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Farmaceutico, nanotecnologie e neuroscienze: il Lazio punta al primato nazionale nell’innovazione

La Regione Lazio si prepara a un nuovo salto di qualità nel campo dell’innovazione scientifica e industriale, puntando a consolidare il proprio ruolo di polo d’eccellenza nei settori strategici del farmaceutico, delle nanotecnologie e delle neuroscienze. Con una nuova strategia regionale di investimento e coordinamento tra pubblico e privato, il Lazio intende attrarre nuove aziende, valorizzare la ricerca applicata e rafforzare l’ecosistema tecnologico già presente nel territorio, in particolare nelle aree metropolitane di Roma e nei poli industriali di Latina e Frosinone.


L’iniziativa, promossa dalla Giunta regionale e sostenuta anche da fondi europei, prevede un piano organico di sviluppo e infrastrutturazione che punta a tre obiettivi principali: sostenere la ricerca applicata e la collaborazione tra università, centri di ricerca e imprese; accelerare il trasferimento tecnologico e l’industrializzazione dei risultati scientifici; attrarre capitali, startup e investitori stranieri in comparti ad alta intensità di conoscenza.


Nel comparto farmaceutico, il Lazio parte da una posizione di forza. Secondo i dati di Farmindustria, la regione ospita oltre il 25% della produzione farmaceutica nazionale, con stabilimenti produttivi di aziende leader come Sanofi, Pfizer, Catalent, Ibsa, Menarini e Angelini. Solo nel territorio pontino si concentra un’area industriale tra le più avanzate d’Europa, dove convivono grandi multinazionali e piccole aziende hi-tech specializzate in produzione conto terzi, biotecnologie e farmaci biologici. La strategia regionale punta a rafforzare questo tessuto con incentivi alla reindustrializzazione green, alla digitalizzazione dei processi e alla sostenibilità ambientale delle filiere.


Un asse centrale del progetto riguarda lo sviluppo delle nanotecnologie applicate alla salute e all’industria farmaceutica. Il Lazio ospita già centri di eccellenza come il CNIS (Centro per le Nanotecnologie applicate alla Ingegneria e alla Salute) dell’Università Sapienza, che lavora su dispositivi miniaturizzati per il rilascio mirato dei farmaci, sensori intelligenti e biomateriali per la medicina rigenerativa. La Regione intende moltiplicare i laboratori di ricerca in collaborazione con il CNR, le università e le aziende, con un occhio di riguardo per i progetti in grado di accedere ai finanziamenti del nuovo programma europeo Horizon Europe.


Nel campo delle neuroscienze, il Lazio vanta una delle comunità scientifiche più dinamiche a livello europeo. L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), il Policlinico Gemelli, l’Università di Roma Tor Vergata e il Campus Bio-Medico collaborano già su progetti congiunti che spaziano dallo studio delle malattie neurodegenerative all’intelligenza artificiale applicata alla diagnosi precoce. La Regione punta ora a integrare queste esperienze con un hub unico per le neuroscienze, che favorisca lo scambio interdisciplinare e la creazione di spin-off ad alto contenuto innovativo. Saranno finanziati progetti pilota per piattaforme digitali di monitoraggio cognitivo, dispositivi di neurostimolazione e nuove terapie digitali basate su algoritmi predittivi.


Per rendere operativo questo ecosistema, il piano della Regione Lazio prevede la creazione di una nuova Agenzia per l’Innovazione, con il compito di coordinare le politiche regionali in materia di scienza e tecnologia, razionalizzare le risorse e favorire il dialogo tra enti pubblici e imprese. Sarà inoltre istituito un Fondo di Innovazione Regionale da 150 milioni di euro, destinato a sostenere startup deep tech, brevetti universitari, progetti di proof of concept e l’inserimento dei giovani ricercatori nel tessuto produttivo.


Il programma include anche una componente formativa, con l’istituzione di nuovi percorsi ITS (Istituti Tecnici Superiori) specializzati in tecnologie farmaceutiche, biotecnologie e sistemi di intelligenza artificiale applicati alla sanità. L’obiettivo è ridurre il mismatch tra domanda di lavoro qualificato e offerta formativa, formando nuove figure professionali in grado di operare nei laboratori di R&S e nelle linee produttive 4.0 delle industrie del settore.


Parallelamente, la Regione intende rilanciare l’immagine internazionale del Lazio come “Science Valley” del Mediterraneo, attraverso missioni istituzionali, accordi con cluster europei e partecipazione a fiere di settore come Bio Europe, Medica e Smart Health. Sono già in corso contatti con grandi fondi di investimento e venture capital statunitensi interessati a progetti di frontiera nella medicina di precisione e nella neurotecnologia.


Secondo il presidente della Regione Lazio, l’ambizione è trasformare il Lazio in un hub competitivo globale nel campo delle scienze della vita, capace di generare occupazione qualificata, attrarre cervelli e valorizzare l’ingente patrimonio scientifico del territorio. Le stime iniziali parlano di oltre 15.000 nuovi posti di lavoro nei prossimi cinque anni, tra laboratori, industria e servizi avanzati.


Il progetto si inserisce nel più ampio contesto di rilancio industriale del centro Italia, in una fase in cui l’economia regionale cerca di spostarsi da settori tradizionali a filiere tecnologicamente avanzate e resilienti. La sfida è ora quella di integrare visione politica, strumenti normativi e capacità progettuale, affinché le promesse dell’innovazione si traducano in crescita reale e duratura per il territorio e per le sue comunità.

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