile portare avanti il piano della fondazione rispettando i principi umanitari fondamentali. Wood ha anche invitato Israele a consentire l'ingresso di maggiori quantità di aiuti a Gaza e ha chiesto ad Hamas di rilasciare gli ostaggi. La leadership della GHF è stata successivamente assunta da Johnnie Moore Jr., figura vicina all'amministrazione Trump, suscitando ulteriori preoccupazioni sulla politicizzazione degli aiuti. 


Critiche internazionali e accuse di strumentalizzazione

L'Unione Europea e le Nazioni Unite hanno espresso forti critiche nei confronti della GHF, accusandola di strumentalizzare gli aiuti umanitari a fini politici e militari. Il capo della politica estera dell'UE, Kaja Kallas, ha dichiarato che "gli aiuti umanitari non possono essere utilizzati come armi", mentre il responsabile degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite, Tom Fletcher, ha definito la GHF una "foglia di fico per coprire ulteriore violenza e sfollamento". 


Situazione umanitaria critica

La sospensione delle attività della GHF aggrava ulteriormente la già drammatica situazione umanitaria a Gaza, dove oltre 2 milioni di persone affrontano una grave carenza di cibo, acqua e assistenza medica. Le restrizioni imposte da Israele all'ingresso degli aiuti e la distruzione delle infrastrutture hanno portato la popolazione sull'orlo della carestia. Le Nazioni Unite e altre organizzazioni umanitarie continuano a chiedere un accesso umanitario senza restrizioni e un cessate il fuoco immediato per alleviare le sofferenze della popolazione civile. 

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