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Conto termico 3.0 e Terzo settore tra assimilazione alla Pa, cumulo e prenotazione degli incentivi


Il completamento del quadro attuativo del Conto termico 3.0, attraverso la pubblicazione delle regole applicative del decreto del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 7 agosto 2025, ha chiarito l’estensione soggettiva e oggettiva degli incentivi, con particolare rilievo per gli enti del Terzo settore. Il meccanismo agevolativo, gestito dal Gestore dei Servizi Energetici, è finalizzato a sostenere interventi di efficientamento energetico degli edifici e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili, mediante contributi diretti a valere su un fondo complessivo pari a 900 milioni di euro.

Nel perimetro dei beneficiari rientrano, oltre a privati, imprese e pubbliche amministrazioni, anche enti del Terzo settore, cooperative sociali e cooperative di abitanti, a condizione che tali soggetti risultino proprietari dell’immobile interessato dagli interventi ovvero titolari di un diritto reale o personale di godimento sullo stesso. La disciplina distingue tuttavia il regime applicabile in funzione della natura dell’attività svolta dall’ente, introducendo una differenziazione rilevante tra enti economici e non economici.

Per cooperative sociali e cooperative di abitanti l’assimilazione alla pubblica amministrazione opera in via generalizzata ai fini del Conto termico 3.0. Per gli enti del Terzo settore, invece, le regole applicative richiedono una verifica ulteriore, fondata sull’eventuale esercizio di attività di carattere economico. Il riferimento alla qualificazione dell’attività risultante dalla registrazione al Runts ha sollevato profili interpretativi, poiché non coincide in modo automatico con le categorie civilistiche o fiscali previste dal Codice del Terzo settore. In una prospettiva sistematica, la nozione di attività economica tende a essere ricondotta a quella europea di impresa, includendo qualsiasi esercizio regolare di attività economica, anche da parte di enti associativi.

Da tale impostazione discende che l’assimilazione piena alla pubblica amministrazione dovrebbe essere esclusa soltanto per gli enti che operano prevalentemente in forma di impresa commerciale, mentre rimarrebbe ferma per gli enti soggetti a fisiologiche oscillazioni economiche, purché non svolgano in via principale attività imprenditoriale. Questa distinzione incide direttamente sull’accesso alle misure più favorevoli, quali la prenotazione dei contributi e la cumulabilità integrale degli incentivi.

Il plafond finanziario è infatti suddiviso in due contingenti: una quota destinata a pubbliche amministrazioni ed enti non economici, comprensiva di una riserva specifica per gli interventi prenotati, e una quota rivolta a soggetti privati, imprese ed enti economici. Le regole applicative riconoscono agli enti del Terzo settore, nel rispetto delle procedure previste, la possibilità di ricorrere alla prenotazione, anticipando l’accesso alle risorse.

Rilevante è anche la disciplina del cumulo con altri incentivi, ammessa fino al cento per cento delle spese per interventi realizzati su edifici utilizzati dalla pubblica amministrazione e dagli enti assimilati. In casi delimitati, il Conto termico 3.0 può coprire integralmente i costi degli interventi, in particolare per edifici pubblici destinati a funzioni scolastiche, sanitarie, assistenziali o di cura, quando l’ente non economico opera in qualità di utilizzatore dell’immobile pubblico.

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