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Deutsche Börse e Nasdaq nel mirino dell’Antitrust Ue: inchiesta sulla concorrenza nel mercato dei derivati

La European Commission ha avviato una formale indagine antitrust che coinvolge Deutsch Börse e Nasdaq, per verificare se i due giganti delle infrastrutture di mercato abbiano violato le norme comunitarie in materia di concorrenza, in particolare nei segmenti della quotazione, dell’intermediazione e della negoziazione di derivati finanziari nell’ambito dello Spazio Economico Europeo. L’indagine è stata resa nota dopo accertamenti preliminari che includevano ispezioni a sorpresa presso le sedi delle due realtà nel settembre dello scorso anno, e segnala che Bruxelles intende approfondire il sospetto che vi siano state pratiche coordinate volte a limitare la competitività, come la suddivisione della domanda, la fissazione dei prezzi o lo scambio di informazioni commerciali sensibili. Le ipotesi al centro dell’istruttoria includono accordi che avrebbero impedito alle due società di competere pienamente fra loro, in modo da preservare o consolidare posizioni dominanti nei mercati dei contratti derivati – strumenti il cui valore dipende da un altro bene sottostante e che sono ampiamente utilizzati da investitori, banche e imprese per coprire i rischi o speculare.


L’avvio dell’inchiesta da parte dell’Antitrust europea assume rilievo per diversi motivi. Innanzitutto, riguarda due operatori che giocano un ruolo centrale nell’ecosistema dei mercati finanziari europei e globali: Deutsche Börse è l’operatore che controlla tra l’altro la piattaforma Eurex, la principale borsa di derivati nell’Area Economica Europea, mentre Nasdaq ha una presenza rilevante nei mercati azionari e dei derivati anche grazie alle proprie controllate nei Paesi nordici e nell’Europa settentrionale. In secondo luogo, la verifica di Bruxelles punta a preservare il principio della concorrenza leale all’interno dell’Unione dei Mercati dei Capitali (Capital Markets Union), che è considerato fondamentale per garantire efficienza, trasparenza e crescita economica nell’insieme dei mercati dell’eurozona e oltre. La vicepresidente responsabile della politica della concorrenza ha sottolineato che un controllo rigido contro pratiche anticompetitive nei mercati finanziari è cruciale per tutelare gli investitori, le imprese e i consumatori.


Allo stato attuale, nessuna accusa formale è stata ancora emessa contro i due gruppi coinvolti e l’apertura dell’istruttoria non pregiudica l’esito finale del procedimento: non è quindi indicativo di colpevolezza, ma rappresenta uno step ufficiale della procedura che potrà condurre a una decisione formale indipendentemente dalla tempistica, visto che non è fissato un termine legale per la sua conclusione. Le sanzioni possibili in caso di condanna possono arrivare a multe che raggiungono fino al 10 percento del fatturato mondiale, stante le normative dell’Unione in materia di antitrust. Le due società hanno finora dichiarato di collaborare con le autorità e si sono dette confidenti di poter dimostrare la legittimità delle proprie attività, sostenendo che la cooperazione o i rapporti oggetto dell’indagine erano stati strutturati in modo trasparente e già presentati alle autorità competenti nel corso degli anni.


L’indagine mette in evidenza alcune dinamiche tecniche e strategiche che rendono complesso il mercato dei derivati in Europa. Il dominio di Eurex nello scambio di future e opzioni su indici europei, la concentrazione della negoziazione in poche piattaforme, la presenza di barriere all’ingresso, la necessità di infrastrutture molto costose e un elevato livello di specializzazione sono fattori che possono favorire situazioni di potenziale abuso o coordinazione. Nel caso specifico, gli investigatori cercheranno di accertare se Deutsche Börse e Nasdaq abbiano accordato ruoli complementari – ad esempio uno focalizzato sulla negoziazione, l’altro sulla compensazione o la promozione dei prodotti nei mercati nordici – per evitare concorrenza diretta, nonché se vi sia stata una concreta limitazione della scelta degli operatori o un innalzamento dei costi di accesso al mercato per i concorrenti. La Commissione verificherà l’esistenza di clausole commerciali, intese o scambi informali di dati che possano aver ostacolato l’innovazione, aumentato i costi o ridotto la qualità dei servizi offerti agli utilizzatori dei mercati.


Le ricadute potenziali per il sistema finanziario europeo sono rilevanti. Se la Commissione dovesse accertare violazioni, si aprirebbe una fase di eventuali rimedi che possono comprendere multe, obblighi di modifica dei comportamenti aziendali, separazione di asset o restrizioni sull’uso di certe pratiche commerciali. Il rischio reputazionale per i gruppi coinvolti è significativo, anche alla luce della sensibilità crescente degli investitori e dei regolatori verso la governance, la trasparenza e le pratiche competitive nel settore dei servizi finanziari. Inoltre, l’azione rafforza il segnale che il mercato dei derivati – spesso ritenuto tecnico e sottovalutato dal grande pubblico – è esposto a scrutinio regolamentare e che la conformità ai principi della concorrenza è obbligatoria anche in segmenti ad alta specializzazione.


L’apertura dell’indagine dell’Antitrust Ue rappresenta dunque un momento di tensione e riflessione per il mercato europeo: da un lato mette in guardia gli operatori sulle conseguenze di pratiche coordinate o non competitive, dall’altro invia un segnale di rigore da parte delle istituzioni europee nei confronti di attività che, pur tecniche, hanno impatto sulla struttura, sui costi e sull’efficienza dei mercati dei capitali.

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