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Fusione da 8,4 miliardi tra Paramount e Skydance: nasce un nuovo colosso dell’intrattenimento con l’addio della famiglia Redstone

Negli Stati Uniti è stata autorizzata la fusione tra Paramount Global e Skydance Media, per un valore complessivo di 8,4 miliardi di dollari. L’operazione segna un cambiamento epocale per la storica major di Hollywood, ponendo fine all’era del controllo da parte della famiglia Redstone e aprendo una nuova fase guidata dal produttore David Ellison. L’intesa, attesa da mesi e già approvata dal board di Paramount, è stata formalmente sbloccata dalle autorità di regolazione, rendendo operativa la creazione di un nuovo gruppo multimediale denominato Paramount Skydance.


David Ellison, fondatore e CEO di Skydance Media e figlio del miliardario Larry Ellison (cofondatore di Oracle), diventerà presidente e amministratore delegato della nuova entità, mentre l’attuale CEO ad interim di Paramount, Brian Robbins, manterrà un ruolo di vertice operativo. Skydance, che già da anni collabora con Paramount su franchise di successo come "Mission: Impossible", "Top Gun" e "Jack Reacher", acquisisce ora il controllo diretto su un catalogo tra i più vasti al mondo, comprendente anche i marchi CBS, MTV, Nickelodeon, Comedy Central, Showtime e il servizio di streaming Paramount+.


Shari Redstone, presidente di National Amusements e figura simbolo del gruppo negli ultimi anni, riceverà 1,75 miliardi di dollari in cambio della cessione della quota di controllo e uscirà definitivamente dal consiglio di amministrazione. Con la sua uscita si chiude un’epoca che ha visto il gruppo passare attraverso profonde trasformazioni: dalla fusione tra Viacom e CBS al rilancio dello streaming, fino ai tentativi – poi abbandonati – di difendere un modello di governance familiare in un mercato dominato da logiche finanziarie e tecnologiche globali.


La nuova Paramount Skydance si presenta sul mercato come una realtà integrata capace di operare simultaneamente nei settori della produzione cinematografica, televisiva e dello streaming, con una forte attenzione allo sviluppo di contenuti originali ad alto budget e all’espansione internazionale. Il gruppo eredita anche una posizione rilevante nel broadcasting tradizionale, grazie alle 28 stazioni locali di CBS sparse negli Stati Uniti, e punta a valorizzare sinergie tra cinema, tv generalista e piattaforme digitali, in un contesto competitivo in cui i player come Netflix, Disney, Warner Bros. Discovery e Amazon Prime Video continuano ad assorbire porzioni crescenti di mercato.


Uno degli aspetti più rilevanti della fusione riguarda la struttura finanziaria dell’operazione. Skydance, sostenuta dal fondo RedBird Capital e dall’appoggio economico della famiglia Ellison, investirà circa 2,4 miliardi di dollari per acquistare National Amusements, la holding che deteneva la maggioranza dei diritti di voto su Paramount Global. Ulteriori 4,5 miliardi saranno destinati al rifinanziamento del debito del gruppo e al rilancio industriale. Infine, 1,5 miliardi serviranno per l’acquisto di azioni Paramount sul mercato, con l’obiettivo di consolidare il nuovo assetto societario.


L’approvazione della fusione è stata resa possibile anche grazie alla struttura dell’operazione in due fasi: la prima, con l’acquisizione di National Amusements da parte di Skydance, ha consentito il superamento del controllo famigliare; la seconda, la fusione vera e propria tra Skydance e Paramount, ha ricevuto il via libera dalle autorità competenti, tra cui la FCC (Federal Communications Commission) e il Dipartimento di Giustizia. L’accordo prevede che Paramount rimanga una società quotata in borsa, ma con un nuovo modello di governance e un consiglio di amministrazione ristrutturato.


David Ellison ha dichiarato che la missione della nuova Paramount sarà quella di “unire la tradizione di uno dei più grandi marchi dell’intrattenimento con la cultura dell’innovazione che ha contraddistinto Skydance”, sottolineando l’intenzione di investire su creatività, tecnologia e distribuzione globale. L’obiettivo dichiarato è rilanciare il marchio Paramount nel panorama mondiale, con una strategia orientata ai franchise, alle saghe cinematografiche e alle produzioni seriali di alta qualità.


L’operazione arriva in un momento delicato per il settore dei media e dell’intrattenimento. Paramount ha sofferto negli ultimi anni per l’aumento del debito, la concorrenza serrata nel mercato dello streaming e i cali degli ascolti nella televisione tradizionale. La sua piattaforma Paramount+ ha avuto una crescita più lenta rispetto ai principali competitor, e il gruppo ha faticato a mantenere un margine operativo sostenibile. Proprio per questo motivo, la fusione con Skydance viene letta come un tentativo di riportare equilibrio tra creatività e sostenibilità economica, puntando su un management snello, orientato al mercato e capace di attrarre nuovi capitali.


Dal punto di vista industriale, la nuova entità disporrà di una delle più ampie librerie cinematografiche e televisive del mondo, comprendente oltre 4.000 film e 140.000 episodi televisivi, oltre a diritti su marchi storici come Star Trek, Indiana Jones (in co-produzione), SpongeBob, South Park e Yellowstone. Questo patrimonio di contenuti sarà fondamentale per rafforzare l’offerta streaming e attrarre accordi di licenza internazionali.


La fusione solleva tuttavia anche interrogativi su pluralismo, indipendenza editoriale e concentrazione del potere nei media. Diversi osservatori hanno sottolineato il rischio che la nuova Paramount possa subire pressioni da parte di investitori finanziari orientati al breve termine o che possa diventare troppo dipendente da logiche di franchising e “contenuti evento”, a scapito di produzioni sperimentali, cinema d’autore o programmi di informazione. Inoltre, la trasformazione di Paramount da azienda storicamente legata a una famiglia a una struttura controllata da fondi e capitale privato segna un cambiamento culturale profondo nel panorama mediatico statunitense.


L’operazione rappresenta anche un banco di prova per il modello di consolidamento nel settore dell’intrattenimento, dove molte realtà medie stanno cercando salvataggi, fusioni o alleanze per reggere la competizione globale. Dopo la fusione Warner-Discovery, l’acquisizione di MGM da parte di Amazon e la crescita verticale di Disney, anche Paramount cerca ora di costruire una nuova identità, fondata sull’equilibrio tra innovazione e tradizione. L’era Redstone si chiude, ma l’eredità della storica casa cinematografica resta al centro della nuova sfida targata Skydance.

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