Gaza, cinque soldati israeliani uccisi in un attacco a Beit Hanoun: escalation di violenze e pressioni internazionali per un cessate il fuoco
- piscitellidaniel
- 8 lug
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Il conflitto tra Israele e Hamas ha registrato un nuovo picco di violenza il 7 luglio 2025, quando cinque soldati israeliani sono stati uccisi in un attacco nel nord della Striscia di Gaza, precisamente nell'area di Beit Hanoun. Secondo fonti militari israeliane, l'attacco è stato perpetrato utilizzando ordigni esplosivi e armi da fuoco, colpendo le truppe durante un'operazione sul campo. Altri 14 soldati sono rimasti feriti, di cui due in condizioni gravi. Questo evento porta a 888 il numero totale di militari israeliani deceduti dall'inizio del conflitto, scoppiato il 7 ottobre 2023.
L'attacco a Beit Hanoun rappresenta uno dei più letali per le forze israeliane negli ultimi mesi. Secondo un funzionario della sicurezza israeliana, gli ordigni esplosivi sono stati attivati contro i soldati durante un'operazione in una zona dove le forze israeliane hanno frequentemente affrontato miliziani riorganizzati. Durante l'evacuazione dei feriti, i militanti hanno aperto il fuoco contro le forze israeliane. Il portavoce dell'ala militare di Hamas, Abu Obeida, ha descritto l'attacco come un "ulteriore colpo" contro un esercito che ha definito "debole".
In risposta all'attacco, l'esercito israeliano ha intensificato i bombardamenti sulla Striscia di Gaza. Secondo fonti ospedaliere palestinesi, almeno 51 persone sono state uccise, tra cui donne e bambini. A Khan Younis, nel sud della Striscia, un attacco ha colpito tende che ospitavano sfollati, causando la morte di quattro persone. Un altro attacco nella stessa città ha ucciso una famiglia composta da madre, padre e due figli. In totale, 41 persone sono morte a Khan Younis, mentre altri 10 decessi sono stati registrati nel centro di Gaza.
La situazione umanitaria a Gaza continua a deteriorarsi. Il sistema sanitario è al collasso, con la chiusura della clinica medica Al-Zaytoun a Gaza City a causa dei bombardamenti nelle vicinanze. Questa chiusura costringe migliaia di civili a percorrere lunghe distanze per ricevere cure mediche o vaccinazioni per i bambini.
Sul fronte diplomatico, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Washington per discutere un possibile cessate il fuoco. Sebbene non sia stato annunciato un accordo definitivo, fonti israeliane riferiscono che l'80-90% dei dettagli è stato concordato e che un'intesa finale potrebbe essere raggiunta nei prossimi giorni. Il piano proposto prevede una pausa di 60 giorni nei combattimenti, l'invio di aiuti umanitari a Gaza e il rilascio di alcuni dei 50 ostaggi israeliani ancora detenuti. Tuttavia, permangono divergenze significative: Hamas chiede la fine della guerra e il ritiro completo di Israele da Gaza, mentre Netanyahu insiste sulla resa e disarmo di Hamas.
Dall'inizio del conflitto, il 7 ottobre 2023, oltre 57.000 palestinesi sono stati uccisi, secondo il Ministero della Salute di Gaza, con più della metà delle vittime rappresentata da donne e bambini. Le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali considerano queste cifre come le più affidabili disponibili.
La comunità internazionale continua a monitorare con preoccupazione l'evolversi della situazione, mentre le pressioni per un cessate il fuoco aumentano. La complessità del conflitto e le profonde divergenze tra le parti coinvolte rendono difficile una soluzione immediata, ma gli sforzi diplomatici proseguono nella speranza di porre fine alle ostilità e alleviare la crisi umanitaria in corso.

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