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Dazi USA-UE: corsa contro il tempo per evitare l’escalation tariffaria del 9 luglio

L’Unione Europea e gli Stati Uniti sono impegnati in negoziati serrati per scongiurare l’introduzione di dazi statunitensi del 50% su beni europei, prevista per il 9 luglio. Il presidente Donald Trump ha minacciato l’imposizione di queste tariffe se non si raggiungerà un accordo commerciale soddisfacente entro quella data. La Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen, ha proposto un dazio fisso del 10% su tutte le esportazioni europee verso gli Stati Uniti, con l’obiettivo di evitare misure più punitive su settori strategici come l’automotive, la farmaceutica e l’elettronica. In cambio, l’UE sarebbe disposta a ridurre i dazi sui veicoli prodotti negli Stati Uniti e a facilitare la vendita delle auto americane in Europa. Inoltre, Bruxelles ha offerto di vietare completamente gli acquisti di gas naturale russo, aumentando la domanda per i produttori statunitensi di GNL. 


Tuttavia, gli Stati Uniti non hanno ancora confermato la volontà di limitare al 10% le tariffe sull’automotive europeo. Il Segretario al Tesoro USA, Scott Bessent, ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero decidere per una proroga della sospensiva dei dazi per i Paesi partner che stiano negoziando "in buona fede" un accordo commerciale. Questo apre la possibilità di estendere la scadenza del 9 luglio, ma solo se i negoziati proseguiranno in modo costruttivo. 


La Banca Centrale Europea ha lanciato un monito: senza un’intesa sui dazi, l’Europa rischia una perdita di crescita economica dell’1% nel triennio 2025-2027. Anche con le attuali tariffe Usa, congelate al 10%, l’incertezza e la riduzione dell’export potrebbero causare una perdita dello 0,7% del PIL. In caso di guerra commerciale tra USA, UE e Cina, l’esportazione cinese verso l’Europa potrebbe aumentare, amplificando le pressioni al ribasso sull’inflazione e costringendo la BCE a rivedere la sua politica monetaria. 


Il presidente Trump ha annunciato che prorogherà al 9 luglio la scadenza per l’imposizione dei dazi del 50% all’Unione Europea, dopo un colloquio telefonico con la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen. Trump ha dichiarato di aver accettato la richiesta di estensione avanzata dalla von der Leyen, sottolineando la volontà di entrambe le parti di proseguire i negoziati per raggiungere un accordo.


Le imprese europee, in particolare quelle italiane e tedesche, sono in allerta per le possibili ripercussioni dei dazi. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha espresso preoccupazione per le ripercussioni che i dazi statunitensi potrebbero avere sull’economia italiana, già in difficoltà. Orsini ha sottolineato l’importanza di negoziare rapidamente un accordo per evitare ulteriori danni al PIL e alle esportazioni. 


La situazione rimane fluida, con entrambe le parti che cercano di evitare un’escalation tariffaria che potrebbe avere conseguenze significative per l’economia globale. L’Unione Europea ha dichiarato di avere pronta un’offerta per un accordo sui dazi con gli Stati Uniti, ma ha anche avvertito che, in caso di fallimento dei negoziati, è pronta a rispondere con misure di ritorsione fino a 120 miliardi di euro. La presidente von der Leyen ha ribadito l’impegno a trovare una soluzione entro il 9 luglio, ma ha anche avvisato che, nel caso il risultato non fosse soddisfacente, "saremo in grado di rispondere: tutti i mezzi sono sul tavolo". 

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