Francia, Bayrou sempre più isolato mentre Macron guarda ai socialisti per salvare il governo
- piscitellidaniel
- 2 set
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La situazione politica francese attraversa una fase di estrema delicatezza. François Bayrou, presidente del MoDem e figura chiave dell’attuale esecutivo, appare sempre più isolato all’interno della compagine governativa. Il primo ministro, dopo settimane di tensioni, vede ridursi progressivamente i margini di manovra, mentre Emmanuel Macron si muove con crescente decisione verso un dialogo con i socialisti, nella speranza di assicurare al governo quella stabilità parlamentare che oggi sembra mancare.
La crisi si è resa evidente negli ultimi giorni, quando alcune riforme cruciali hanno incontrato ostacoli insormontabili in Assemblea nazionale. Bayrou, chiamato a garantire equilibrio e coesione, non è riuscito a ricompattare le forze centriste e moderate che lo sostengono, alimentando la percezione di una leadership indebolita. Al tempo stesso, il presidente della Repubblica ha intensificato i contatti con l’area socialista, individuata come interlocutore privilegiato per costruire un’inedita alleanza capace di neutralizzare le spinte dell’opposizione di destra e dell’estrema sinistra.
Il cuore del problema resta la fragilità parlamentare. Dopo le ultime elezioni, la maggioranza macroniana non dispone dei numeri sufficienti per governare con tranquillità. Ogni legge deve essere frutto di compromessi e di lunghe trattative, con il rischio costante che un blocco trasversale faccia naufragare i provvedimenti. In questo contesto Bayrou, pur avendo un ruolo centrale, non è riuscito a creare un ponte solido verso altre forze, mentre Macron guarda con pragmatismo ai socialisti, considerati l’elemento più disponibile a un accordo istituzionale.
La situazione riflette un cambiamento significativo nella dinamica politica francese. Per anni Macron ha cercato di costruire un centro forte e autosufficiente, capace di governare senza il sostegno dei partiti tradizionali. Ora, di fronte alle difficoltà, emerge la necessità di riallacciare rapporti con la sinistra moderata, pur sapendo che ciò comporta concessioni programmatiche in tema di welfare, diritti sociali e politiche fiscali. I socialisti, consapevoli della loro posizione strategica, pongono condizioni precise: più investimenti pubblici, maggiore attenzione alla sanità e all’istruzione, politiche redistributive in grado di bilanciare le misure di rigore che hanno segnato l’ultima stagione.
Per Bayrou, questo scenario si traduce in un isolamento crescente. La sua figura, già segnata da anni di carriera politica con alterne fortune, appare oggi priva della forza necessaria a condizionare le scelte del presidente. La sua capacità di mediazione è stata messa in discussione sia dagli alleati interni sia dall’opinione pubblica, che percepisce un governo in difficoltà. Nonostante tentativi di rilancio, come le dichiarazioni in favore di una riforma istituzionale più inclusiva, il leader centrista rischia di essere ricordato come un primo ministro di transizione, incapace di imprimere una direzione chiara.
Macron, dal canto suo, sembra intenzionato a usare ogni strumento politico per evitare il ricorso a elezioni anticipate, che in questa fase potrebbero consegnare un vantaggio notevole alle opposizioni. La ricerca di un accordo con i socialisti ha quindi un obiettivo preciso: ricostruire una base parlamentare solida e garantire al governo la possibilità di approvare le riforme necessarie senza il continuo ricorso a forzature procedurali. La manovra economica, le politiche energetiche e il ruolo della Francia nella costruzione europea richiedono stabilità, pena la perdita di credibilità sul piano internazionale.
Il malcontento sociale complica ulteriormente la situazione. Le proteste contro il caro vita, l’inflazione ancora percepita e la gestione della transizione ecologica hanno messo sotto pressione l’esecutivo. Molti cittadini vedono nell’attuale governo un’entità distante, troppo preoccupata di equilibri parlamentari e troppo poco attenta alle difficoltà quotidiane. L’avvicinamento ai socialisti potrebbe essere letto come un segnale di maggiore sensibilità verso le istanze popolari, ma rischia anche di alienare il sostegno delle componenti più liberali e imprenditoriali della maggioranza.
Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se la scelta di Macron di aprire ai socialisti produrrà i risultati sperati o se l’isolamento di Bayrou porterà a una crisi di governo più profonda. Ciò che è certo è che la politica francese sta attraversando un passaggio delicato, nel quale la sopravvivenza dell’attuale esecutivo dipenderà dalla capacità di costruire alleanze nuove e credibili.

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