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Gaza: caos nella distribuzione degli aiuti e nuove vittime durante l’Eid al-Adha

Sospensione della distribuzione degli aiuti per sovraffollamento

Il 6 giugno 2025, la Gaza Humanitarian Foundation (GHF), organizzazione sostenuta da Stati Uniti e Israele, ha annunciato la sospensione temporanea delle operazioni di distribuzione degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza a causa del sovraffollamento e delle condizioni di sicurezza precarie. La decisione è stata presa dopo che migliaia di palestinesi si sono radunati presso i centri di distribuzione, rendendo impossibile garantire un ambiente sicuro per la consegna degli aiuti. La GHF ha dichiarato che la distribuzione è stata interrotta per prevenire incidenti e garantire la sicurezza sia dei beneficiari che del personale coinvolto. 


Vittime civili durante i raid israeliani

Nella stessa giornata, almeno 16 palestinesi sono stati uccisi in seguito a raid aerei israeliani, principalmente nel nord della Striscia di Gaza. Contemporaneamente, quattro soldati israeliani hanno perso la vita e altri cinque sono rimasti feriti a causa di un'esplosione in un edificio a Khan Younis, nel sud di Gaza. Questi eventi si inseriscono in un contesto di violenze continue che hanno caratterizzato la regione durante le festività dell’Eid al-Adha, con preghiere svolte all'aperto vicino a moschee distrutte e abitazioni danneggiate.


Critiche al modello di distribuzione degli aiuti

La GHF, responsabile della distribuzione degli aiuti, è stata oggetto di critiche da parte di organizzazioni umanitarie internazionali e delle Nazioni Unite. Queste critiche riguardano la mancanza di neutralità e l'eccessiva militarizzazione del processo di distribuzione, che si discosta dai principi umanitari fondamentali. La GHF ha distribuito oltre 8.000 pacchi alimentari dal 26 maggio, ma la gestione dei centri di distribuzione è stata segnata da disorganizzazione e tensioni, con episodi di violenza e scontri tra la folla e le forze di sicurezza. 


Situazione umanitaria critica e rischio carestia

La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è estremamente critica. Le Nazioni Unite hanno avvertito che la maggior parte dei 2,3 milioni di abitanti è a rischio di carestia, con un aumento significativo della malnutrizione acuta tra i bambini. La crisi è aggravata da un blocco israeliano durato 11 settimane, che ha limitato l'ingresso di aiuti umanitari nella regione. Nonostante la ripresa delle operazioni della GHF, la distribuzione degli aiuti rimane insufficiente rispetto alle esigenze della popolazione.


Reazioni internazionali e richieste di indagini

Gli episodi di violenza e le difficoltà nella distribuzione degli aiuti hanno suscitato reazioni a livello internazionale. Le Nazioni Unite hanno chiesto un'indagine indipendente sugli incidenti avvenuti nei pressi dei centri di distribuzione, sottolineando che tali attacchi potrebbero costituire crimini di guerra. Organizzazioni come Medici Senza Frontiere hanno denunciato l'uso della fame come arma di guerra e la pericolosità del modello di distribuzione adottato dalla GHF.

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