Decreto fiscale, via libera della Commissione al ravvedimento speciale: nuova chance per i contribuenti, sanatorie e più flessibilità nei versamenti
- piscitellidaniel
- 17 lug
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La Commissione Finanze ha approvato il nuovo decreto fiscale, al cui interno spicca l’atteso via libera al ravvedimento speciale, una misura pensata per agevolare i contribuenti che intendano regolarizzare la propria posizione nei confronti dell’erario. Il provvedimento, che ora si avvia verso l’approvazione definitiva da parte del Parlamento, rappresenta uno dei cardini della strategia del Governo per migliorare il rapporto tra fisco e cittadini, semplificando gli adempimenti e incentivando l’adempimento spontaneo.
Il ravvedimento speciale, già sperimentato in passato con riscontri positivi in termini di gettito e compliance fiscale, viene riproposto con alcune novità. La misura consente ai contribuenti di regolarizzare errori, omissioni e violazioni relative agli obblighi dichiarativi, versando le somme dovute in forma ridotta rispetto alle sanzioni ordinarie. Il nuovo decreto prevede che la sanatoria possa essere utilizzata anche per i tributi locali, estendendo così il beneficio a una platea più ampia di soggetti, tra cui imprese, lavoratori autonomi e professionisti.
Tra i punti qualificanti della norma, vi è la possibilità di accedere al ravvedimento anche per le annualità più recenti, comprese le violazioni riferite al periodo d’imposta 2023. La sanzione ridotta, fissata in misura fissa al 5% (in luogo del 30% ordinario), può essere ulteriormente abbattuta in caso di pagamento integrale entro termini stabiliti, oppure dilazionata in massimo quattro rate trimestrali, purché la prima sia versata entro la scadenza prevista dal decreto.
Il provvedimento si inserisce nel più ampio disegno governativo di riforma del sistema fiscale, che punta a rendere più equo e sostenibile l’impianto tributario, e a favorire l’adempimento spontaneo da parte dei contribuenti. L’obiettivo è duplice: da un lato, recuperare gettito senza ricorrere a misure coercitive, dall’altro ridurre il contenzioso tributario e alleggerire il carico sugli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Secondo le stime del MEF, il ravvedimento speciale potrebbe portare nelle casse dello Stato oltre 3 miliardi di euro, soprattutto grazie alla regolarizzazione di posizioni debitorie pregresse che, in assenza della misura, sarebbero probabilmente rimaste irrisolte.
Altre disposizioni contenute nel decreto fiscale riguardano la revisione delle soglie per l’accertamento esecutivo, l’ampliamento delle forme di autotutela dell’amministrazione finanziaria, e l’introduzione di nuove tutele per i contribuenti. In particolare, si rafforza il principio del contraddittorio preventivo, già previsto dal decreto legislativo 219/2023, estendendolo anche ad alcune categorie di avvisi finora esclusi. Viene inoltre semplificato l’accesso ai piani di rateizzazione per chi ha debiti inferiori ai 100.000 euro, con tempi di approvazione più brevi e requisiti meno stringenti.
Un’altra novità rilevante è rappresentata dalla previsione di un nuovo strumento di “compliance rafforzata” che consente al contribuente, in caso di segnalazione di irregolarità da parte dell’Agenzia, di evitare sanzioni attraverso l’adempimento nei successivi 90 giorni. Questo strumento è pensato per rafforzare la cultura dell’adempimento volontario e stimolare una maggiore trasparenza nei rapporti tra fisco e cittadino, in linea con i principi di buona fede e cooperazione amministrativa.
Sul fronte delle entrate locali, il decreto offre ai Comuni la possibilità di aderire volontariamente al meccanismo del ravvedimento speciale, replicando il modello nazionale. Una clausola anti-elusione vieta però l’accesso alla misura per le violazioni già oggetto di accertamento formale o di contenzioso in corso. Inoltre, viene confermata l’esclusione per i reati tributari gravi, a tutela della legalità e del principio di equità.
Dal punto di vista politico, l’approvazione del decreto rappresenta un successo per la maggioranza, che ha fatto del “fisco amico” uno dei cavalli di battaglia del programma di legislatura. La misura ha raccolto un ampio consenso anche tra le associazioni di categoria, che da tempo chiedevano strumenti di regolarizzazione meno penalizzanti e più semplici da gestire per le piccole imprese. Confcommercio, CNA e Confartigianato hanno accolto positivamente la norma, pur sollecitando una maggiore chiarezza nelle modalità operative e un rafforzamento dell’assistenza fiscale per le fasce meno strutturate.
Sul fronte dell’opposizione, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle hanno criticato il rischio che il ravvedimento speciale si trasformi in un condono mascherato, premiando chi non ha rispettato le regole. Hanno inoltre denunciato l’assenza di un reale piano di contrasto all’evasione, che punti in maniera incisiva sulla digitalizzazione dei controlli e sulla cooperazione internazionale per il recupero dei capitali all’estero.
L’Agenzia delle Entrate ha già predisposto un portale dedicato con istruzioni e simulazioni per consentire ai contribuenti di calcolare l’importo dovuto e avviare la procedura. Il termine per la prima scadenza di pagamento sarà fissato a 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, che avverrà una volta concluso l’iter parlamentare. Ulteriori chiarimenti saranno forniti da una circolare interpretativa attesa nelle prossime settimane.

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